martedì 15 aprile 2014

MERDA?! NO, GRAZIE !

So che può sembrare incredibile, ma io non mangio la merda, e non perché sia allergico, schizzinoso o per chissà quale principio etico, ma perché non mi piace. Anzi, mi fa proprio schifo. Non è come le altre cose che non mi piacciono, come il sughero, la crema solare o le tapparelle, che se mi sforzo posso anche riuscire a mangiarle. La merda è diversa, basta che ne metta in bocca un pezzettino e subito mi viene da vomitare. Naturalmente l’ho assaggiata, dopotutto sono solo protoni, neutroni e elettroni come tutto il resto, ma non c’è niente da fare: mi fa schifo. Questo di per sé non sarebbe un problema, se non fosse che dove vivo io tutti mangiano la merda. Tutti la considerano una prelibatezza da raffinati gourmet, ma anche un ingrediente fondamentale per dare sapore a ogni piatto, o uno sfizioso spuntino da gustare in ogni momento della giornata, succhiandosi adeguatamente le dita. In pratica sono sempre circondato da gente che mangia la merda. Ma nemmeno questo è il vero problema. Per me ognuno può mangiare quello che vuole, tanto ormai sono abituato a sentire l’odore della merda calda che si scioglie sui maccheroni o a vedere la gente coi frammenti di merda nei baffi. So perfettamente che il sapore di una cosa è solo un fatto culturale e che, in linea di principio, tutto è commestibile: ci sono posti dove la gente mangia le cavallette, le zampe dei ragni, le ali dei pipistrelli, le larve di mosca, le budella di vacca, eccetera, che cosa c’è di strano se qui la gente mangia la merda? Ognuno chiama “buono” quello che è abituato a mangiare e chiama “schifoso” quello che non ha mai pensato si possa mangiare. Quindi la merda va benissimo. L’unico vero problema di vivere in un posto dove tutti mangiano la merda non è che loro mangiano la merda, ma che vogliono che la mangi anch’io. E lo vogliono molto insistentemente. Le persone hanno questo difetto: quando si accorgono che non ti piace una loro presunta leccornia, cercano in tutti i modi di fartela mangiare. Prima ti spiegano che è un alimento sano e nutriente indispensabile per una dieta equilibrata, poi te la sventolano sotto il naso, poi ti accusano di essere schizzinoso, strambo, matto, finché un giorno te la schiaffano direttamente nel piatto, poca poca e di nascosto, pensando che tanto non te ne accorgerai visto che, dio mio, non è possibile che non ti piaccia una cosa così buona come la merda.


- Abbiamo il risotto alle quattro merde, gli gnocchetti zafferano e merda, il vitello in crosta di merda e del polistirolo.

- Nel polistirolo c’è la merda?

- Solo un po’.

- Vorrei un po’ di polistirolo senza merda.

- Ma, signore, è merda di capra freschissima.

- Preferirei senza, è possibile?

- Neanche una o due palline per insaporire?

- No, grazie.

- Per caso è allergico alla merda?

- No.

- Perfetto, allora un piatto di polistirolo “senza” merda per il signore.


Se vivi nella patria della merda non puoi permetterti di non mangiare la merda, almeno un pochino di tanto in tanto, giusto per far vedere che non ti credi migliore degli altri. Purtroppo tutti si identificano sempre con quello che piace a tutti, e se nella patria della merda disprezzi il loro cibo di merda, allora vuol dire che disprezzi anche le loro abitudini di merda, la loro musica di merda, i loro ideali di merda e, fondamentalmente, la loro vita di merda. Ma io non disprezzo la merda, solo vorrei non mangiarla.

sabato 4 gennaio 2014

CATERINA SIMONSEN E SIMONCINA CATERENS: UN PROBLEMA DI LOGICA

Qualche giorno fa, una ragazza di 25 anni di nome Caterina [affetta da 4 patologie rare immunodeficienza primaria, deficit di proteina C e proteina S, deficit di alfa-1 antitripsina, neuropatia dei nervi frenici abbinate al prolattinoma, un tumore ipofisario, e a reflusso gastroesofageo, asma allergica e tiroidite autoimmune] ha pubblicato sul suo profilo facebook la foto seguente:


la risposta degli animalisti e delle loro tastiere non si è fatta attendere, ed è stata più violenta di una battuta di caccia:

CARA caterina, avevi voglia di pubblicità gratuita? L’hai ottenuta. avevi bisogno della compassione della gente? hai ottenuto anche quella. non pensi che sarebbe stato meglio curarti in silenzio senza uscirtene co’ sta’ cazzata ? io non ti insulto , ma…..STO CON GLI ANIMALI

Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza ad esseri innocenti non lo trovo giusto
 Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose

 “Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m… in meno e più animali su questo pianeta

"Spero sinceramente che muoia. Se pensate che sia una cosa malvagia, quello che ha detto lei non e molto diverso nei confronti degli animali"

Ma quale meccanismo psico-sociologico è alla base di reazioni tanto aggressive in risposta ad una semplice costatazione di fatto?




IL PARAGONE - il parallelo delle pellicce

Immaginiamo che una ragazza di 25 anni,Simoncina Caterens, scampata da piccola ad un inverno gelido passato senza un tetto sulla testa, pubblichi sulla sua bacheca un messaggio di questo genere:


IO SIMONCINA C., HO 25 ANNI =) GRAZIE AL VERO ABBIGLIAMENTO, CHE INCLUDE ANCHE LE PELLICCE.SENZA LE PELLICCE SAREI MORTA DI FREDDO A 9 ANNI. MI AVETE REGALATO UN SEPPUR BREVE FUTURO: GRAZIE ALLA CACCIA, AI CACCIATORI ED ALL'INDUSTRIA DELL'ABBIGLIAMENTO.  #IOSTOCONIPELLICCIAI#IOSTOCONLEDONNEINPELLICCIA#ORADENUNCIATEANCHEME#IOESISTO#NOAGREENPEACE
Il messaggio qui sopra è sostanzialmente uguale a quello divulgato da Caterina, con la sola eccezione che ho sostituito i termini relativi alla ricerca con quelli relativi alle pellicce.
A questo punto, solo ad un cervello stupido ciò che ho scritto può sembrare legittimo, frutto di un semplice punto di vista. Ai più, ciò che ho scritto appare semplicemente sbagliato.
UNO SBAGLIO AGGRAVATO DALLA NONCURANZA PER IL DOLORE ANIMALE A FRONTE DI UN TORNACONTO PERSONALE.

