10 RAGIONI PER CUI NON SIAMO CHARLIE!
#iononsonocharlie
#IONONSONOCHARLIE perchè :
- essere Charlie vuol dire credere che dopo l'11 settembre 2001, 3 terroristi islamici possano compiere una mattanza lunga 5 minuti e fuggire nel bel mezzo del centro di Parigi.
Neanche a Hollywood avrebbero mai pensato a niente di simile. O perlomeno, ci avrebbero messo gli alieni!
- essere Charlie vuol dire stare con chi INSULTA GLI ZINGARI.
Tanto si fa...sta bene a tutti...e poi rubano!
- essere Charlie vuol dire essere talmente egocentrici da pensare che la libertà sia solo LIBERTA' DI OFFENDERE CHIUNQUE ED IN QUALUNQUE MODO SENZA CHE QUESTO ABBIA CONSEGUENZE DI ALCUN TIPO.
Perchè i diritti li abbiamo noi...gli altri hanno solo doveri!
- essere Charlie vuol dire stare con chi insulta i Negri.
Tanto si fa....e poi sono troppi....e poi rubano!
- essere Charlie vuol dire essere talmente allocchi da pensare che un commando di 3 terroristi muniti di mitra, passamontagna e lanciarazzi, vada a compiere una strage portandosi dietro i documenti(?)...Per poi dimenticarseli sulla prima auto che rubano.
Già me la immagino la scena: "Fratello! Ho portato i documenti, non si sa mai, almeno se ci fermano non ci fanno la multa...sai,l'auto è già rubata.Li appoggio qui, vicino all'accendi sigari! Ricordameli quando scendiamo dalla macch...ALLAH U AKBARRRRRRRR"
- essere Charlie vuol dire fingere di aver capito VOLTAIRE e riempirsene la bocca, dimenticando che lui stesso tracciava un solco profondo tra la libertà di pensiero e la libertà d'azione.
La sua scarsa tolleranza verso analfabeti, portatori di handicap, popoli poco civilizzati, ebrei, mussulmani si evince nei suoi testi. E non bisogna neanche scavare troppo a fondo. Non risparmiava neanche la Chiesa Cattolica, in un trattato esortò: AZZOPPA L'INFAME!
- essere Charlie vuol dire pensare che dei super terroristi ricercati si sveglino il mattino dopo e decidano di andare a rapinare una pompa di benzina, a volto scoperto,mentre i loro documenti sono in mano alle forze di polizia di mezzo mondo.
Così per sfizio!
- essere Charlie vuol dire ignorare che l'occidente da più di 200 anni stia facendo deliberatamente la guerra al resto del mondo, con armi come genocidi, schiavitù, virus, finanza e bombe atomiche.
E pensare che sia giusto pure prenderli per il culo!
- essere Charlie vuol dire stare con chi ritiene che "L'ISLAM E' UNA MERDA" sia satira di alto livello culturale.
E poi anche Salvini è una merda, ma questo non so come, non fa più notizia!
10 - essere Charlie vuol dire stare con chi ritiene la propria cultura, la propria scienza, la propria religione, il proprio mondo come "il migliore dei mondi possibili".
Ma Voltaire stesso diceva:
"Se questo è il migliore dei mondi possibili, gli altri come sono?"
NOI NON SIAMO CHARLIE...E TU?
#iononsonocharlie
prometeo
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giovedì 8 gennaio 2015
IO NON SONO CHARLIE E TU? 10 RAGIONI PER CUI NON SIAMO CHARLIE
Parole chiave:
11 settembre 2001,
charlie,
disinformazione,
islam,
mezzi di informazione,
politica e società,
prometeo,
religione,
terrorismo
lunedì 23 gennaio 2012
LA GUERRA IN LIBIA E COME SI MOLTIPLICANO LE BUGIE DELL'INFORMAZIONE
Non esiste mai un buon motivo per attaccare, perché l'unico motivo accettabile per muovere violenza è quello di difendersi.
Quindi ogni qualvolta si cerchi di dare una motivazione alla guerra, si sta solo mentendo spudoratamente.
