Visualizzazione post con etichetta illuminati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta illuminati. Mostra tutti i post

martedì 30 dicembre 2014

Illuminati: Storia, Strategia, Influenza - parte 1

di The Vigilant Citizen
Traduzione di Anticorpi.info


L'Ordine degli Illuminati è spesso citato nei dibattiti sull'impatto delle società segrete sulla storia umana. E' vero che governano segretamente il mondo, o è solo un mito? Da quando l'interesse su di essi è cresciuto, le vere informazioni si sono disperse in un mare di disinformazione, complicando l'opera del ricercatore. Il presente articolo si concentrerà solo sui fatti esposti da alcune delle più credibili fonti documentali.


L'appellativo 'Illuminati' è usato con una certa disinvoltura per indicare un presunto gruppo di elite che controllerebbe il mondo. Molti si sono creati un'idea di massima sul significato del nome, ma il quadro si fa più confuso se si sposta il discorso sulla loro effettiva collocazione e le loro idee. Gli Illuminati coincidono con la Massoneria? Quali sono i loro obiettivi e la loro filosofia? Perché agiscono in segreto? Tracciare un ritratto oggettivo è estremamente arduo, dato che la quasi totalità delle fonti affronta il tema con due modalità tipiche: sprezzante disinformazione finalizzata a negare (e ridicolizzare) ogni informazione al riguardo, oppure retorica da racconto horror con cui si intende solo incutere spavento e creare malintesi. In entrambi i casi il ricercatore finisce per ottenere una versione molto distorta della verità.


Considerando che le faccende delle società segrete sono - per definizione - segrete, e che la storia è spesso riscritta da chi detiene il potere, ottenere qualche verità imparziale circa gli Illuminati è una sfida. Questo articolo non ha la pretesa di svelare o esporre tutto ciò che concerne gli Illuminati; tenterà invece di tracciare un quadro più preciso dell'Ordine citando un insieme di autori che hanno ampiamente studiato il tema. Che siano critici o apologeti nei confronti degli Illuminati, questi autori basano le loro riflessioni su fatti credibili. Alcuni dei documenti più interessanti sugli Illuminati sono stati scritti da iniziati di società segrete in funzione della loro personale comprensione del background filosofico e spirituale di questo strano Ordine. Attraverso questi scritti cercheremo di ricostruire le vere origini, i metodi e il suo impatto sulla storia mondiale.


Tipi di società segrete.
Sebbene in passato diversi gruppi si attribuirono l'appellativo di Illuminati, il più influente e noto è certamente l'ordine degli Illuminati di Baviera. L'organizzazione che Adam Weishaupt fondò il primo maggio del 1776 era mossa da intenti sia spirituali che politici, per perseguire i quali si avvalse delle conoscenze occulte della Massoneria e dei Rosacroce. L'Ordine degli Illuminati fu attore di primo piano sulla scena mondiale. Mentre molte società 'segrete' sono in realtà poco più che un passatempo per signori ricchi e affascinati dall'occultismo, gli Illuminati di Baviera cercarono davvero di cambiare profondamente il mondo.


Storicamente le società segrete sono sempre esistite, ognuna con il proprio obiettivo e il proprio ruolo in società. Mentre le scuole misteriche egiziane erano parte delle istituzioni, altri gruppi erano segreti (clandestini) per via dei loro disegni sovversivi e cospiratori. Le seguenti citazioni sintetizzano due punti di vista sulle società segrete:
"Mistica confraternita che nei tempi antichi custodiva segreti come quello della Pietra Filosofale; composta da persone che si considerano i raccoglitori dell'eredità dei caldei, dei Magi, dei Gimnosofisti e dei platonici; e che si differenziano dai maghi neri in virtù della purezza della loro dottrina e della loro abnegazione - in quanto fondamento di ogni sapienza - nel ricercare la sottomissione dei sensi alla fede religiosa."Sir Edward Bulwer Lytton, 1884

"I governi oggi non hanno a che fare solo con altri governi, imperatori, re e ministri, ma anche con le società segrete, le quali collocano ovunque i loro agenti senza scrupoli, e possono in ogni momento sconvolgere tutti i piani dei governi."Benjamin Disraeli, primo ministro britannico, 1876
Tali citazioni descrivono i due ambiti operativi delle società segrete. La prima si riferisce al lato spirituale; la seconda al lato politico. Non tutte le società segrete hanno una dottrina spirituale, come del resto non tutte sono coinvolte in macchinazioni politiche. Gli Illuminati di Baviera operarono in entrambe i regni.
"Le confraternite spirituali sono votate alla Sapienza e alla guida dell'umanità verso il regno dell'infinito; le confraternite politiche [sono composte] di power seekers che dissimulano nel buio le loro agende manipolative. (...)

"Tutte le società segrete condividono alcuni temi fondamentali. L'adesione è riservata a coloro che coltivano un interesse costante per l'argomento. Così, un gruppo spirituale attira le persone che ricercano la conoscenza di taluni maestri e pratiche. Lo studente è consapevole della materia in anticipo e si avvicina al gruppo per affinare tale conoscenza. Raramente un individuo può essere sfruttato dal gruppo a cui si unisce.

"In una società segreta politica l'appartenenza è riservata a chi condivida i suoi obiettivi. Alla fine dei giochi lo scopo è sempre la rivoluzione dello status quo, che farà di tutto per difendersi. (...)

"Molti descrivono gli Illuminati come l'incrocio tra una società segreta di tipo spirituale ed una di tipo politico. Spesso accreditati (o incolpati) di essere stati i fautori della rivoluzione francese nel 1787, gli Illuminati insegnano una dottrina di liberazione sociale e politica basata sull'uguaglianza dell'uomo, l'abbraccio del razionalismo e la negazione della corona e della chiesa come legittime istituzioni per la regolamentazione dei valori sociali e morali. (...) Mentre il punto di vista degli Illuminati potrebbe apparire in teoria progredito, le rivoluzioni europee attribuite alle loro trame politiche sono degenerate in brutali bagni di sangue segnati dalla totale assenza di bussola morale."James Wasserman, The Mystery Traditions
Alcuni ritengono che Adam Weishaupt sia stato l'unica mente degli Illuminati, che sarebbero sorti e decaduti nel giro di dodici anni, tuttavia molti altri ricercatori avviati nell'occultismo ritengono che gli Illuminati siano stati solo la fugace manifestazione di un'antica fratellanza che risalirebbe ai Templari del Medioevo.


Manly P. Hall, filosofo massone di 33° grado e autore assai prolifico, nel pamphlet Ordini di Fraternità Massonici descrive un "impero invisibile" (v. correlati) che si è silenziosamente adoperato, attraverso i secoli, per suscitare il cambiamento sociale. In alcuni brevi periodi tale impero invisibile si è manifestato sotto forma di diverse organizzazioni. Secondo lui, tali gruppi avrebbero un enorme ma silenzioso impatto sulla società, ottenuto anche attraverso la manipolazione dei sistemi educativi, in funzione delle future generazioni.
"La discesa diretta delle società segrete nell'istruzione pubblica fu affidato a gruppi già ben condizionati per il lavoro. (...) Serviva una Fraternità mondiale sorretta da un programma di ampia e profonda educazione al 'metodo.' Tale Fraternità non poteva includere tutti gli uomini, ma poteva riunire le attività di taluni tipi di uomini, indipendentemente dalle loro idee razziali, religiose o di nazionalità. Erano i figli del domani, ed il loro simbolo era un sole che sorge sulle montagne d'Oriente. (...)

"Era inevitabile che la Fraternità si occupasse dell'educazione del mondo. (...) Il programma prevedeva l'ampliamento sistematico delle istituzioni e delle loro sfere di influenza.

"Lentamente l'attenzione del pubblico fu dirottata dagli Ordini della Riforma Universale verso gli Ordini di Fratellanza Mondiale. Fu fatto il necessario affinché la transizione fosse percepita come spontanea. La storiografia fu manipolata per suscitare un'impressione di conseguenzialità. La transizione non diede mai l'idea di rudezza, anzi fu percepita come l'alba di una nuova coscienza sociale. I più evidenti indizi all'attività segreta sono da ricercarsi nel silenzio che la circondò del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo. (...)

"Tutti gli Ordini di Fraternità sono connessi tramite fili invisibili al progetto principale. Come tutte le antiche Scuole misteriche, essi non erano di per se realizzazioni di associazioni esoteriche, ma strumenti per portare avanti alcuni scopi del piano divino."
Manly P. Hall, Ordini di Fraternità Massonici
Hall menziona il 'silenzio' e l'assenza di informazioni per quanto riguarda il funzionamento delle società segrete nel 17° e 18° secolo, epoca in cui operarono gli Illuminati di Baviera. Fu allora che le società segrete passarono all'azione, provocando le rivoluzioni, rovesciando le monarchie e il potere papale e sottomettendo la società al nuovo sistema bancario. L'impero invisibile a cui si riferisce Hall comprendeva l'Ordine degli Illuminati di Baviera? Tale impero è ancora attivo al giorno d'oggi?

Prima di tutto parliamo di Adam Weishaupt e di come nacque la sua infame società segreta.