Se rileggiamo i commenti in alto e facciamo finta che siano indirizzati alla fantomatica Simoncina, piuttosto che a Caterina, appariranno sotto un'ottica completamente diversa:
Violenti si, Cattivi pure, ma se osserviamo dentro di noi ci scoviamo uno spazio in cui troviamo loro una giustificazione, non nei modi per carità, ma una giustificazione di principio.

Per quale motivo il primo messaggio può essere addirittura condivisibile e motivo di discussione, mentre il secondo sembra essere invece inammissibile?
Non sono tutti e due messaggi che elogiano l'uccisione di animali innocenti per fini prettamente umani?
Perchè determinati commenti possono apparire "al limite dell'ammissibile" se indirizzati alla fantomatica Simoncina, mentre sono evidentemente violenti se scritti sulla pagina facebook di Caterina?

Per capire come mai, dobbiamo per un'attimo fare un passo indietro, ed analizzare le ragioni degli animalisti e mettere in relazione i loro comportamenti (la realtà) con gli ideali che promulgano.
Seguitemi...
UN PO' DI STORIA

ARISTOTELE 
è il primo ad argomentare teoricamente l'omogeneità delle parti e delle funzioni degli animali, uomo incluso. Nel trattato sulle Parti degli animali, egli descrive minuziosamente l'interno e l'esterno di tutte le specie animali, basandosi su dissezioni di animali e sull'osservazione esterna dell'uomo (la dissezione di cadaveri umani non era ancora praticata).Occorre esaminare le parti degli animali dal punto di vista delle funzioni che esse ricoprono in vista del fine stabilito dalla loro essenza o anima; questo studio sarà pertinente per l'uomo per ciò che riguarda le funzioni che egli condivide con gli altri animali (sensibilità e movimento), quindi relativamente alla parte "animale" della sua anima, ma non toccherà la facoltà razionale, propria unicamente agli umani. De Partibus animalium, 641 b

GALENO
nel II secolo, condusse a sua volta dissezioni e vivisezioni su numerose specie animali (scimmie, maiali, buoi, elefanti, topi, ed anche animali a sangue freddo). Nei Procedimenti anatomici sono descritte per esempio procedure di apertura di animali vivi per lo studio dell'apparato circolatorio e dei muscoli respiratori e fonatori.

ETA' MODERNA
Nel XVI secolo, Andrea Vesalio, padre dell'anatomia moderna, mette apertamente in discussione l'auctoritas di Galeno. Nel preparare una nuova edizione latina dei trattati di Galeno, comprende che questi non aveva mai osservato il corpo umano ma solo generalizzato all'uomo osservazioni tratte da dissezioni di animali. Basandosi invece sulle autopsie umane, Vesalio confuta diversi errori di Galeno, come il fegato a cinque lobi e la rete mirabile.
Dal Rinascimento in poi, la medicina fece un uso sempre più largo della sperimentazione animale in vivo per lo studio delle funzioni fisiologiche, campo in cui le autopsie umane non erano sufficienti. Vesalio osservò su maiali viventi il funzionamento dei nervi. Le ricerche sulla circolazione sanguigna furono condotte a lungo da numerosi studiosi su varie specie animali: Realdo Colombo praticò vivisezioni su cani per studiare la circolazione polmonare, mentre William Harvey giunse infine ad una comprensione esaustiva del meccanismo circolatorio attraverso dissezioni e vivisezioni di animali di diverse specie.

Altro importante campo di applicazione della sperimentazione animale in età moderna fu l'embriologia. Numerosi studi di embriologia comparata furono condotti per osservare lo sviluppo del feto, in particolar modo da Girolamo Fabrici d'Acquapendente, autore dei trattati De formato fœtu e De formatione ovi et pulli.

Gli animali hanno avuto un ruolo importante in numerosi e ben noti esperimenti. Negli anni 1880, Louis Pasteur dimostrò la teoria dei germi in medicina somministrando antrace ad alcune pecore, e circa dieci anni dopo Ivan Pavlov utilizzò i cani per descrivere la sua teoria del riflesso condizionato. L'insulina fu isolata per la prima volta nei cani nel 1922, rivoluzionando il trattamento del diabete. Nel novembre del 1957 la cagnetta Laika diventò il primo essere vivente a viaggiare nello spazio. Negli anni settanta, trattamenti antibiotici multi-farmaco per la cura della lebbra furono sviluppati grazie a test sugli armadilli. Nel 1996 la pecora Dolly è stato il primo essere vivente clonato da una cellula adulta.
Dal 1900, la quasi totalità dei premi Nobel per la medicina hanno condotto le loro ricerche con l'utilizzo di modelli animali, spesso essenziali alla scoperta. Tra questi (per citarne alcuni) gli italiani Camillo Golgi e Rita Levi Montalcini per le scoperte della struttura e dello sviluppo del sistema nervoso. Altri hanno rivoluzionato la conoscenza del sistema immunitario e delle infezioni, hanno permesso la messa a punto delle tecniche dei trapianti di organi e tessuti, la scoperta e lo studio della penicillina, la cura della febbre gialla, del tifo, della poliomielite. Nel 2007 il genetista americano Mario Capecchi, insieme ai colleghi Martin Evans e Oliver Smithies, ha ottenuto il Premio Nobel per la medicina per i suoi studi sulle cellule staminali embrionali. Le ricerche dei tre scienziati hanno portato a definire la tecnica del gene targeting. La tecnica è stata sviluppata attraverso le sperimentazioni sul knockout mouse, un topo geneticamente modificato nel quale alcuni geni sono resi inoperativi, venendo quindi isolati (knocked out) dall'organismo al quale appartengono.
IL CASO POLIOMELITE
Nei primi anni del '900, Flexner scoprì che le scimmie Rhesus potevano contrarre la polio attraverso il naso, e propose che anche nell’uomo il virus entrasse con quella modalità, si muovesse lungo il nervo olfattivo fino al cervello e alla fine alla spina dorsale, dove poteva causare lesioni e paralisi. Nonostante fin dal 1916 ci fosse una sostanziale evidenza clinica che l’ipotesi nasale fosse inappropriata per l’uomo, il paradigma di Flexner rimase in auge fino agli ultimi anni '30 del secolo scorso. Questo portò ad una incorretta descrizione della patogenesi virale e promosse interventi terapeutici impropri come lo spray profilattico Schultz-Pee, utilizzato senza alcun effetto durante l’epidemia del 1937 a Toronto.
La soluzione del problema si ebbe grazie agli studi clinici e alla sperimentazione animale che portarono alla creazione di un vaccino. In Italia si è passati dai 3500 casi annui negli anni '50 (con punte di 8000 casi nel 1958) ai zero casi
LA REALTA'
animalismo: ortodossia o eresia?
ortodossia (dal greco όρθος, "retto", "corretto" e δόξα, "opinione", "dottrina") è l'accettazione piena e coerente dei principi di una dottrina. Termine utilizzato soprattutto in contesti religiosi, viene contrapposto all'eresia
animalismo atteggiamento e comportamento a difesa degli animali e dei loro diritti rispetto ai comportamenti umani diretti e indiretti (caccia, sperimentazione animale, uccisione per ricavarne la pelliccia, impiego nei circhi, ecc.; ma anche il generale intervento sull'ambiente e sull'ecosistema che può provocare danni agli animali).
La sperimentazione animale è una pratica violenta ed inumana.
E su questo non ci piove. Ma come abbiamo visto nel capitolo precedente è da sempre stata utilizzata e sempre più spesso ottiene risultati incoraggianti.
Questo ha portato ad un suo sempre più crescente utilizzo in campo medico.
OGNI molecola (che venga essa sintetizzata o scoperta) ad uso medico subisce un iter sperimentale che posso riassumere in 4 fasi:

1- Ipotesi chimica e sviluppo di un programma relativo alla singola molecola, in base alla sua struttura vengono ipotizzati gli effetti positivi ed i possibili effetti avversi. 
se il risultato è valutato soddisfacente si passa a: 
2- sperimentazione della sostanza su singoli tessuti o su piccole popolazioni cellulari per verificarne la funzione in vivo. 
se risulta soddisfacente si passa a: 
3- sperimentazione su cavia animale dove va verificato l'insorgere di OGNI effetto inaspettato e va valutata la dose tossica, la dose letale e la dose efficace. 
Se il risultato è soddisfacente si passa al 
4- trial clinico con sperimentazione umana (ultima fase, in doppio cieco- cioè medico e paziente non sanno se stanno utilizzando il farmaco nuovo o quello di riferimento già sul mercato o, se questo non esiste, il placebo)

Quindi è facile dedurre che OGNI MEDICINALE CHE ABBIAMO IN CASA e di cui facciamo uso, dalla semplice aspirina alla Clofarabina per la cura della Leucemia linfoblastica acuta(malattia molto rara) è nato dalla ricerca scientifica effettuata su cavie animali.

"Ed io non prendo medicinali proprio per questo! Brutto ignorante!" 
tuonerà l'animalista ortodosso che si batte da tempo immemore contro la sperimentazione in vivo.
Allora sarà interessante per tale soggetto sapere che la sperimentazione animale esula dai campi prettamente medici e trova gran parte della sua applicazione nell'industria cosmetica, della pulizia della casa e della ristorazione.

Tra i marchi e i prodotti comunemente testati su animali troviamo ad esempio:

3M, BAYER, BIC, BRISTOL-MYERS SQUIBB, COLGATE PALMOLIVE, GILLETTEGLAXO SMITHKLINE, GUCCI NV, HENKEL, JOHNSON & JOHNSON, JOHNSON WAX, KIMBERLY - CLARK, MARS, MONSANTO, NESTLE', NOVARTIS, NUMICO, PHILP MORRIS, PROCTER &  GAMBLE, RECKITT BENCKISER, SHISEIDO, UNILEVER, WARNER LAMBERT, WELLA.
E ancora... Ace-Gentile, Aiax, Air Fresh, Anitra WC, Ariel, Autan, Ava-Perla, Calfort, Cif, Coccolino,Napisan, Nelsen, Scottex, Soflan, Sole, Sole di Marsiglia, Svelto, Swiffer, Sidol, Sil, Algida, Amora, Lipton - Ice Tea, Acqua brillante recoaro, Beltè, Beverly, Coca-cola, Chino', Energade, Fanta, Gingerino recoaro, Ice tea lipton, Isostad, Mirage, Nestea, Nestlè, One-o one, San pellegrino, San bitter, Schweppes, Sprite, Pampers, Pantene, Poffy, Polin, Pringles, Può, Tampax, Tempo, Tide, Topexan, Tuono, Infasil, Intervallo, Intima di Karinzia, Iodosan, Isabella Rossellini', Cibi pronti e leofilizzati: Knorr.

E questa, posso assicurarvi, è solo una lista parziale e basata sui dati che le stesse aziende hanno fornito, ci sono aziende che non forniscono dati e di cui non sospetteremmo neanche.
(E' agghiacciante comprendere che anche i Tampax, che qualsiasi donna occidentale usa, sono direttamente testati su animali al fine di ridurre al minimo il rischio di allergia ai componenti).
- per una lista più dettagliata visitate questa pagina: lista della morte -

Quindi ciò che possiamo dedurre è che OGNI COSA è testata su animali ed è praticamente impossibile asserire di non usare prodotti figli della sperimentazione.

Detto ciò è facile capire che l'ortodossia animalista è più simile ad un utopia che alla realtà, è una chimera, è un'illusione...in poche parole è pura fantasia!
Fantasia che attecchisce nelle menti fragili di persone confuse e completamente astratte dalla vita reale. Persone viziate fin dall'infanzia, persone superficiali che dicono di credere in qualcosa senza però approfondire e ricercare il senso di ciò in cui credono.

Ora, dopo questa digressione possiamo tornare ad analizzare il problema principale, che avevamo lasciato in sospeso: chi ha ragione tra Caterina Simonsen e gli animalisti?