Detto ciò è scontato che la guerra in Libia sia stata mossa solamente da questioni finanziarie, ma a volte può fare bene capire la dimensione delle cose.
Prometeo
Parole chiave:
bugie,
economia,
gheddafi,
giornalismo,
guerra,
italia,
libia,
mezzi di informazione,
nato
lunedì 9 agosto 2010
POLITICA E SOCIETA' - Le menzogne del Time su Islam, Sharia e Afghanistan
Afghan resistance statement, risposta dell’Emirato islamico dell’Afghanistan in merito ad una fotografia pubblicata dalla rivista Time
In nome di Allah, il più caritatevole, il più misericordioso.
La rivista Time ha pubblicato recentemente la fotografia di una donna afgana, Aisha, e ha descritto la sua terrificante storia che è collegata ai talebani, intitolata ‘Le donne afghane e il ritorno dei talebani’. L’Emirato islamico dell’Afghanistan rifiuta questa fabbricazione degli Americani, che stanno pubblicando queste menzogne per distrarre l’attenzione della gente dalla loro chiara e vergognosa sconfitta. Questa disperata propaganda del Time magazine ha mostrato al mondo intero fino a che punto è pronto ad arrivare il mondo mediatico per far piacere all’America, perfino al prezzo della propria integrità giornalistica.
Questa fotografia pubblicata dal Time magazine e la barbara storia erroneamente collegata all’Emirato islamico non sono solo false, ma pubblicare queste immagini è contro la morale e l’etica della professionalità giornalistica. Molti giornalisti nel mondo hanno condannato questa azione del Time magazine e l’hanno definito un crimine contro il giornalismo.
Per quanto concerne la storia di Aisha, l’Emirato islamico dell’Afghanistan ha condannato questo atto barbaro, disumano e non-islamico e dichiara che questo caso non è mai stato presentato di fronte ad alcun tribunale o persona dell’Emirato islamico dell’Afghanistan.
L’Emirato islamico dell’afghanistan usa la legge Sharia per risolvere questioni interne o di diritto umano. La legge Sharia promuove la pace e la giustizia per la società, non l’odio e la crudeltà. Nella legge sacra islamica, la recisione del naso o delle orecchie è proibita sia quando la persona è viva che quando è morta. In molti Hadìth del profeta Muhammad la recisione del naso, delle orecchie e delle labbra di un non credente è proibito, quindi come potrebbe l’Emirato islamico dell’Afghanistan perpetrare quest’atto, specialmente quando la persona che lo subisce è viva e musulmana. Secondo la Legge sharia se qualcuno commette questa abominevole azione, la stessa cosa verrà fatta al criminale che l’ha perpetrata.
Siamo vicini alla nostra sorella Aisha e chiamiamo questo atroce atto un crimine contro l’umanità e contro la Legge Sharia. Chiediamo al Time e agli altri media occidentali di smettere di calpestare i loro stessi principi morali, solo per nascondere e distogliere l’attenzione dalla sconfitta militare e politica dell’America pubblicando queste fabbricazioni. Chiediamo anche ai media afghani di smettere di diffondere le menzogne che l’Islam odia i media occidentali diventando i loro traduttori. Il giornalismo è un compito importante, pertanto non deve essere usato per diffondere maldicenze.
L’Emirato islamico dell’Afghanistan
Fonte: www.uruknet.info
Link: http://www.uruknet.info/?p=m68672&hd=&size=1&l=e
7.08.2010
In nome di Allah, il più caritatevole, il più misericordioso.
La rivista Time ha pubblicato recentemente la fotografia di una donna afgana, Aisha, e ha descritto la sua terrificante storia che è collegata ai talebani, intitolata ‘Le donne afghane e il ritorno dei talebani’. L’Emirato islamico dell’Afghanistan rifiuta questa fabbricazione degli Americani, che stanno pubblicando queste menzogne per distrarre l’attenzione della gente dalla loro chiara e vergognosa sconfitta. Questa disperata propaganda del Time magazine ha mostrato al mondo intero fino a che punto è pronto ad arrivare il mondo mediatico per far piacere all’America, perfino al prezzo della propria integrità giornalistica.