Adam Weishaupt, allievo dei Gesuiti.
Weishaupt nacque a Ingolstadt, Baviera, il 6 febbraio 1748. Restò orfano a sette anni, ed il suo padrino, il barone Johann Adam von Ickstatt, ne affidò l'educazione al gruppo più potente dell'epoca: i gesuiti (v. correlati). Nota per le tendenze eversive e cospiratorie, la Compagnia di Gesù era profondamente radicata in Baviera, ove controllava sia la politica che il sistema educativo.
"Il potere dei gesuiti in Baviera era pressoché assoluto. Erano confessori e precettori dei cittadini, e influenzavano direttamente le politiche di governo. La censura religiosa era nelle loro mani, tanto che alcune parrocchie furono costrette a riconoscere la loro autorità. Per soffocare l'influenza protestante e assicurarsi la totale affermazione cattolica si erano impossessati della pubblica istruzione. Gran parte dei collegi bavaresi erano stati fondati e poi controllati dai gesuiti, e le scuole secondarie erano nelle loro mani."Vernon L. Stauffer, The European Illuminati
Il funzionamento interno della Compagnia di Gesù era molto simile a quello delle congreghe occulte contro cui apparentemente era schierata. Gerarchizzazione, riti iniziatici, cerimoniali e simbolismi esoterici. Inoltre fu sciolta innumerevoli volte in diversi paesi a causa delle sue tendenze eversive.


Nel 1773 il padrino di Weishaupt sfruttò la propria grande influenza presso l'Università di Ingolstadt affinché il suo figlioccio ottenesse la cattedra di Diritto Canonico. A quel tempo l'istituzione era sotto il dominio gesuita e le sue più elevate cariche erano tradizionalmente ricoperte da influenti gesuiti. La crescente attitudine verso i valori della cultura illuminista pose Weishaupt in contrasto con i propri istitutori, dai quali tuttavia apprese molto in termini di mentalità cospirativa e sovversiva. Fu proprio durante il periodo cattedratico che nei suoi pensieri prese forma l'idea di fondare una società segreta.
"Brillante e ben istruito sui metodi cospirativi di accesso al potere, il giovane Weishaupt decise di organizzare un corpo di cospiratori per liberare il mondo dal dominio gesuitico di Roma."Peter Tomkins, The Magic of Obelisks
Alcuni autori ritengono che i gesuiti (che furono soppressi da una bolla papale nel 1773) si servirono di Weishaupt per perpetuare occultamente il loro dominio; secondo altre fonti Weishaupt agì per rovesciare il loro dominio nella regione bavarese. In un'ottica più ampia Weishaupt inseguiva l'ideale di un mondo in cui fossero rovesciate le istituzioni temporali e religiose, e sostituite da un comitato occulto di 'iniziati.' Per perseguire i suoi scopi avrebbe rivoltato i metodi appresi dai gesuiti, contro gli stessi gesuiti.


Con il tempo Weishaupt divenne esperto in misteri occulti e ermetismo. Riconobbe il potere attrattivo di tale conoscenza misteriosa e si convinse che la massoneria fosse il luogo ideale per esprimere e diffondere le proprie idee. Cercò quindi di entrare in massoneria, ma il suo entusiasmo finì per raffreddarsi rapidamente.
"Elaborati i misteri eleusini e il culto segreto dei pitagorici, Weishaupt pensò di esporre le proprie riflessioni nelle istituzioni massoniche. L'entusiasmo iniziale però fu presto smorzato, in parte a causa delle difficoltà che riscontrò nella ricerca dei fondi sufficienti per ottenere l'ammissione ad una loggia, e in parte perché lo studio dei testi massonici lo persuase che i 'misteri' della massoneria fossero troppo puerili e accessibili per essere realmente utili."Stauffer, Op. Cit.
Weishaupt concluse che per perseguire gli obiettivi che si era prefissato, avrebbe dovuto creare egli stesso un gruppo segreto composto da individui potenti che fossero disposti ad abbracciare le sue idee e supportarne la divulgazione.
"Ritenne opportuno, quindi, lanciare una linea autonoma. Avrebbe formato un gruppo segreto composto da 'scuole di saggezza', e celato allo sguardo del mondo da mura di clausura e di mistero, in cui le verità occultate dalla follia e l'egoismo del clero fossero insegnate in perfetta libertà."Ibid.
L'obiettivo di tale organizzazione sarebbe stato semplice e allo stesso tempo monumentale: sostituire tutte le istituzioni politiche e religiose con un governo segreto di iniziati Illuminati. Secondo quanto ebbe a dichiarare personalmente: "la rapida e completa felicità universale può essere raggiunta con la dismissione di qualsiasi tipo di gerarchia, rango e ricchezza. Aristocrazie e nazioni scompariranno dalla Terra senza alcun uso della violenza; la razza umana sarà una sola famiglia; il mondo sarà la dimora di uomini ragionevoli."

Fu così che il Primo Maggio del 1776, fu fondato l'Ordine degli Illuminati.

Gli Illuminati di Baviera.

L'Ordine degli Illuminati di Weishaupt comprendeva inizialmente soli cinque membri, ma dopo pochi anni, grazie all'instaurazione di relazioni potenti, l'Ordine divenne una grande forza politica in tutto il mondo. Influenti notabili, ricchi industriali, potenti nobili e misteriosi occultisti si aggregarono all'Ordine per dedicarsi ai suoi disegni cospirativi. Secondo alcuni storiografi la rapida ascesa dell'Ordine fu dovuta ad un incontro segreto tra Weishaupt e una figura misteriosa di nome Cagliostro, il più potente occultista del tempo.
"I due si sarebbero conosciuti ad Ingolsstadt, nella cui università Weishaupt insegnava filosofia e diritto canonico, e dove nel 1776 aveva fondato la setta degli Illuminati. Il loro auto-proclamarsi eredi dei Cavalieri Templari incuriosì Cagliostro, il quale era 'impegnato a vendicare l'uccisione del Gran Maestro Templare de Molay, riducendo in polvere il triregno dei papi e detronizzando l'ultimo dei sovrani francesi.' Cagliostro profetizzò, descrivendo in dettaglio, la decapitazione di Luigi XVI, in un momento storico in cui un simile evento era molto improbabile e inverosimile."Tompkins, op. cit.
Gli Illuminati di Baviera erano originariamente suddivisi in tre gradi principali: Novizio, Minervale e Illuminato Minervale. Ogni grado fu studiato per rispecchiare specifiche funzioni ed assicurare il dominio del vertice della piramide. Ecco un breve accenno ai tre gradi.


Novizio.
I membri di primo grado erano solitamente reclutati e introdotti per mezzo di argomentazioni affascinanti (la ricerca della saggezza, l'auto-miglioramento, la tradizione occulta). Erano allocati in un sistema gerarchico molto simile a quello adottato dall'ordine dei Gesuiti. Ad essi non era rivelato alcunché degli obiettivi politici dell'Ordine.
"Una volta iscritto, ogni iniziato era affidato ad un diretto superiore che si premurava di mantenere ben nascosta al proprio allievo l'identità del resto dei superiori. Tale reticenza era finalizzata ad imprimere nell'iniziato l'idea che il solo obiettivo da ricercare nel suo noviziato fosse il miglioramento e perfezionamento del senso morale, l'espansione delle attitudini all'umanità e socialità, e la sollecitazione del suo interesse verso la opposizione ai disegni degli uomini malvagi, l'assistenza nei confronti degli oppressi, ed il supporto verso gli uomini di merito. Inoltre era fortemente condizionato ad assorbire l'imperativo della segretezza circa gli affari dell'ordine, a subordinare il proprio punto di vista ed i propri interessi egoistici al bene dell'ordine, e ad essere rispettoso e obbediente verso i propri superiori. Una parte importante del lavoro del Novizio consisteva nella stesura di una particolareggiata relazione (a beneficio degli archivi dell'Ordine), che contenesse informazioni dettagliate in merito alla propria famiglia e la carriera personale, corredando il tutto con i titoli dei libri posseduti, i nomi dei propri nemici personali e le motivazioni dell'inimicizia, i punti di forza e debolezza del proprio carattere, le passioni dominanti dei propri genitori, i nomi dei nonni e amici intimi, ecc. Per salire di grado il Novizio doveva a propria volta necessariamente distinguersi nel lavoro di reclutamento. I suoi reclutati diventavano a loro volta novizi e si subordinavano a lui; quindi - dopo un noviziato di circa due anni - gli si apriva la strada verso il grado superiore."Stauffer, op. cit.
Il grado successivo era quello di Minervale.


Minervale.
Il termine deriva da Minerva, antica dea romana della poesia, la medicina, la saggezza, il commercio, la tessitura, l'artigianato, la magia, e la musica. Minerva è spesso raffigurata in compagnia della sua creatura sacra, il gufo, il quale simboleggia la saggezza (capace di vedere nell'oscurità - n.d.t.). Le raffigurazioni della dea Minerva sono frequenti in luoghi e stemmi importanti, come la Biblioteca del Congresso e il Gran Sigillo della California.


Il secondo grado degli Illuminati era essenzialmente una fase di indottrinamento. Gli iniziati erano istruiti sui principi spirituali dell'Ordine, ma continuavano ad avere accesso a poche informazioni sui reali obiettivi di Weishaupt e la sua ristretta cerchia di amministratori.
"La cerimonia di iniziazione tramite cui il debuttante era ammesso al grado Minervale avrebbe dovuto sancire l'abbandono del candidato di ogni tipo di resistenza circa lo scopo supremo dell'Ordine, cioè la sottomissione dei ricchi e potenti e il rovesciamento di ogni governo civile ed ecclesiastico. Prevedeva anche il giuramento di agire sempre in funzione del bene umano; di mantenere silenzio eterno, fedeltà inviolabile, totale obbedienza verso i superiori e le regole dell'Ordine; subordinazione di tutti gli interessi personali a quelli della società."10. Ibid
Ai Minervali era concesso di incontrare alcuni esponenti del grado superiore (Illuminati Minervali) e intrattenere discussioni con loro. Tale privilegio era una grande motivazione per i nuovi iniziati.