IGNORANZA COME LIFESTYLE

Tenendo conto degli elementi riportati nei paragrafi precedenti, proviamo a tornare con la mente al caso di SIMONCINA CATERENS, la fantomatica ragazza creata dalla mia immaginazione che su internet elogia l'uso delle pellicce, che anni fa l'avevano salvata dal congelamento.
Calando quella situazione in uno scenario più aderente alla realtà ci troveremmo al paradosso in cui da una parte vediamo Simoncina, che elogia le pellicce animali, e dall'altra un'orda di famelici animalisti che le augurano di morire con atroci sofferenze, arrotolati dentro i loro guanti, scarpe, lacci e cappelli fatti con le più svariate parti del corpo di poveri animali: ciglia, labbra, peli, capelli e chi più ne ha più ne metta.

E pensare che questa è l'immagine che più si avvicina alla realtà dei fatti: 

infatti chiunque abbia criticato pubblicamente (o anche privatamente) Caterina Simonsen per il suo appoggio alla sperimentazione, IGNORA che la quasi totalità degli oggetti e delle sostanze con le quali viene a contatto quotidianamente sono frutto della sperimentazione su cavie animali. 
Se ignori molte cose sei notoriamente un IGNORANTE. Ma se ignori gli elementi stessi sui quali costruisci una dottrina, un credo, uno stile di vita...sei semplicemente UN COGLIONE!

Ma la domanda che un essere senziente dovrebbe farsi è: PERCHE' TUTTO CIO' CHE E' DESTINATO AD USO UMANO VIENE NECESSARIAMENTE TESTATO PRIMA SUGLI ANIMALI??

La risposta è semplice: LA MANCANZA DI UN'ALTERNATIVA VALIDA, SEMPLICE E FACILMENTE OTTENIBILE (NONCHE' SICURA)!

IL PROBLEMA DELL'ALTERNATIVA:

SPERIMENTAZIONE E ANIMALISMO
Cosa rende legittima la protesta di un gruppo di animalisti che, bloccando l'uscita da un negozio di pellicce, lancia vernice in direzione delle mantenute mangiasoldi che vi escono, aggredendole talvolta verbalmente?

Cosa rende legittima la protesta di un gruppo di persone che si raduna di fronte ad un circo per denunciarne gli orrori, apostrofando come nazisti e torturatori i lavoratori del circo?

LA PRESENZA DI UN'ALTERNATIVA!

Ecco perchè il testo che avevo scritto ad inizio articolo appare in ogni modo MORALMENTE E LOGICAMENTE SBAGLIATO:


IO SIMONCINA C., HO 25 ANNI =) GRAZIE AL VERO ABBIGLIAMENTO, CHE INCLUDE ANCHE LE PELLICCE.SENZA LE PELLICCE SAREI MORTA DI FREDDO A 9 ANNI. MI AVETE REGALATO UN SEPPUR BREVE FUTURO: GRAZIE ALLA CACCIA, AI CACCIATORI ED ALL'INDUSTRIA DELL'ABBIGLIAMENTO.#IOSTOCONIPELLICCIAI#IOSTOCONLEDONNEINPELLICCIA#ORADENUNCIATEANCHEME#IOESISTO#NOAGREENPEACE

IN PRESENZA DI UN ALTERNATIVA VALIDA, OGNI TUA SCELTA CHE NON TENGA CONTO DELLA SOFFERENZA ALTRUI MA SOLO DEL TUO TORNACONTO PERSONALE E' UNA SCELTA DI MERDA! E questo vale per qualsiasi cosa!

Ma in mancanza di un'alternativa, la questione si ribalta completamente: le pellicce hanno un'alternativa, i circhi anche. La sperimentazione in vivo PURTROPPO ancora no.
Perché una tecnica sperimentale sia approvata dev’essere riproducibile, cioè dare gli stessi risultati in laboratori diversi, e predittiva, cioè capace di prevedere quale sarebbe l’effetto sull’essere umano, sull’animale o sull’ambiente.

Per capire di cosa sto parlando passerò in rassegna i metodi candidati dagli stessi animalisti per sostituire la sperimentazione animale:

1 - La Farmacogenomica è una branca della biologia che si è sviluppata dalla farmacogenetica e dal Progetto Genoma Umano. Si può definire come la scienza che si interessa di come le conoscenze sul genoma umano e sui suoi prodotti (gli RNA e le Proteine) possano essere utilizzate nella scoperta e sviluppo di nuovi farmaci.
Problemi: Si basa sull'analisi dell'intero genoma di un individuo per identificare sia geni che possano essere utilizzati come target per nuove terapie, sia profili genetici individuali dai quali può dipendere la risposta ai principi attivi somministrati. Il genoma umano consiste di 3 miliardi di coppie di basi nucleotidiche per un totale di circa 25.000-27.000 geni. Si conosce come le basi si alternano nel DNA, ma rimane da capire la funzione della maggioranza dei geni, il modo con cui lavorano.La farmacogenomica deve affrontare inoltre gli stessi ostacoli di qualsiasi altro tipo di ricerca genetica; innanzitutto la privacy, dal momento che mai l’inizio di una cura medica ha richiesto la raccolta e il trattamento di una enorme quantità di dati personali. Un dilemma si porrebbe nel momento in cui una particolare sequenza di DNA, dovesse coincidere con una particolare predisposizione verso una certa malattia. Rendere di pubblico dominio tali informazioni potrebbe renderci oggetto di discriminazioni, per non parlare del fatto che in questo caso si tratterebbe di una malattia ereditaria e quindi anche i nostri familiari potrebbero essere portatori di questo rischio potenziale che può essere trasmesso ai figli.

2 - La proteomica consiste nell'identificazione sistematica di proteine e nella loro caratterizzazione rispetto a struttura, funzione, attività, quantità e interazioni molecolari.
Il proteoma è l'insieme di tutti i possibili prodotti proteici espressi in una cellula, incluse tutte le isoforme e le modificazioni post-traduzionali. Il proteoma è dinamico nel tempo, varia in risposta a fattori esterni e differisce sostanzialmente tra i diversi tipi cellulari di uno stesso organismo. 
Problemi: c'è una bella differenza tra cellula ed organismo complesso.