Questa fotografia pubblicata dal Time magazine e la barbara storia erroneamente collegata all’Emirato islamico non sono solo false, ma pubblicare queste immagini è contro la morale e l’etica della professionalità giornalistica. Molti giornalisti nel mondo hanno condannato questa azione del Time magazine e l’hanno definito un crimine contro il giornalismo.
Per quanto concerne la storia di Aisha, l’Emirato islamico dell’Afghanistan ha condannato questo atto barbaro, disumano e non-islamico e dichiara che questo caso non è mai stato presentato di fronte ad alcun tribunale o persona dell’Emirato islamico dell’Afghanistan.
L’Emirato islamico dell’afghanistan usa la legge Sharia per risolvere questioni interne o di diritto umano. La legge Sharia promuove la pace e la giustizia per la società, non l’odio e la crudeltà. Nella legge sacra islamica, la recisione del naso o delle orecchie è proibita sia quando la persona è viva che quando è morta. In molti Hadìth del profeta Muhammad la recisione del naso, delle orecchie e delle labbra di un non credente è proibito, quindi come potrebbe l’Emirato islamico dell’Afghanistan perpetrare quest’atto, specialmente quando la persona che lo subisce è viva e musulmana. Secondo la Legge sharia se qualcuno commette questa abominevole azione, la stessa cosa verrà fatta al criminale che l’ha perpetrata.
Siamo vicini alla nostra sorella Aisha e chiamiamo questo atroce atto un crimine contro l’umanità e contro la Legge Sharia. Chiediamo al Time e agli altri media occidentali di smettere di calpestare i loro stessi principi morali, solo per nascondere e distogliere l’attenzione dalla sconfitta militare e politica dell’America pubblicando queste fabbricazioni. Chiediamo anche ai media afghani di smettere di diffondere le menzogne che l’Islam odia i media occidentali diventando i loro traduttori. Il giornalismo è un compito importante, pertanto non deve essere usato per diffondere maldicenze.
L’Emirato islamico dell’Afghanistan
Fonte: www.uruknet.info
Link: http://www.uruknet.info/?p=m68672&hd=&size=1&l=e
7.08.2010
Parole chiave:
afghanistan,
islam,
mezzi di informazione,
politica e società,
sharia,
time
martedì 30 ottobre 2007
Dopo il parto... Il Travaglio
Navigando nel vasto mare multimediale del notissimo sito di divulgazione mediatica "Youtube.com", mi sono imbattuto in tanti e diversi video narranti aneddoti(talvolta al limite dell'inverosimile) di ordinaria politica italiana.
Forse il trinomio Ordinaria-Politica-Italiana suona un po' stonato alle orecchie dei tanti che per fortuna, o per sfortuna - dipende dai punti di vista-, amano rinfrescare le proprie menti talvolta in acque salubri e pulite.
Mi è sembrato opportuno e doveroso riportare qui di seguito un intervento del noto opinionista Marco Travaglio espressosi in materia di amministrazione della pubblica sicurezza, in merito all'ordinanza promulgata dall'assesore di Firenze Graziano Cioni sull'abusivismo dei cosiddetti lavavetri. Ordinanza che si è beccata anche i complimenti del leghista Calderoli: "La tessera a Cioni - ha detto - non gliela leva nessuno, e anzi mi premurerò di inviargliela personalmente io stesso, insieme ad una foto di Gentilini [il "politico" leghista ex sindaco di Treviso che disse: "gli extracomunitari bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile" oppure "Siamo in guerra, i gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. Occorre puntare ad altezza uomo" o ancora "Voglio dare disposizioni alla comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni perchè qui a Treviso non c'è nessuna possibilità per culattoni e simili" aggiungendo in fine "Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa" ndr] a cui sicuramente l'amministrazione di Firenze si è ispirata per adottare queste misure", il che la dice lunga sulla sua natura e soprattutto sulla sua efficienza.