Nelle immagini in alto, due sigilli minervali degli Illuminati di Baviera. Tali ciondoli erano indossati dagli iniziati Minervali e includevano l'immagine del ​​gufo di Minerva, o Gufo della Sapienza, simbolo presente ancora oggi nella veduta aerea della Casa Bianca(immagine in basso), nascosto nei disegni sulla banconota da un dollaro, e nel simbolismo del Bohemian Club.




Illuminato Minervale.
Coloro i quali si distinguessero tra gli adepti Minervali erano segnalati per l'accesso al grado di Illuminato Minervale. Agli Illuminati Minervali erano assegnati specifici compiti preparatori in funzione dell'operatività nel 'mondo reale.' La maggior parte del loro lavoro consisteva nello studio del genere umano e dei metodi per dirigerlo. Ad ogni Illuminato Minervale era affidato un piccolo gruppo di Minervali da esaminare e dirigere verso mansioni specifiche.
"Al grado di Illuminato Minervale erano ammessi i Minervali che a giudizio dei diretti superiori fossero degni di avanzamento. Lo scopo dell'Illuminato Minervale era quello di raggiungere la maestria nell'arte della direzione degli uomini. Esso doveva diventare un esperto psicologo e manipolatore delle coscienze degli uomini; era tenuto ad osservare e studiare costantemente l'azione, gli scopi, i desideri, i difetti e le virtù del piccolo gruppo di Minervali sottoposti alla sua direzione. Per avere successo in questo difficile compito gli era fornito l'accesso ad un complesso insieme di nozioni.Oltre a presenziare le assemblee dei Minervali, i membri di questo grado si riunivano una volta al mese per ascoltare le relazioni concernenti i rispettivi discepoli, discutere dei metodi di lavoro e dirimere le controversie ed i casi difficili e imbarazzanti che avessero luogo in altri gruppi. Successivamente i verbali delle assemblee erano trasmessi agli ufficiali superiori dell'Ordine."11. Ibid.
Da tale struttura di base gli Illuminati iniziarono la loro espansione.

Per Weishaupt ora si prospettava un obiettivo fondamentale: infiltrarsi nella Massoneria.
_______________________________________________

LA SECONDA PARTE A GIORNI.

lunedì 29 aprile 2013

Dal Matriarcato alla Guerra dei Sessi

articolo originale su: www.anticorpi.info 

Una delle fissazioni dell'uomo contemporaneo è quella delle modifiche. Consentigli di
modificare qualche cosa, e lo fai felice. Si modificano gli alimenti, il clima, gli attributi sessuali; le fattezze fisiche, gli stati psichici e la stessa macchina biologica umana, in predicato di essere trattata come un hardware upgradabile. E ancora, si riformano istituti come il matrimonio e lo stato sociale, si cambiano le regole a partita in corso, sottraendo ai popoli i diritti e le libertà su cui secoli fa si fece leva per vendere il concetto di democrazia. Si modificano i culti, le ideologie, le costituzioni, le istituzioni.

Ci è stato insegnato che il cambiamento sia intrinsecamente una cosa positiva, che non possa che condurre a conseguenze positive. Un messaggio molto moderno e disinvolto, ma che di questi tempi affascina così tante menti solo perché la cultura dominante ha interesse a presentare ogni cambiamento esaltandone le luci ed occultandone le ombre. Troppo spesso oggi si cambia in funzione degli interessi dei pochi, per officiare riti all'umanesimo bullesco, col sedicente ingegno umano che fa bella mostra di se schiacciando la natura e le tradizioni.

La realtà dei fatti è che non esiste opera di manomissione genetica, fisica, climatica, politica, sociale su larga scala, che non comporti un elevato rischio di peggiorare gli elementi che si propone di migliorare. Quanto più si artefa, quanto più ci si allontana dall'ordine naturale ed esperienziale delle cose, tanto più elevato è il rischio che la natura si metta di traverso fino a provocare un effetto di rimbalzo che riporta tutto al punto di partenza. Ciclicità. Sembra che qualcosa di simile sia già accaduto ad ogni civiltà che ci ha preceduti. Chi detiene il potere conosce il meccanismo, ma non sembra preoccuparsene molto, forse perché è troppo preso dalla idea romantica dicambiare il mondo sulla pelle del mondo; o perché ha fatto i propri calcoli, e la involuzione ad un lontano passato è proprio ciò che si è prefissato di realizzare.

E' sulla base di tali premesse che provo a inoltrarmi nel campo minato del tema della'violenza sulle donne' ed esporre il mio punto di vista sui rapporti tipici intercorrenti tra i sessi all'inizio del 21° secolo.

Cui prodest?

Per inquadrare correttamente un fenomeno bisogna contestualizzarlo. E' necessario perciò premettere che i mass media non supportano coralmente campagne come quella contro la violenza sulle donne, se la cosa non frutti un beneficio per qualcuno dei loro padroni. Questo va capito, per evitare di lasciarsi manovrare come burattini. Proprio ora nel mondo stanno consumandosi molti altri delitti gravi quanto la violenza sulle donne. In milioni si ammalano a causa di ciò che ha tutta l'aria di essere una campagna di sterminio globale; parassiti finanziari si insinuano nelle nazioni e le vampirizzano con la connivenza - più o meno consapevole - della politica, della magistratura e della cultura accademica; strane irrorazioni aeree sono effettuate sulle nostre teste e spacciate per casuali scie di vapore rilasciate dagli aerei di linea; chi non è comprabile o ricattabile è messo a tacere simulandone il suicidio o la morte accidentale... e via dicendo. Eppure non si può dire che i mass media si facciano carico di allestire epiche campagne di sensibilizzazione al riguardo. Tutto ciò significa forse che i mass media sono simpaticamente sbadati? Evidentemente no. E' solo che i loro padroni non nutrono interesse nel sensibilizzare la opinione pubblica in merito a quelle altre casistiche.

Contestualizzazione. 

Nel caso specifico che genere di interesse particolare potrebbe perseguire una tale enorme campagna mediatica contro la violenza sulle donne? Personalmente una idea me la sono fatta. Da oltre mezzo secolo - infatti - i burattinai sono impegnati a innalzare un muro di incomunicabilità tra i generi sessuali, tramite una lunga ed articolata campagna culturale finalizzata alla omogeneizzazione dei ruoli sociali e culturali dei sessi, condizione del tutto inedita che ha finito per generare una gran confusione, competizione e divisione.

Il bug dei bug.

Di questi tempi è grottesco assistere ad eventi mondani in cui i maschietti sono tornati a esibirsi nel baciamano ottocentesco, mentre le femminucce la buttano sul materialismo spinto. Situazioni che esprimono un trend molto ben riconoscibile. Per secoli il genere umano è vissuto appoggiandosi su determinati equilibri. Poi, in una manciata di decenni, ed in particolare dal momento in cui i modelli diffusi dai mass media colonizzarono l'immaginario collettivo, in occidente tali equilibri andarono incrinandosi fino a saltare del tutto. Le ragioni furono apparentemente diverse, ma a ben vedere discesero sempre da 'urgenti esigenze di cambiamento' sollevate dalla comunicazione di massa all'interno di specifiche tipologie umane. 

E' il caso del genere femminile, strumentalizzato in funzione del sabotaggio di quegli equilibri quando si lasciò persuadere che il suo ruolo millenario nella famiglia e nella società fosse qualcosa di degradante e limitante. Non esiste altra realtà al di fuori di quella sistemica. Se non ti misuri nell'arena sei una nullità, fu il messaggio, al quale prontamente seguì la coniazione del termine: casalinga. Così come da millenni i maschi abboccano al retaggio culturale che li induce a considerare le donne cometrofei ed oggetti da collezione (v. correlati), alla donna fu inculcata la convinzione che per realizzarsi avesse dovuto ridisegnare il proprio ruolo sociale, ridimensionando gli aspetti genitoriali e muliebri per misurarsi in ambiti che per secoli furono prerogativa della sua controparte maschile. Per una questione di uguaglianza, ovviamente. Non è vero che tutto ciò che è uguale, uniforme, omogeneo è automaticamente giusto? Se lo dice la tele deve essere vero.

Piccolo inciso: una cosa è la sacrosanta parità dei diritti in qualità di esseri umani e cittadini aventi pari dignità, altra cosa è la equiparazione dei ruoli culturali e sociali. E' anche su tale equivoco che quei furbacchioni dei burattinai hanno saputo fare leva per scardinare il rapporto tra i sessi, passo essenziale dell'iter verso la soppressione della società familiare e dei legami di sangue (v. correlati).

L'abdicazione della matriarca.