3 - Bioinformatica. I software chiamati Qsar (relazioni quantitative struttura-attività) sono in grado di predire gli effetti di una sostanza  semplicemente dalla sua struttura chimica, confrontandola con composti strutturalmente simili di cui sono già noti gli effettiAttualmente ci sono più di 250 software in fase di valutazione, di cui 70 gratuiti, e sono in corso progetti, come Orchestra, per diffondere questi metodi. 
Problemi: La statunitense National Academy of Sciences a sua volta spiega che anche i computer più sofisticati non possono riprodurre le interazioni che sussistono tra le cellule, organi, molecole, ecc..., rendendo quindi necessario l'uso degli animali in molti campi di ricerca.

4 - Metodi in vitro, cioè colture di cellule o tessuti su cui testare i farmaci.
 Problemi: c'è una bella differenza tra un tessuto ed un organismo complesso.

5 - Sperimentazione su carcerati, condannati a morte o volontari. Si, c'è chi propone anche quest'ultima alternativa; cioè dice di non volere la sperimentazione animale per amore della natura ma manderebbe alla tortura (perchè così da loro viene definita la sperimentazione animale, e non hanno tutti i torti, anzi) innumerevoli vite umane. 
Problemi: Nel mondo si stima che il numero di vertebrati usati per esperimenti sia compreso tra 10 e gli oltre 100 milioni all'anno. In questo numero non sono inclusi gli invertebrati; il numero di ratti e topi, usati negli Stati Uniti nel 2001, è stimato in 80 milioni di unità. Queste unità animali andrebbero tradotte in "unità umane". Chi riuscirebbe a vivere con un peso del genere? Gli animalisti forse?


CONCLUSIONE

In conclusione, gli stessi animalisti che attaccano il metodo scientifico della sperimentazione animale, che non piace a nessuno, dovrebbero proporre un'alternativa valida, come fanno gli antagonisti dei circhi, delle pellicce e persino i vegani.

Finchè, alla ricerca di un'alternativa valida, essi antepongono valutazioni prettamente personali e prive di qualsivoglia fondamento logico o scientifico, per me non sono tanto diversi da quelle mantenute che per vezzo vanno in giro sfoggiando la loro peliccia nuova.
Ergo: sono solo dei COGLIONI !