Ma l'accento va messo sulle ultime frasi pronunciate dal noto opinionista, più che a tutto il suo interessante intervento, in quanto mettono in luce un atteggiamento molto diffuso nel BelPaese: "Noi siamo abituati a fare del teatrino invece di andare a vedere nel merito delle questioni. E' molto piu' importante sapere se l'ordinanza sia di destra o di sinistra piuttosto che sapere se serva o no. E i giornali si prestano a tutto ciò"
Purtoppo le parole di Travaglio sono più che profetiche, in quanto i giornali e i media ordinari sono i maggiori artefici dei diversi teatrini che pateticamente prendono vita nel tubo catodico e sulle pagine delle miriadi di quotidiani nazionali e non.
Soprattutto in un paese in cui i mezzi mediatici sono controllati da signorotti che detengono oltre che i mezzi di informazione anche un forte potere politico; o da piccole-grandi lobbi e massonerie varie che attraverso i loro quotidiani e televisioni fanno del proselitismo.
La mia domanda ora è una sola: quale Democrazia? Quale potere del popolo può venire da un popolo poco o per nulla informato? E chi ha il dovere di garantire al popolo un'equa informazione per permettergli poi di scegliere attraverso le elezioni il proprio rappresentante?
Non è forse il compito dei mezzi di informazione statali?
Forse il trinomio Ordinaria-Politica-Italiana suona un po' stonato alle orecchie dei tanti che per fortuna, o per sfortuna - dipende dai punti di vista-, amano rinfrescare le proprie menti talvolta in acque salubri e pulite.
Mi è sembrato opportuno e doveroso riportare qui di seguito un intervento del noto opinionista Marco Travaglio espressosi in materia di amministrazione della pubblica sicurezza, in merito all'ordinanza promulgata dall'assesore di Firenze Graziano Cioni sull'abusivismo dei cosiddetti lavavetri. Ordinanza che si è beccata anche i complimenti del leghista Calderoli: "La tessera a Cioni - ha detto - non gliela leva nessuno, e anzi mi premurerò di inviargliela personalmente io stesso, insieme ad una foto di Gentilini [il "politico" leghista ex sindaco di Treviso che disse: "gli extracomunitari bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile" oppure "Siamo in guerra, i gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. Occorre puntare ad altezza uomo" o ancora "Voglio dare disposizioni alla comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni perchè qui a Treviso non c'è nessuna possibilità per culattoni e simili" aggiungendo in fine "Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa" ndr] a cui sicuramente l'amministrazione di Firenze si è ispirata per adottare queste misure", il che la dice lunga sulla sua natura e soprattutto sulla sua efficienza.
Ma l'accento va messo sulle ultime frasi pronunciate dal noto opinionista, più che a tutto il suo interessante intervento, in quanto mettono in luce un atteggiamento molto diffuso nel BelPaese: "Noi siamo abituati a fare del teatrino invece di andare a vedere nel merito delle questioni. E' molto piu' importante sapere se l'ordinanza sia di destra o di sinistra piuttosto che sapere se serva o no. E i giornali si prestano a tutto ciò"
Purtoppo le parole di Travaglio sono più che profetiche, in quanto i giornali e i media ordinari sono i maggiori artefici dei diversi teatrini che pateticamente prendono vita nel tubo catodico e sulle pagine delle miriadi di quotidiani nazionali e non.
Soprattutto in un paese in cui i mezzi mediatici sono controllati da signorotti che detengono oltre che i mezzi di informazione anche un forte potere politico; o da piccole-grandi lobbi e massonerie varie che attraverso i loro quotidiani e televisioni fanno del proselitismo.
La mia domanda ora è una sola: quale Democrazia? Quale potere del popolo può venire da un popolo poco o per nulla informato? E chi ha il dovere di garantire al popolo un'equa informazione per permettergli poi di scegliere attraverso le elezioni il proprio rappresentante?
Non è forse il compito dei mezzi di informazione statali?
Parole chiave:
calderoli,
cioni,
mezzi di informazione,
razzismo,
travaglio
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