Non ho idea se i ruoli consolidatisi attraverso secoli di tradizione (uomini in prima linea, donne nelle retrovie) discendessero a loro volta da campagne di persuasione religiosa o fossero espressione della 'prepotenza' maschile. Né in questa sede mi interessa discutere la loro giustezza ed efficacia, per quanto a mio modesto parere dal punto di vista biologico erano i più 'razionali' e da quello pratico dovrebbe far fede la difficoltà di adattamento delle donne nei ruoli usualmente maschili, e viceversa. Mi preme invece notare come il ruolo ricoperto dalle donne costituiva una condicio sine qua non per il buon funzionamento della intera macchina sociale. E' solo alla luce dei valori inculcati con la cultura della competizione e dell'egocentrismo, che di quel ruolo oggi vengono evidenziati solo gli aspetti costrittivi. Perché quel ruolo lo era, costrittivo, ma era anche molto altro e molto di più. Ciò che sfugge è che in un mondo normale, è logico che le posizioni di elevata responsabilità siano allo stesso tempo costrittive. Fu dal profondo rispetto nutrito dai maschi verso il ruolo femminile nella società familiare (matriarcale per definizione), che scaturirono i modi cosiddetti 'cavallereschi'. Perché le donne oltre che creatrici di vita, erano custodi di coscienze e supreme reggenti delle società familiari, ampie aggregazioni fondate sul legame di sangue, dette anche casati o clan. Le famiglie in definitiva erano come stati nello stato; un firmamento di microcosmi non contaminati dal sistema; tante piccole navi Nabucodonosor, per chi ha dimestichezza con l'immaginario del film Matrix.Gli atteggiamenti cosiddetti 'galanti' in origine non assolvevano scopi seduttivi, ma esprimevano rispetto e ammirazione nei confronti del genere femminile nella sua interezza. In un secondo momento, con l'aiuto dei mass media si è perso il senso, e il tutto è stato ridotto al dongiovannismo.

Inoltre la famiglia tradizionale matriarcale, era il solo 'schema' sperimentato mediante cui donne e uomini 'comuni' potevano mettersi 'in squadra' e sfruttare le rispettive attitudini naturali per tutelarsi reciprocamente dalle trappole sistemiche; compensarsi a vicenda ed in questa veste mettere al mondo ed educare dei figli che una volta cresciuti non fregassero la collettività in cambio di un tornaconto personale. Nuove leve che fossero impermeabili alle squallide lusinghe del Potere. Nel mondo reale, infatti, il Potere esiste, è squallido e ghiotto di coscienze. Il mondo reale non è rosa come un episodio di Desperate Housewifes o Sex and the City.

La posizione della donna era tutt'altro che marginale. Era un ruolo meno 'visibile', ma cruciale. In una intervista pubblicata qualche mese fa su Anticorpi, Martin Pretchel - sciamano maya - narra dei rapporti vigenti nella propria comunità rurale venezuelana, e gli sono sufficienti poche parole per rendere il senso di una società matriarcale:
I cittadini si riuniscono almeno una volta l'anno per lavorare sulle capanne da rinnovare. In quelle occasioni, i bambini piccoli corrono in giro ostacolando il lavoro della gente. Le giovani donne portano l'acqua. I giovani uomini portato le pietre. Gli uomini più anziani impartiscono disposizioni su cosa fare, e le donne più anziane fanno notare agli uomini anziani dove stanno sbagliando. I maschi agiscono, le femmine assistono e supervisionano. La sinergia produce il risultato.

Ciò detto, chi occupa da secoli il vertice di qualcosa che tende a funzionare, non dovrebbe lasciare sguarnita la propria posizione senza prima soffermarsi a riflettere sulle conseguenze che ciò comporterà sulla intera baracca. Ma nel secolo scorso la ingegneria sociale come sempre prevalse, e le donne si lasciarono convincere di meritare 'qualcosa di più'; sto parlando del frutto proibito di cui per secoli si erano cibati solo i maschi, ossia il denaro, che il sistema ci ha costretti ad associare alla idea di libertà. Discorso maschilista? Misogino? Non credo. So che in epoche e contesti diversi entrambe i sessi hanno concorso alla realizzazione della situazione di degrado e scacco politico in cui annaspa l'odierna società occidentale. (v. correlati). Ci siamo fidati troppo, di troppe persone sbagliate. Ci siamo spinti troppo oltre e abbiamo lasciato scoperte le retrovie. Pessima mossa.

Sinergia.

Avete presente l'espressione 'la mia metà', quando ci si riferisce al rispettivo partner? O il proverbio secondo cui dietro qualsiasi grande uomo vi sia sempre una grande donna? Ebbene, quelli che suonano come luoghi comuni, in realtà esprimono una verità. Il film sul regista Alfred Hitchcock, uscito in questi giorni nelle sale, è il più fresco tributo a questa verità, ma esistono decine di altri esempi illustri. In assenza di una controparte femminile avulsa dal sistema, estranea alle logiche sistemiche, e che lo ami e lo educhi come madre e poi lo ispiri ed affianchi come compagna, nessun uomo sarà mai in grado di sviluppare quel grado di completezza intellettuale e spirituale, autonomia e autostima che lo rendano capace di ascoltare la coscienza, dunque di agire per migliorare il mondo. Con ciò intendo dire che soltanto i maschi possiederebbero i numeri per rendersi utili alla causa? Niente affatto: sto dicendo che la natura ha organizzato le cose in modo tale che ad ognuno spetti un compito ai fini dello equilibrio generale; dico che se separati, in competizione o in conflitto, tanto gli uomini quanto le donne finiscono per sposare le logiche sistemiche e diventarenocivi per il bene comune. Altra cosa ben nota a chi detiene il potere.



Vogliamo davvero dare retta a chi afferma che la storica preponderanza di eccellenze maschili in ogni campo dipenda da una inferiorità delle donne rispetto agli uomini, o che il sesso femminile sia stato boicottato da un complotto maschilista? La verità è che l'unica cosa oscurata è il concetto di sinergia tra i sessi; connotati complementari che integrandosi generano un'alchimia benigna per l'intera collettività. Ben pochi dei grandi uomini che contribuirono ad elevare la condizione umana sarebbe stato tale senza l'apporto culturale e spirituale, l'amore ed il supporto di una madre prima ed una compagna poi. Insomma, un tempo il maschio si prendeva gli onori, ma la realtà dei fatti, ben nota a chiunque avesse un briciolo di sale in zucca, era che il 'grande uomo' sotto i riflettori era solo la punta di un iceberg. Che le cause della grandezza di quel tale uomo fossero da ricercare oltre la sua persona, in quell'impianto umano che lo aveva formato e poi guidato e sostenuto fino al traguardo. Quell'impianto era la famiglia, 'regno' governato non da un uomo ma da una donna, la mater familias. Oggi invece non ci sono onori da tributare perché i massimi esponenti di ogni ambito occidentale sono mezze figure cresciute senza il supporto di una guida credibile che fungesse da filtro per le balle con cui sono stati bersagliati fin dall'infanzia.

La cultura dominante oggi narra che prima del movimento di emancipazione le donne fossero molto infelici, violentate e schiavizzate dai compagni e mariti. Ma è possibile che ci abbiano messo migliaia di anni a reagire a questo stato di cose? Non è forse più razionale ritenere che un tempo il fenomeno delle vessazioni sulle donne fosse molto più contenuto, in quanto il genere maschile era molto più equilibrato? E perché il genere maschile era più equilibrato? Forse perché non era stato cresciuto a pane e sistema.

Causa ed effetto.

Purtroppo gli episodi di violenza che sempre più spesso vedono coinvolte le donne, hanno origini lontane, e - detto senza intenti polemici - rappresentano una delle più eclatanti dimostrazioni della legge di causa ed effetto, altrimenti detta karma. Non ho mai udito una donna anziana 'normale' - cioè non appartenente ai surrogati di esseri umani che hanno soffocato le loro coscienze in cambio di soldi e potere - lamentarsi della condizione femminile negli anni '30. Però mi è successo più di una volta di udire donne anziane 'normali' lamentarsi della condizione delle donne odierne. E' un caso che chi ha esperienza si esprima in questi termini? E' per via della sua mentalità arretrata? Già. Ma chi ci dice che la nostra sedicente mentalità evoluta sia frutto di uno spontaneo processo evolutivo, e non di una serie di campagne culturali e mediatiche allestite da chi ha poco a cuore il nostro interesse e molto l'esigenza di manovrarci per marcarci sempre più stretti? Ricordiamo che ciò che definiamo 'mentalità arretrata', per il solo fatto di non essersi sviluppata sotto il martellamento mediatico, è da ritenersi ragionevolmente più affidabile di una mentalità 'formatasi' in mezzo ad ogni sorta di campagna di ingegneria sociale e culturale.


Oggi il mondo è sempre più popolato da adulti immaturi, puri concentrati di ego e false convinzioni, che sono stati bambini cresciuti da genitori poco presenti. Bambini che - mentre i genitori sono impegnati a rincorrere le loro illusioni o a struggersi per le loro 'inadeguatezze' - si formano assorbendo il puro concentrato di escrementi culturali prodotto ogni giorno dai mass media. Questi ultimi alimentano la pretesa di una esistenza da cui si possa trarre un romanzo d'appendice, e la depressione, il cinismo, il disprezzo diventano i mesti punti d'arrivo il giorno in cui si prende atto che quel modello filmico per noi (e chiunque altro, se è per questo) non si avvererà. Ed ecco che sempre più spesso l'assenza di una sana struttura morale trasforma la frustrazione in violenza, ogni tipo di violenza, non esclusa quella su se stessi.