Prometeo

lunedì 9 dicembre 2013

LO SCIENTIFICO PROCESSO DEL "SALTO" QUANTICO" DELL'ASCENSIONE ALCHEMICA DEL NOSTRO CORPO

IL RITORNO DELLA COSCIENZA CRISTICA
 
Il ritorno di cristo significa che vi sarà il ritorno della coscienza illuminata all’interno di noi stessi,  grazie al fatto che il sistema solare sta attraversando una zona dell'universo a maggiore frequenza energetica che riguarda il compimento di un grande ciclo chiamato, ciclo precessionale di 25920 anni, cosa che incrementa la legge di attrazione da essere umano in essere umano e la legge di attrazione legata all'accelerazione degli eventi nel mondo, che successivamente conduce l'attivazione della "Kundalini", ovvero l'atto trasformativo relativamente alla trasformazione alchemica del nostro corpo fisico in corpo di luce, per passare da una matrice dal carbonio ad una cristallina basata sul silicio..all'interno del cervello vi è il mesoencefalo o cervello medio che struttura il tronco cerebrale chiamato anche il tronco encefalico ove il terzo ventricolo che è responsabile della produzione del liquido aracnoideo che è quello che si estrae dal midollo osseo e che scende lungo tutta la colonna vertebrale risalendo nel terzo ventricolo dove va in circolo nel sistema circolatorio e fuoriuscendo dal 4 dopo esser andato in circolo in tutto il nostro nel sangue e ritornando cosi a percorrere tutta la colonna vertebrale. Quando tutte le ghiandole endocrine cioè i 7chakras (ipofisi-pineale o epifisi.tiroide-timo-surrenali-utero -intestino e testicoli) si attiveranno all'unisono nell'atto di una perfetta sincronizzazione di enorme energia la quale fondendo tra essa ed essa espandendo i campi magnetici di queste ghiandole endocrine appena citate, ne comporterà una pressione di energia che si irradierà lungo la colonna, la quale è composta da 33 vertebre (numero maestro). Questa pressione di elevatissima energia arriva così al cervelletto nonchè sede stessa del subconscio (mente multidimensionale) e sede da cui il se superiore rilascia informazioni alle altre parti del cervello attivando definitivamente lo stesso subconscio aprendo così i "filtri ventricolari" , che sono preposti all'assimilazione e trasferimento delle informazioni che dal cervelletto o subconscio passano al cervello medio (mesencefalo) per poi giungere alla corteccia cerebrale della mente conscia nel prosoencefalo, ovvero quella parte del cervello che assolve le funzioni di cui siamo coscienti durante gli stati beta,gamma,omega e super gamma propri dello stato di veglia dell'elettromagnetismo della mente. Da qui si ha una connessione definitiva e totale del subconscio (cervelletto-cervello dell'anima) con le altre aree del cervello e poi contemporaneamente si ha un'aumento dell'energia stessa del "liquor" o "liquido aracnoideo" del midollo spinale che aumentando la propria vibrazione elettromagnetica innesca dei cambiamenti molecolari della sua stessa strutturazione atomica avendo un risvolto geometrico (geometria sacra), cosa che rende maggiormente più complessa la geometria all'interno dei nostri atomi e quindi nelle nostre cellule, relativamente all'aumento di energia derivante dall'ondata energetica avuta dall'allineamento dei chakras che attiva così la "kundalini" , cioè il serpente piumato di energia, il quale (liquido del midollo osseo), inizia a scorrere su e giù lungo la colonna vertebrale in quanto liquido fisico, entrando dal 3 ventricolo, dove entra in circolo nel dna della nostra intera struttura fisica, modificandone definitivamente la struttura basata sul carbonio rendendola cristallina cioè al silicio, motivo per cui si avranno iniziali effetti quali: assenza di fame e di sonno anche nelle ore notturne, levitazione, telecinesi ,telepatia, chiaroveggenza, uditoveggenza, chiarosenzienza, o.b.e., apertura definitiva e graduale del terzo occhio o della ghiandola pineale, che porterà una ristrutturazione dell'intero cervello ed una progressiva rinascita spirituale dei poteri pari a quelli del cristo. Questo vuol dire, "ritorno della coscienza cristica"... non ci sono questi scenari "dogmatici". La colonna vertebrale è composta da 33 vertebre che attivano la coscienza cristica ovvero il terzo occhio (6chakra-ghiandola pineale-epifisi,parte femminile), la quale attiva la coscienza più evoluta del nostro essere che nell'attivazione contemporanea della ghiandola detta ipofisi-pituitaria (parte maschile), permetterà l'equilibratura totale tra energia maschile e femminile del nostro intero "SE" fisico, ovvero tra elettroni e protoni del nostro corpo in modo da fondere su se stessi e consentirci di ascendere (antimateria). Tutte le aree del cervello saranno interconnesse grazie all'allineamento dei chakras e l'immediata attivazione della kundalini provocherà tutti i cambiamenti strutturali e cellulari che riguardano la trasformazione alchemica che ho spiegato. Ecco il 33 che significato ha... come nel dollaro ci sono 33 mattoni ed in cima si ha l'occhio che tutto vede..cioè la pineale, quella che a forma di pigna dentro i giardini vaticani e nelle tavolette di argilla del dio Marduch di babilonia, tavolette sumere o nei papiri egizi, ecc. , dove è ben rappresentata. Una volta raggiunta questa condizione si attiva il corpo di luce che ha luogo grazie alla fusione di protoni ed elettroni, dove in questo caso quest'ultimi collassano nei protoni dando luogo alla trasformazione del corpo fisico, che inizia a diventare trasparente finendo per divenire un globulo di luce che sparisce da questa "densità" per accedere ad una densità superiore della luce, poichè diventando "luce", la totale struttura atomica di cui siamo composti imploderà su se stessa in quanto i protoni ed elettroni raggiungeranno un equilbrio grazie soprattutto all'equilibrio avvenuto tra ghiandola pineale e pituitaria-ipofisi, che consentirà "l'implosione finale, da permettere infine di trascendere l'elettromagnetismo cioè la separazione tra elettrico (maschile) e magnetico (femminile) andando così ad unire le due energie fondamentali e basi dell'esistenza della 3 densità in modo da collocarci in 4-5 densità ove non esiste più l'elettromagnetismo quale scissione dell'energia del "punto zero", bensì energia del "campo del punto zero", avuta dalla fusione perfetta dell'elettromagnetismo (elettrico e magnetico) che darà luogo solo alla "LUCE" spirituale più elevata si sia mai vista sulla terra, quale unione tra l'elettrico ed il magnetico cui un cm3 di essa sarebbe in grado di far sciogliere tutti gli oceani della terra in un nanosecondo . Tutto questo non sarà scontato per tutti ma dipenderà da quanto saremo in grado di unire il lobo destro (femminilità) al lobo sinistro (maschilità), ovvero rosso e blu, elettrico e magnetico nonchè razionalità ed emotività, maschile col femminile, ecc.. Succederà che ad un certo punto tutti gli umani della terra vivranno un evento che probabimente è quello che dice Luigi ma non sarà per tutti uguali. Perderemo momentanea consapevolezza del nostro corpo e sperimenteremo l'uno, cioè nel prendere coscienza di cosa significa essere una stella, un atomo oppure una nebulosa di elettroni piuttosto che un quasar e successivamente vedremo due linee temporali della terra futura ascesa nell'adesso, cioè la 4d negativa oppure la 4d positiva delle terre ascese dove andranno i figli di Belial (cioè della separazione) da una parte e nella seconda i "figli dell'uno" .Molti altri resteranno a vivere gli scenari che avranno luogo sulla terra della terza densità cioè quella in cui ci troviamo attualmente come lo spostamento e l'inversione del campo magnetico terrestre che avrà luogo successivamente all'ascensione. Ci saranno tuttavia quelli che arriveranno in ritardo ad ascendere tra quest'ultimi e lo faranno in un periodo successivo. Questo è il ritorno di questa discussa oggi, coscienza CRISTICA
In questa terza densità la materia è il prodotto nato dalla rallentata frequenza della vibrazione della luce, che rallenta al punto da formare dapprima un ologramma quantico fino a materializzarne quella che poi è per noi la solidità tangibile dai nostri 5 sensi e per fare un assioma mi viene da mettere in esempio la relazione tra vapore e ghiaccio che avviene per processo di "subliminazione" , quale processo spiega in atti pratici quanto ho appena spiegato, ovvero il fatto che la materia è luce (hz) come: da E=Mc2 il quadrato delle masse per la velocità della luce, che in parole semplici esplica il fatto che la materia e l'energia siano la stessa cosa come spirito e corpo fisico, atomo e fotone, da Einstein assunto nell'espressione della formula matematica suddetta, essendo l'atomo una struttura densa resa tale dall'abbassamento dello stato della vibrazione dell'elettromagnetismo (luce) che esso è quando non si trova allo stato denso della materia ed è luce fotonica.



ROBERTO PLEIADIANO STARSEED






venerdì 25 ottobre 2013

PERCHE' GLI ITALIANI SONO IGNORANTI?

“Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”.