Chi usa violenza su una donna è anch'esso figlio di una donna. Fintanto che simili episodi erano sporadici, ci si poteva illudere che il fenomeno fosse ascrivibile alla patologia psichica di un singolo individuo. Ma oggi il problema è troppo ampio per non imputarlo ad un profondo scompenso antropologico. In qualsiasi modo la si metta, a me sembra che sia andato sviluppandosi di pari passo alla presa in consegna delle menti giovani da parte della comunicazione di massa, avvenuta in gran parte per via della assenza del supporto di una famiglia degna di questo nome.

La collettività ha bisogno che la famiglia torni ad essere ciò che fu. Perché laddove la famiglia non fortifica, il sistema corrompe. Nel mondo moderno la sana ignoranza è bandita. La scarsa attenzione dedicata ai giovani nelle famiglie odierne - unita alla caduta in desuetudine dei precetti religiosi (che per quanto male se ne possa dire, avevano un senso in questo mondo) - si rispecchia nella brutalità denotata da molta umanità odierna.

Fintanto che uomini e donne occidentali proseguiranno a sguazzare entrambi nelle logiche sistemiche, a non collaborare seriamente, prioritariamente nella formazione dei giovani, a sottrarre energie ai rapporti umani e alla esistenza reale per sacrificarli sull'altare del sistema, la società non tornerà a produrre generazioni capaci di fare realmente gli interessi della collettività. E dato che al momento le possibilità che ciò accada sono quasi nulle ... fate vobis.

Concludendo.

La 'violenza sulle donne' credo sia solo una chiave di lettura, limitata, capziosa, di un male sociale di più ampia portata. E' ciò su cui i fidi mass media sono stati incaricati di puntare i riflettori con lo scopo di portare avanti l'edificazione della incomunicabilità tra i sessi. Ma la violenza può scatenarsi anche all'interno di coppie gay (link). Può essere perpetrata da una donna nei confronti del proprio uomo (link) o del proprio bambino. Per non parlare di quella tra maschi adulti. Questo perché il problema non è il sessismo; la vera ragione di tale esplosione di ottusità va ricercata altrove, e più precisamente in una cultura dominante votata a inoculare i virus dell'egoismo, della intolleranza, del disprezzo e della superficialità in ogni relazione umana, compresa quella tra i sessi, e perfino quella che dovremmo intrattenere con ... i nostri stessi avi.


Coi loro metodi striscianti ci sussurrano che i nostri antenati, dato che non avevano la televisione, internet e le automobili, fossero dei grezzi senza cervello. Che le loro tradizioni fossero solo il frutto di vacue superstizioni. Ci ripetono che il cambiamento sia per definizione una cosa positiva, e che qualsiasi cosa sia modificabile, debba essere modificata. Ma siamo sicuri che sia lecito modificare i geni, oppure il clima, o gli stati d'animo? Demolire usi e consuetudini dettati dalla natura, consolidati da secoli di esperienza e poi tramandati dai nostri antenati? I tiranti sono prossimi alla massima trazione; non udite lo scricchiolio? Non è più così lontano il giorno in cui in nome del cosiddetto 'progresso', saremo sbalzati al punto di partenza, con buona pace dei burattinai e del loro idealismo spacciato per illuminazione.

Questo post è dedicato a Cinzia e Francesco. Forza ragazzi, insieme ne uscirete.

domenica 18 novembre 2012

TRAPIANTI DI ORGANI: QUELLO CHE NON TI HANNO MAI DETTO



PREDATORI DI ORGANI 
Trapianti di organi: quello che non ti hanno detto 


di Nerina Negrello


Predatori di organi
Dal sito dell’A.I.D.O.:
Quando avviene il prelievo degli organi? 
Quando sia stata accertata e documentata la morte encefalica o morte cerebrale, stato definitivo e irreversibile. L'accertamento e la certificazione di morte sono effettuati da un collegio di tre medici (medico legale, anestesista-rianimatore, neurofisiopatologo) diversi da chi ha constatato per primo la morte e indipendenti dall'équipe che effettuerà il prelievo e trapianto. Questi medici accertano la cessazione totale e irreversibile di ogni attività del cervello per un periodo di osservazione non inferiore a 6 ore. 
Ma questa è veramente la Verità? Perché ci nascondono che la cosiddetta "morte cerebrale" è un'invenzione e che l'espianto si pratica a cuore battente e sangue circolante su un vivo che ha perso la coscienza?

Quello che non ti hanno detto 

Non ti hanno detto che l'espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua da persona in coma, sottoposta a ventilazione forzata, e non da un morto in arresto cardio-circolatorio-respiratorio, come tutti intendiamo. 
La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc... Le donne gravide portano avanti la gravidanza. 

Non è vero che prima si interrompa la ventilazione che poi, a cuore e respiro fermi, si inizi il prelievo, ma è proprio l'opposto. 
Gli organi vengono tolti da persona che ha perso la coscienza, le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall'espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici.

Prof. Dr. Massimo Bondì, L.D. Pat. Chir. e Prop. Clin. Univ. La Sapienza Roma, chirurgo generale e patologo generale: "La morte cerebrale è ascientifica, amorale e asociale" (Audizione Commissione sanità 1992).
Dr. David W. Evans, Fellow Commoner of Queens' College Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth Hospital per opposizione alla "morte cerebrale": "C'è grande differenza tra essere veramente morto ed essere dichiarato clinicamente in morte cerebrale" (Audizione Commissione sanità 1992).
Dr. Robert D. Truog, Dr. James C. Fackler, Harvard Medical School Boston: "Non è possibile accertare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello con i mezzi clinico-strumentali attuali [Critical Care Medicine, n° 12, 1992, "Rethinking Brain Death" (Ripensamento sulla morte cerebrale)].
Prof. Peter Singer, Presidente dell'Associazione Internazionale di Bioetica: "...la morte cerebrale non è altro che una comoda finzione. Fu proposta e accettata perché rendeva possibile il procacciamento di organi" (Congresso di Cuba 1996).
Dr. Cicero Galli Coimbra, Head of Department neurology and neurosurgery, Univ. Sau Paulo, Brasil: "...i protocolli diagnostici per dichiarare la morte cerebrale (test dell'apnea) inducono un danno irreversibile su pazienti che potrebbero essere salvati" (Convegno internazionale Roma 19/2/2009).

IL DIBATTITO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE E' ROVENTE, MA IN ITALIA CONTINUA LA CENSURA.

Quello che devi sapere
NIHON UNIVERSITY: "TERAPIA DELLA IPOTERMIA CEREBRALE CONTROLLATA" 

Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale globale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti, riportandoli a normale vita quotidiana, con pieno ristabilimento delle capacità di comunicazione verbale. 
"Una dichiarazione affrettata di cosiddetta 'morte cerebrale' senza che sia stata tentata tale terapia potrebbe ben costituire omicidio o, come minimo, premeditata omissione di soccorso e malpractice" (Yoshio Watanabe MD; Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic Of The Proponents. 
JPN Heart J, Sept 1997 - Hayashi N, MD, Brain Hypothermia Therapy, JPN Med J, July 6, 1996).
Prof. Lodovico Bergamini, docente di neurologia all'Università di Torino scrive: "Un tracciato elettroencefalografico può essere normale anche se piatto, cioè privo di ritmo visibile: ad esempio soggetti adulti ansiosi o soggetti neonati possono avere un tracciato piatto che di per sé non è assolutamente definibile patologico" (Manuale di neurologia clinica).

Molti medici illustri hanno espresso pubblica condanna al concetto di "morte cerebrale": 
Prof. Dr. Nicola Dioguardi, emerito di medicina interna, Università di Milano; 
Prof. Dr. Edoardo Storti, emerito di clinica medica, Università di Pavia; 
Prof. Dr. Paolo Puddu, direttore dell'Istituto di patologia speciale medica e metodologia clinica, Università di Bologna; 
Dss.a Maria Luisa Robbiati, anestesista-rianimatrice, già dell'ospedale S. Camillo e del Policlinico Gemelli di Roma; 
Dr. Giuseppe Bertolini, anestesista-rianimatore, già degli Ospedali Riuniti di Roma; 
Dss.a Stefania Dente, anestesista-rianimatrice, già all'ospedale C.T.O. di Napoli, anestesista all'Osp. di Bolzano; 
Dr. Dario Miedico, specialista medicina legale, Milano; 
Dr. Paolo Bavastro, cardiologo, primario medico alla Filderklinik, Stoccarda; 
Prof. Giuseppe Sermonti, ordinario di genetica, Università di Palermo e di Perugia; 
Dr. Dario Sepe, specialista malattie del fegato, Roma; 
Prof. Dr. Rocco Maruotti, primario chirurgo, Milano; 
Prof. Dr. Gerardo Ciannella, docente in medicina lavoro Univ. Napoli, Dirigente medicina preventiva Osp. Monaldi; 
David J. Hill, M.A., FRCA emeritus consultant anaesthetist, Cambridge, UK; ...