L’occasione per deprimerci un po’ di più ce la offre l’Ocse che, nel pubblicare le sue statistiche,sbatte in faccia all’Italia il triste primato di essere all’ultimo posto, su 24 paesi, in competenze base, come la comprensione di un testo letto, e al penultimo per la soluzione di problemi logico-matematici. L’Ocse chiama queste competenze “literacy” e “numeracy”, e corrispondono più o meno al nostro “alfabetizzazione”. Qui il link per leggere il report relativo all’Italia. Qui il link per il report completo e per il sito ufficiale.
Le statistiche mostrano un quadro, trascurando i dettagli. Perciò è del tutto inutile addurre esempi di eccellenza, in ogni settore, a parziale giustificazione di quel brutto quadro. “Sì, è vero che non capiamo un testo letto, però Tizio ha vinto il Nobel, Caio è docente universitario ad Harvard, Sempronio ha scoperto la cura contro tal malattia”: sono dettagli. La statistica denuncia un trend diffuso e trasversale per età, status sociale, condizioni di lavoro e di cultura. La statistica dice: su 100 persone che incontri, ricordati che più del 60% non ti capirà semplicemente perché non conosce il significato di molte delle parole che usi, non riuscirà a esprimere un pensiero astratto (ad esempio ipotetico nel passato) non riuscirà a proporre una soluzione logica a un semplice problema, che sia matematico o di vita quotidiana. E tra quel 60% potresti esserci tu: che inveisci senza aver capito il senso della conversazione, che non sai cogliere l’ironia, che ti intestardisci su una posizione senza riuscire a trovare soluzioni alternative, semplicemente perché conosci solo una soluzione.
Altrettanto inutile stracciarsi le vesti, inutile maliziare o polemizzare sui parametri scelti (ho dato uno sguardo al manuale tecnico: è impressionante il lavoro svolto per rendere questa indagine veramente indicativa delle medie nazionali), inutile cercare il capro espiatorio di turno (la scuola, gli insegnanti, i tagli, lo Stato, la P2, la macarena),  inutilissimo fingere che i dati Ocse, semplicemente, non esistano e che finché la barca va lasciala andare.
dati di realtà raccontano, descrivono una realtà, appunto. Se non siamo d’accordo neanche su questo principio evidente di per sé, potete risparmiarvi la fatica di leggere il seguito.
Allora, i dati dicono che gli italiani sono al di sotto di quel punteggio medio considerato necessario per sopravvivere nell’attuale società complessa. Sono incompetenti a livello linguistico (literacy) e a livello matematico (numeracy). Molti (Tiriticco, Ippolito e altri) parlano di analfabetismo di ritorno come di cifra caratteristica della popolazione italiana media, focalizzando quell’attitudine tipica di chi, acquisito un titolo di studio, o anche senza alcun titolo ma comunque lavorando, ritiene di non aver più nulla da imparare. Smette di leggere (ammesso che l’abbia fatto in passato) smette di incuriosirsi, smette di aggiornarsi (cioè di studiare). Nega con l’esperienza di vita il principio che “non si finisce mai di imparare”. Coltiva con una perizia disarmante il suo crescente distacco da tutto ciò che sa anche solo vagamente di cultura. Non ha tempo, non ha voglia, non ha interesse, è troppo difficile: qualunque scusa è buona. Nel frattempo si arroga il diritto di esprimere la propria opinione su tutto, anche se quell’opinione è costruita sul nulla; e mal che vada, una firma sa sempre metterla e una croce nella cabina elettorale è ancora in grado di farla.
E’ quella persona che all’uscita dal cinema dice “Non ho capito niente”perché non sa distinguere la fabula dall’intreccio, un flashback dalla narrazione. E’ quella persona che di fronte a un titolo di giornale scuote la testa: non perché non sia d’accordo, ma solo perché non conosce il significato dell’acronimo utilizzato. E a leggere l’articolo non ci pensa proprio. E’ quella persona, anche professionista, anche laureato, anche politico, che quando parla dice:  “E’ stata sperperata una truffa” (invece di perpetrata) e quando va dal medico non riesce a descrivere se il dolore che sente al fianco è pulsante, fisso, diffuso, concentrato in un punto, lieve ma persistente, a fitte, crescente. E’ quella persona che non riesce a orientarsi nella decodifica del tabellone degli arrivi e delle partenze in stazione. E’ quella persona che di fronte a un grafico assume la stessa espressione di chi osserva un quadro astratto.
La cosa grave è che questa tendenza è significativamente visibile anche nella fascia d’età da 16 a 30 anni, coinvolge cioè coloro che frequentano  scuole superiori, università, corsi post-universitari.
Come si è arrivati a ciò? Questa è la madre di tutte le domande: “Hic sunt leones!”. E aprirebbe un fronte molto complesso di cause e concause, molte delle quali, per alcuni versi, irrecuperabili e la cui analisi lascio volentieri agli “esperti”. Allora, la domanda potrebbe essere: qual è la causa di background più importante e contemporaneamente più facile da correggere?
Finché non scopriranno la mutazione genetica della scienza infusa, l’unico modo che avevamo e abbiamo per ridurre la nostra ignoranza è leggere. Riprendo un passaggio della definizione di “literacy” di cui ho dato il link all’inizio.
(Key to all literacy is reading development, a progression of skills that begins with the ability to understand spoken words and decode written words, and culminates in the deep understanding of text. Reading development involves a range of complex language underpinnings including awareness of speech sounds (phonology), spelling patterns (orthography), word meaning (semantics), grammar (syntax) and patterns of word formation (morphology), all of which provide a necessary platform for reading fluency and comprehension. Once these skills are acquired the reader can attain full language literacy, which includes the abilities to approach printed material with critical analysis, inference and synthesis; to write with accuracy and coherence; and to use information and insights from text as the basis for informed decisions and creative thought).
La chiave di tutta l’alfabetizzazione è lo sviluppo della lettura, un insieme progressivo di abilità che inizia con la capacità di capire parole parlate e decodificare parole scritte, e culmina con la comprensione profonda del testo. Lo sviluppo della lettura  comprende una serie di complesse sotto-abilità di base, tra cui i suoni del linguaggio (consapevolezza fonologica), i modelli di compitazione (ortografia), il significato delle parole (semantica), la grammatica (sintassi) e i modelli di formazione delle parole (morfologia), ognuno dei quali garantisce la piattaforma necessaria per giungere a una lettura e comprensione fluenti. Solo quando queste abilità sono raggiunte, il lettore può conseguire la piena alfabetizzazione linguistica, che include la capacità di avvicinarsi al testo scritto con analisi critica, inferenze e sintesi; la capacità di scrivere con accuratezza e coerenza; e la capacità di usare le informazioni esplicite ed implicite di un testo come base per decisioni consapevoli e per il pensiero creativo.