CONTRO LA MORTE CEREBRALE A CUORE BATTENTE

La volontà di salvare gli organi ad ogni costo elimina la volontà di salvare il paziente ad ogni costo Documento presentato al Parlamento e al Movimento Critico Internazionale 
La così detta "morte cerebrale" costituisce il cardine centrale su cui è basata l'espianto-trapiantologia(1). Senza di essa la chirurgia sostitutiva centrata sull'espianto di organi da soggetti vivi che hanno perso la coscienza, non avrebbe avuto un seguito. I pazienti sotto ventilazione definiti arbitrariamente "cadaveri" dai medici che dichiarano la "morte cerebrale", in realtà non lo sono né per la biologia né per la legge. 
Per la biologia non lo sono perché i pazienti hanno tutti i loro organi perfettamente funzionanti. 
Per la legge non lo sono perché la normativa recita: "per cadavere si intende il corpo umano rimasto privo delle funzioni cardiorespiratoria e cerebrale"(2). 
E' noto che le funzioni del cervello conosciute costituiscono solo il 10%(4), quindi la legge 578/93 che all'art.1 dichiara: "La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo" è scientificamente assurda(3) perché non si può dichiarare "cessata" una funzione che non si conosce. Inoltre è stato ampiamente dimostrato da molti autori(4) e perfino dalla Harvard School di Boston(5) che alcune delle poche funzioni cerebrali note sono ancora presenti contrariamente a quanto enunciato dalla legge.
Entriamo così nel vivo della controversa questione dell'espianto-trapiantologia. 
Già nel 1985 la Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente dichiarò inaccettabile la "morte cerebrale" e si costituì in associazione per contrastare tale concetto(6).
La "morte cerebrale" viene dichiarata sempre (rare sono le eccezioni) nelle prime 24/48 ore dal ricovero di un paziente comatoso, in genere traumatizzato cranico, in un reparto di Rianimazione, durante le quali non si attua alcun tentativo serio ed efficace di terapia finalistica.
La terapia è finalistica solo quando si oppone tempestivamente al processo patologico in atto. 
Senza una terapia mirata si instaura un progressivo deterioramento della corteccia cerebrale, rendendo difficile il recupero del paziente. 
Più il tempo passa più la sostanza grigia cerebrale, avida di ossigeno, perde la sua vitalità. Quindi l'intervento chirurgico elettivo va sempre e comunque eseguito d'urgenza allo scopo di decomprimere il cervello. Il tempo in questi casi è prezioso e quindi andrebbe ripristinato l'intervento de-compressivo presso gli ospedali di prima accoglienza.
Infatti in passato il chirurgo degli ospedali minori aveva la preparazione per eseguire tali interventi decompressivi ed era tenuto ad effettuarli. Oggi, allo scopo di incrementare i trapianti, tali pazienti vengono avviati agli ospedali maggiori, più lontani, per cui sovente si superano i tempi ideali per il loro recupero. Così facendo però si salvano gli organi ad ogni costo.
La terapia finalistica non viene quasi mai attuata negli ospedali maggiori deputati al trapianto, poiché i neurochirurghi, pressati dalla richiesta di organi, sono consapevoli che salvare il paziente ad ogni costo può significare anche perderlo con l'atto chirurgico o durante il decorso post-operatorio, perdendo così i suoi organi.
Per terapia finalistica efficace intendiamo alcuni atti chirurgici: ventricolostomia, drenaggi extra e subdurali, e quando necessario craniotomia per ematoma extradurale, eseguiti d'urgenza, possibilmente nei primi 60/120 minuti dall'incidente(7) allo scopo finalistico di decomprimere il cervello.
E' bene chiarire che un'aspirazione di pochi cc. di liquido emorragico e del liquor ventricolare può essere sufficiente a decomprimere il cervello e così fare ricomparire la coscienza e fare uscire il paziente dal coma. Antiedemigeni, diuretici e ipotermia cerebrale controllata(8), completano il trattamento della terapia d'urgenza.
Infatti un soggetto colpito da un trauma cranico grave, ha sempre un versamento emorragico endocranico che, modesto nei casi di frattura/lussazione di una delle prime due vertebre cervicali (modesto perché sono ossa laminari sottili)(9), diviene al contrario un versamento ematico importante che si trasforma in un ematoma endocranico più o meno voluminoso in presenza di frattura della base cranica, cioè delle due rocche petrose che sono ossa molto vascolarizzate(10).
Notoriamente quest'ultimo tipo di frattura si diagnostica con estrema facilità anche prima di ogni accertamento radiologico per la presenza di una otorragia mono o bilaterale (presenza di sangue che si raccoglie nel padiglione auricolare).
Tale versamento emorragico infiltrativo e/o ematoma, comprime la massa cerebrale e quindi lo strato corticale/cerebrale (circa 1 cm. di spessore) a contatto con la struttura ossea indeformabile della volta cranica. La compressione dello strato corticale, sede dei centri sensoriali e dei centri motori e del linguaggio, che contribuiscono a formare la coscienza, determina il conseguente collasso del "canale sinaptico unificato"(11), struttura che come una rete labirintica si estende tra miliardi di neuroni. Tale collasso fa scomparire la coscienza. Il paziente si presenta in coma più o meno profondo a causa della compressione.
Stessa attenzione e tempestività di intervento si impone, è ovvio, per la patologia emorragica extradurale (ematoma da frattura o grave contusione delle ossa fronto-parietali). Tali pazienti hanno un tipico ritmo a due tempi: il paziente cade, si rialza, una piccola arteriola o capillare corticale/meningeo lacerato sanguina, si forma l'ematoma in un tempo variabile e il paziente entra in coma alcune ore dopo, quando la raccolta ematica determina una compressione della corteccia cerebrale.
Sia che il paziente giunga ad un ospedale maggiore direttamente o dopo aver perso tempo prezioso nell'ospedale minore, la patologia compressiva, trascorse 2/3 ore dal trauma, si aggrava. I medici preposti sono consapevoli che sottoporre un paziente ad un intervento decompressivo può comportare la perdita degli organi sia in caso di esito positivo (guarigione) che negativo (morte), in quanto gli organi seguono il destino del paziente.
I parenti vengono tranquillizzati e tacitati con la frase rituale "faremo tutto il possibile per salvarlo", ma rinunciando a qualsiasi intervento chirurgico decompressivo il destino del paziente è segnato. La dichiarazione di "morte cerebrale" copre qualunque malpractice ed evitando l'intervento i neurochirurghi, i rianimatori, i medici legali si sentono comunque al sicuro, poiché "Salvare gli organi ad ogni costo" è in linea con la filosofia di Stato. 
Tale perverso comandamento elimina il salvare il paziente ad ogni costo, comandamento questo che affonda le sue radici nella storia della medicina.
Se il paziente comatoso giunge in ospedale con respirazione spontanea, ciò significa che i centri respiratori del bulbo non sono compromessi e pertanto non dovrebbe essere intubato se non per necessità operatoria. Di solito, però, il paziente arriva già intubato e ventilato automaticamente, anche quando non è necessario. Da quel momento le sue condizioni vengono valutate attraverso le risposte riflesse agli stimoli, l'esame elettroencefalografico e il test dell'apnea (sospensione della ventilazione, senza svezzamento, e attesa delle ripresa spontanea del respiro), che viene ripetuto anche più volte consecutive, per valutare la profondità del coma e stabilire il raggiungimento delle condizioni richieste dai protocolli dello Stato per la dichiarazione della cosiddetta "morte cerebrale". Con questo test si intenderebbe saggiare la reattività dei centri respiratori alla CO2 (anidride carbonica che si accumula nel sangue dopo l'arresto). Ma, con l'arresto del respiro, si provoca anche una diminuzione dell'ossigenazione del sangue (anossia), la quale, specialmente se viene ripetuta, può determinare un aggravamento, sovente irreversibile, delle condizioni neurologiche già critiche di un traumatizzato cranico(12).
A tale proposito dobbiamo ricordare una legge di fisiologia generale: qualunque organo, sistema, tessuto o singola cellula, se viene sostituito nella sua funzione cessa progressivamente di esercitare la funzione, sino alla sua atrofia. E' una legge ben conosciuta che riscontriamo nella metodologia dell'intubazione con ventilazione automatica. Ben lo sanno gli anestesisti, che per svegliare i pazienti dall'anestesia usano il metodo dello "svezzamento continuo e progressivo", non utilizzato nel test dell'apnea.
Si perviene così alla convocazione della commissione medica che decreta, senza possibilità di obiezione di coscienza, una condizione di patologia che, rispondendo ai criteri imposti dallo Stato, è dichiarata irreversibile. Tutto ciò è conseguente alla mancata terapia d'urgenza. Tale dichiarazione pertanto rappresenta una condanna a morte annunciata e messa in atto d'autorità dopo un ridicolo periodo di osservazione di 6 ore che avvia il paziente all'espianto dei suoi organi. 
Espianto che viene eseguito su un paziente che reagisce istantaneamente all'incisione chirurgica con movimenti degli arti e del tronco, aumento della frequenza del polso e della pressione arteriosa a conferma della sua vitalità, rendendo necessaria la somministrazione preventiva di farmaci curarizzanti (paralizzanti) o di anestetici. E' solo con l'espianto degli organi che interviene la morte nel senso comune e classico del termine.

Il voler salvare gli organi ad ogni costo elimina la volontà di salvare il paziente ad ogni costo e così il concetto basilare della professione medica Primum Non Nocere viene tristemente abbandonato. E' tempo di restituire ai medici il diritto/dovere di curare secondo scienza e coscienza senza limiti imposti dallo Stato e dalle centrali del potere sanitario che hanno imposto la finzione della "morte cerebrale"(4). 

E' tempo di rivedere drasticamente la legislazione in merito e dare voce ad un paziente che non può parlare, ma lancia il messaggio "perché non provate a curarmi?". Qualcuno dovrà pure ascoltarlo.

Per altre informazioni sull'argomento espianto organi:www.antipredazione.org

domenica 9 ottobre 2011

MASSONERIA E SOCIETA' SEGRETE - La Gnosi alla base del pensiero massonico


Dopo questi anni di navigazione all'interno di un mare di informazioni sono approdato sulle rive di un'isola a me sconosciuta, ma che sembra rappresentare l'origine di quello che è il misterioso continente massonico-esoterico:
lo GNOSTICISMO.
Riporto un link nel qule è raccontata molto efficacemente la storia dello gnosticismo.

link gnosticismo

Alcune considerazioni:

Il pensiero gnostico sembra aver modellato quello massonico-esoterico soprattutto per alcuni precetti che vado qui sotto a sintetizzare:

- il dio dell'Antico Testamento non coincide per caratteristiche ed indole con il Dio della rivelazione Cristica del nuovo testamento.
- il serpente (o lucifero) è colui che ha cercato di donare all'umanità la Sapienza e la conoscenza per poter intraprendere il percorso individuale di crescita che porta alla Vera divinità.
- Solo alcuni uomini sono in grado di compiere il percorso spirituale che li porterà (a gradi) alla Conoscenza Suprema (gli altri compiono una vita al pari di quella animale), verso la quale il primo passo è quello dell'iniziazione ai segreti della Vita.

Il pensiero gnostico è senza dubbio antecedente a quello massonico-illuminato, ma non sono certo sia antecedente a quello esoterico in senso stretto.
Infatti la mia impressione è che la filosofia esoterica sia strettamente legata a quella gnostica, o che addirittura la prima e la seconda siano la stessa cosa, rappresentando la magia(e forse anche l'Alchimia) parte fondamentale della dottrina della gnosi.

Una piccola osservazione che faccio è che i precetti gnostici mi appaiono più come una generalizzazione di quelli Giudaici come intesi nel Talmud Babilonese. Soprattutto nell'afferamzione di un gruppo di uomini eletti e predestinati alla salvezza e all'Assunzione accanto al Divino.
Anzi, ripercorrendo i luoghi e i tempi di ambedue le culture sono i fondamenti giudaici a poter sembrare più verosimilmente una estrapolazione con successiva soggettivazione di quelli gnostici( vedi l'attesa del Messia).

Un'altra osservazione che mi sento di fare è che il pensiero GNOSTICO rappresenta il filo che unisce Religione(intesa come spiritualità) e pensiero scientifico all'interno delle logge massoniche.
(In passato non riuscivo a capacitarmi di come uomini che si definivano razionalisti ed "illuminati" potessero comunque credere in qualcosa di religioso, nel senso basso della parola, o addirittura abbracciare il credo ad una religione, se non a tutte in alcuni casi.)

Un altro argomento che mi propongo di approfondire è lo stretto legame tra fisica quantistica e gnosticismo.

Quindi la mia conclusione è che il cammino della conoscenza dei segreti esoterico-massonici non può prescindere da uno studio approfondito delle filosofie che li hanno plasmati.
Tra queste un ruolo predominante, senza dubbio, è rappresentato dalla GNOSI.

PROMETEO

mercoledì 21 luglio 2010

MASSONERIA E SOCIETA' SEGRETE - Totalitarismo, casta scientifica e controllori del mondo

Questo è l'articolo che avevo anticipato nell'ultimo post.
Spero possa inserire qualche tassello al vostro mosaico.
Buona lettura!
Big S.
____________________________________
Autore: Andrew Gavin Marshall / Traduzione a cura di: Cristina Bassi
 
 
Nel 1932, Aldous Huxley scrisse il suo romanzo di fantascienza “ Brave New World,” “Il Mondo Nuovo”, in cui osservava l’emergere delle dittature scientifiche del futuro. Nel suo saggio del 1958, “Brave New World Revisited,” (Rivisitazione del Mondo Nuovo) Huxley esaminava dove era ora arrivato il mondo, nel breve lasso di tempo da quando il libro era stato pubblicato e dove il mondo stava dirigendosi.
Huxley scriveva:
“Nella politica, l’equivalente del pieno sviluppo di una teoria o sistema filosofico è una dittatura totalitaria. Nella economia, l’equivalente di un’opera d’arte composta in modo meraviglioso è la fabbrica che funziona senza intoppi ed in cui i lavoratori sono perfettamente adattati alle macchine. La Volontà di Ordinare può rendere tiranni coloro che semplicemente aspirano a far pulizia del casino. La bellezza delle cose a posto viene usata come giustificazione per il dispotismo”.[1]
Huxley spiegava che, “i soggetti del futuro dittatore saranno regimentati in modo indolore da corpi di ingegneria (manipolazione) sociale altamente addestrati” e citava un “fautore di questa nuova scienza” dicendo che “la sfida della ingegneria sociale, nei nostri tempi, è come quella ingegneria tecnologica di 50 anni fa. Se la prima metà del ventesimo secolo fu l’era della ingegneria tecnologica, la seconda parte potrà ben essere di quella sociale”.
Cosi, proclamava Huxley: “il XXI° secolo, suppongo, sarà l’era dei Controllori del Mondo, del sistema della casta scientifica e del “Brave New World.”[2]
 
Nel 1952, Bertrand Russell, un filosofo britannico, storico, matematico e critico sociale scrisse il libro “The Impact of Science on Society” (L’impatto della Scienza nella Società) in cui ammoniva ed esaminava come la scienza e la rivoluzione tecnologica, stavano cambiando e avrebbero cambiato la società.
In tale libro Russell spiegava:
“Credo che l’argomento che sarà di massima importanza politicamente è la psicologia di massa, che, parlando scientificamente, non è uno studio molto avanzato… Tale studio è immensamente utile agli uomini pratici, sia che vogliano diventare ricchi o acquisire il governo. Come scienza è, ovviamente, fondato sulla psicologia individuale ma finora ha impiegato metodi ad indicazione generale, basati su una sorta di buon senso intuitivo. La sua importanza è enormemente cresciuta con l’aumento dei metodi moderni di propaganda. Tra questi, quello più influente, è quel che viene definito “educazione”. La religione vi gioca un ruolo, sebbene sia in diminuzione; la stampa il cinema e la radio giocano un ruolo in crescendo.
Ciò che è essenziale nella psicologia di massa è l’arte della persuasione. Se fate un paragone con un discorso di Hitler e diciamo con uno di Edmund Burke, vedrete che passi sono stati fatti nell’arte dal diciottesimo secolo. Ciò che precedentemente non aveva funzionato era che le persone avevano letto nei libri che l’uomo è un animale razionale ed avevano incorniciato le loro discussioni in questa ipotesi
Sappiamo che le fanfare e l’essere molto in vista fanno molto di più ai fini della persuasione di quanto non lo possa fare il più elegante treno di sillogismi. Si può anche sperare che nel tempo tutti saranno in grado di persuadere chiunque su ogni cosa, basta catturare il giovane paziente ed avere sovvenzioni di denaro e strumentazione da parte dello stato. Questo tema farà grandi passi, quando gli scienziati lo assumeranno sotto una dittatura scientifica”.[3]
Russell andò oltre nell’analizzare la questione se “una dittatura scientifica” fosse più stabile di una democrazia, postulando che:
“A parte il pericolo della guerra, non vedo ragioni per cui un tale regime dovrebbe essere instabile. Dopotutto, molti dei paesi civili e semi-civili, noti alla storia hanno avuto una grande classe di schiavi o servi, completamente subordinata ai loro proprietari. Non c’è nulla nella natura umana che renda impossibile la persistenza di un simile sistema. E tutto lo sviluppo della tecnica scientifica lo ha reso più facile di quanto era solito essere in passato al fine di mantenere un ruolo dispotico di una minoranza. Quando il governo controlla la distribuzione del cibo, il suo potere è assoluto per il tempo in cui può contare sulla polizia e le forze armate, la cui fedeltà può essere assicurata dando loro alcuni dei privilegi della classe che è al governo. Non vedo come alcun movimento interno di rivolta possa mai portare libertà agli oppressi in una dittatura scientifica moderna.[4]
 