Leggere quindi non è una questione di emissione di suoni più o meno significativi. Leggere è comprendere: come le parole, unità di senso, si collegano ad altre parole e formano una frase, unità complessa di senso, che si collega ad altre frasi per formare un periodo, unità di pensiero complesso, ricco di connessioni, di rimandi, di intrecci. Non è facile. Bisogna essere addestrati. Brutta parola, voi direte. Beh, peccato: essere addestrati non è un processo brutale, ma un creare automatismi procedurali consapevoli.
Chi guida, è addestrato a farlo.
Chi manovra macchinari, è addestrato a farlo.
Cosa vuol dire essere addestrati alla lettura?
Significa sostanzialmente essere abituati a farlo;  e anche essere spronati a farlo, essere incuriositi a farlo. Si tratta di saper riconoscere consapevolmente segnali e significati dei segnali (una virgola è un segnale, un pronome è un segnale), e saper interrogare ciò che si legge, esattamente come si interroga un segnale stradale o una spia che si accende sul cruscotto.
Ma leggere non è solo comprendere: non mi serve a niente se la comprensione del messaggio e delle idee contenute in quel testo non entrano in relazione con il mio mondo fatto di pensieri, emozioni, concezioni, teorie, credenze.
Mettere in relazione il proprio mondo con il mondo di un altro attraverso la sua scrittura significa darsi la possibilità di cambiare.
Se vedo un cartello che indica la presenza di tornanti, sono addestrato a rallentare, quindi a modificare la mia velocità.
Se leggo: “Felicità raggiunta si cammina per te sul fil di lama” devo poter essere consapevolmente addestrato a rivedere nella mia vita il concetto di felicità, della sua precarietà, del fatto che si raggiunge ma si può perdere facilmente, delle esperienze vissute che posso definire “felici” o “infelici”, che con le lame ci si taglia, che dentro la felicità c’è il presagio dell’infelicità e del dolore, che forse però è il caso di non farsi prendere dalla disperazione mentre si è felici, ma di godere di quei momenti perché nel frattempo ho letto anche “chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”.
Non posso però attivare queste procedure (inizialmente guidate, poi sempre più automatiche e autonome) se non conosco bene la mia lingua. Per questo la Lettura è strettamente connessa con la Scrittura. Vanno di pari passo, sono l’una lo specchio dell’altra.
Se incontro una persona che si presenta, cerco di fissare bene nella memoria il suo volto e il suo nome, affinché, quando la incontrerò di nuovo, io sappia riconoscerla.
Stessa cosa per una parola: la incontro, non la conosco; fisso la sua forma e il suo significato nella memoria affinché quando la incontro di nuovo io la possa riconoscere. Per fare questo occorre tempo e addestramento. Sì, addestramento, ripeto.
Addestramento consapevole a scrivere in modo corretto. La correttezza non è un dono del cielo. E’ il risultato di procedure codificate, ripetute e ancora ripetute fino ad acquisire certezza.
Si scrive cieco o ceco? Cielo o celo? Sogniamo o sognamo? Se per ogni parola sorge sempre la domanda, cosa legittima nella fase addestrativa, ma non più in quella operativa, vuol dire che l’addestramento non è riuscito. Se, dopo aver conseguito la patente, ogni volta che svolto a sinistrami domando se sia destra o sinistra e se sia il caso di attivare la freccia di direzione, chi mi ha insegnato a guidare dovrebbe rivedere con serietà come e perché il suo insegnamento non è stato efficace, e io dovrei seguire un altro corso di guida (e interrogarmi seriamente sulle mie competenze pregresse).
E’ una questione di addestramento: nel momento in cui mettere la freccia diventa automatico, non ti sbagli più.
Questo significa sostanzialmente: ripetere memorizzando fino a che l’errore viene eliminato.
Un famoso aforisma dice: Se ascolto, dimentico; se vedo, ricordo; se faccio, imparo.
Quindi addestramento significa abitudine a fare. Per la lettura, è leggere; per la scrittura, è scrivere. Come tutti i processi di apprendimento, si svolge gradualmente, aggiungendo di volta in volta qualche difficoltà in più. E’ un percorso in salita finché non si acquisiscono gli automatismi. Poi è una meraviglia continua, una discesa in carrozza entusiasmante e avventurosa, mille vite da vivere leggendo che moltiplicano la propria insegnando a dare nomi alle emozioni, ai sentimenti, alle idee, alle esperienze.
Addestramento consapevole significa anche perseveranza. Fanno quasi tenerezza gli anziani al bar che con il dito rigidamente puntato sulla riga che stanno leggendo, muovono come in una litania le labbra cercando di leggere a mezza voce, incespicando su parole difficili, ritornando caparbiamente indietro se hanno dimenticato qualcosa, fermandosi a pensare su quello che hanno letto. Fanno tenerezza i bambini del primo anno di scuola primaria che compiono gli stessi gesti per scoprire il tesoro segreto di quei segni. Fanno invece rabbia gli stessi gesti compiuti da studenti di scuola superiore. Perché questi processi dovrebbero essere ormai velocizzati dall’addestramento e dall’esperienza dopo 8-10 anni di scuola, e invece…
La scuola in primis, e poi la vita (il lavoro, le aziende, la formazione degli adulti, i corsi di riconversione, di aggiornamento, eccetera) possono avere tante colpe, ma esiste anche la responsabilità del singolo.Del bambino che non fa i compiti e della famiglia che diventa complice del suo lassismo. Dello studente che non esperisce la fatica quotidiana dello studio e ne fa una bandiera di orgoglio, mentre sfoggia un taglio di capelli tristemente imitativo del calciatore famoso di turno. Del professionista che, nella sicumera di un’ignoranza dilagante, galleggia intrepido nel mare magnum degli strafalcioni. Dell’uomo comune che preferisce impoltronirsi davanti alla tv invece che davanti a un libro.
I dati OCSE non dovrebbero farci dormire. Dovrebbero scuotere coscienze e strategie politiche. Dovrebbero far saltare culi ben incollati su poltrone. E invece, ci rifugiamo nell’italica abitudine (quella sì, ben addestrata) del fatalismo e del “vale più la pratica della grammatica”.
Quando saremo consapevoli del disastro, forse sarà troppo tardi: avremo “perso” intere generazioni, le stesse che fra qualche anno occuperanno posti di responsabilità. Senza saper leggere. E invano ci stracceremo le vesti.
Dalla nostra lettrice eli4never

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