Ricorrendo al concetto reso popolare da Aldous Huxley – quello che le persone amano il loro essere servi - Bertrand Russell spiegò che sotto una dittatura scientifica:
“Ci si deve aspettare che progressi nella fisiologia e psicologia, daranno ai governi più controllo sulla mentalità dell’individuo, più di quanta ne abbiano ora persino in paesi totalitari. Fichte disse che l’educazione (nel senso di istruzione ovviamente, ndt) dovrebbe avere per scopo quello di distruggere il libero arbitrio cosicché, dopo che gli scolari hanno lasciato la scuola, saranno incapaci, per tutto il resto della loro vita, di pensare od agire se non come avrebbero desiderato i loro maestri e professori.
La dieta, le punture e le ingiunzioni si mischieranno dalla giovane età, per produrre una sorta di carattere e di credenze considerate desiderabili dalle autorità ed ogni seria critica dei poteri che ci potesse essere, diventerà psicologicamente impossibile. Anche se tutti saranno alla povertà, tutti si considereranno felici perché il governo dirà loro che lo sono.[5]
Russell spiegò anche che “la completezza del controllo sull’opinione, che ne derivava, dipende in vari modi dalla tecnica scientifica. Dove tutti i bambini vanno a scuola e tutte le scuole sono controllate dal governo, le autorità possono chiudere le menti dei giovani nei confronti di tutto ciò che sia contrario alla ortodossia ufficiale”.[6]
Russell successivamente proclamò nel suo libro che, “una società di un mondo scientifico non può essere stabile a meno che non ci sia un governo mondiale.”[7]
Elaborò anche questi pensieri:
“Fintanto che non c’è un governo mondiale, che assicuri un controllo delle nascite universale, ci devono essere di tanto in tanto delle grandi guerre, in cui la penalità per la sconfitta sia una vasta morte per carestia. Questo è esattamente lo stato attuale del mondo ed alcuni possono sostenere che non ci sono ragioni per cui non dovrebbe continuare cosi per secoli. Io personalmente non credo sia possibile.
Le due grandi guerre di cui abbiamo fatto esperienza, hanno abbassato il livello di civiltà in molte parti del mondo, e la prossima è pressocché certo che aumenterà ancora più il conto in tale direzione.
Fino a che, ad un certo punto, un potere - o gruppi di potere - emergerà vittorioso e procederà a stabilire un unico governo mondiale con il monopolio delle forze armate, è chiaro che il livello di civiltà dovrà continuamente diminuire fino al punto in cui la guerra scientifica diventi impossibile, ossia fino a che la scienza non sarà estinta.[8]”
Russell spiega che l’eugenetica gioca un ruolo centrale nella costruzione di qualsiasi dittatura scientifica mondialista,, affermando che: ”gradualmente, allevando selettivamente le persone, le differenze congenite tra governatori e governati aumenteranno fino a diventare quasi delle differenze nelle specie. Impossibile pensare ad una rivolta delle plebi tanto quanto ad una insurrezione organizzata di pecore contro la pratica del mangiare montoni.”[9]
 
Nel discorso del 1962 alla università UC Berkeley, Aldous Huxley parlò del mondo reale che stava diventando l’incubo del ‘Brave New World’ che aveva previsto. Huxley parlò primariamente della “Rivoluzione Finale” (the ‘Ultimate Revolution’) che si concentrava sul controllo comportamentale delle persone.
Di questa “Rivoluzione finale” Huxley disse che:
“In passato, possiamo dire che tutte le rivoluzioni hanno essenzialmente avuto come scopo quello di cambiare l’ambiente per poter cambiare l’individuo. C’è stata una rivoluzione politica, una economica… una religiosa. Tutte avevano per scopo, come ho detto, non direttamente l’essere umano, ma il suo ambiente circostante, cosicché modificandolo si raggiungeva – rimuovendolo- un effetto sull’essere umano.
Oggidì, penso, siamo davanti all’approccio di ciò che si può definire la “Rivoluzione Finale”, in cui l’essere umano può agire direttamente sulla mente e sul corpo dei suoi simili. Inutile dire ovviamente che una certa azione diretta su menti e corpi umani è in corso dall’origine del tempo, ma questa è stata generalmente di natura violenta.
 
Le tecniche di terrorismo, sono note da tempi immemorabili e le persone le hanno impiegate con più o meno ingenuità, a volte con massima volgarità, a volte con molta capacità acquisita nei tentativi ed errori, scoprendo cosi le vie migliori per usare tortura, imprigionamento, costrizioni di vario tipo.
Se dovete controllare una qualsiasi popolazione per un dato lasso di tempo, dovete avere un certo consenso. È estremamente difficile vedere come il puro terrorismo possa funzionare in modo indefinito, per un bel lasso di tempo. Prima o poi dovete inserire un elemento di persuasione, un elemento che porti le persone al consenso per ciò che sta accadendo loro.
Dunque a me sembra questa la natura della Rivoluzione Finale con la quale ora ci stiamo confrontando, precisamente: stiamo sviluppando una intera serie di tecniche, che consentiranno ad una oligarchia controllante – che è sempre esistita e che presumibilmente sempre esisterà - di far amare alle persone proprio la loro stessa servitù.
Tale è la parte finale, nella rivoluzione malevole...
Sembra esserci un movimento generale nella direzione di questo tipo di Controllo Ultimo, questo metodo di controllo attraverso il quale le persone possono essere ridotte ad avere piacere di uno stato di cose, che non sarebbe ambito da nessuno standard decente, ovvero godere della propria condizione di servitù.
Tendo a credere che le dittature scientifiche del futuro – e penso che ce ne saranno tante in molte parti del mondo - saranno probabilmente molto più vicine allo schema del “Brave New World” che a quello del 1984.
Si, saranno molto più vicine, non per scrupoli umanitari nei dittatori scientifici, ma semplicemente perché lo schema del ‘brave new world’ è probabilmente molto più efficiente dell’altro.
Se potete avere dei consensi dalle persone per la condizione in cui stanno vivendo – ovvero la servitù - se potete fare questo, allora è molto probabile che avrete una società più stabile, duratura, più controllabile che se doveste fare riferimento solo ai clubs, ai plotoni di esecuzione, ai campi di concentramento.[10]
Nel 1961, il Presidente Eisenhower fece il suo discorso di addio alla nazione, in cui mise in guardia dai pericoli della democrazia posta dal complesso industriale-militare: la rete interconnessa di industria, militare e politica che creano le condizioni per una guerra costante.
In quello stesso discorso, Eisenhower mise in guardia l’America ed il mondo da un altro importante cambiamento nella società:
“Oggi, l’inventore solitario, che armeggia nel suo negozio, è stato oscurato da commissioni di scienziati nei laboratori e dai campi di verifica. Nella stessa foggia, la libera università, storicamente la sorgente delle libere idee e della scoperta scientifica, ha fatto esperienza di una rivoluzione del come condurre la ricerca.
Parzialmente a causa degli elevatissimi costi implicati, un contratto governativo diventa virtualmente un sostituto della curiosità intellettuale. Per ogni vecchia lavagna a gessetti, ci sono ora centinaia di nuovi computer elettronici.
Bisogna aihmè considerare la prospettiva di dominio degli studenti di una nazione attraverso un loro impiego federale, attraverso le assegnazioni di progetto e il potere del denaro onnipresente.
Tuttavia, nel tener in considerazione la ricerca scientifica e la scoperta, come dovremmo, dobbiamo anche essere allertati sul parimenti ed opposto pericolo che la politica pubblica possa essa stessa diventare il prigioniero di una élite tecnologico-scientifica”. [11]
Nel 1970, Zbigniew Brzezinski scrisse del “graduale apparire di una società più controllata e diretta,” nella rivoluzione tecnocratica”; spiegando con ciò:
“Una tale società sarebbe dominata da una élite la cui rivendicazione al potere politico si fermerebbe ad un know- how di supposta superiorità scientifica
“Senza gli intralci dei valori liberali tradizionali, questa elite non esiterebbe a raggiungere I suoi fini politici, usando le più recenti tecniche moderne per influenzare il comportamento del pubblico e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo.
In tali circostanze, l’apice scientifico e tecnologico del Paese non sarebbe rovesciato ma sarebbe nutrito letteralmente dalla situazione che sfrutta. [12].
Molti scienziati e vasti movimenti sociali sono diretti dalle stesse basi e denaro che finanziò il movimento eugenetico all’inizio del 20° secolo. Le Fondazioni Rockefeller, Ford, Carnegie, Mellon, Harriman e il denaro Morgan che fluì nella eugenetica portò direttamente al “razzismo scientifico” e infine all’olocausto della Seconda Guerra Mondisale.[13].
Seguendo l’Olocausto, Hitler screditò il movimento eugenetico che ammirò cosi tanto in America. Cosi il movimento si diramò formando molti altri progetti di ingegneria sociale: controllo della popolazione, genetica, ambientalismo. Le stesse basi che posero le fondamenta della ideologia eugenetica - il credere in una superiorità biologica ed al diritto di governare (giustificando il potere) - posero anche le basi per questi ad altri nuovi movimenti sociali e scientifici.
Le maggiori organizzazioni ambientaliste e di conservazione furono fondate col denaro della Fondazione Rockefeller e Ford, [14] che continuarono poi ad essere le fonti centrali di sponsorizzazione fino ai nostri giorni; mentre il WWF fu fondato nel 1961 da Sir Julian Huxley, fratello di Aldous Huxley, che fu anche il presidente della British Eugenetics Society (Società britannica di Eugenetica).
Il Principe Bernando di Olanda, divenne il primo Presidente della organizzazione. Guarda caso il Principe è anche uno dei Fondatori della élite globale, dei “pensatori”: il Gruppo Bilderberg di cui fu il co-fondatore nel 1954. Precedentemente fu membro del partito nazista ed ufficiale SS.[15]
Sir Julian Huxley fu, guarda caso, il primo Direttore Generale della UNESCO (=United Nations Educational, Scientific and Cultural Organizations). Nel 1946 Huxley scrisse un documento intitolato: “UNESCO: il suo scopo e filosofia”, in cui affermò che tale organizzazione servisse per:
“contribuire a far emergere una singola cultura mondiale, con la sua propria filosofia e retroterra di idee e con suo proprio scopo. Questo è opportuno, poiché questa è la prima volta nella storia che sono disponibili l’impalcatura e i meccanismi per l’unificazione del mondo ed anche la prima volta che l’essere umano ha avuto i mezzi (nella forma di scoperte scientifiche e sue applicazioni) per porre una base mondiale per un minimo di benessere fisico di tutta la specie umana…”[16]
“Al momento è probabile che l’effetto indiretto della civiltà sia disgenico più che eugenetico; in ogni caso sembra probabile che il peso morto della stupidità genetica, della debolezza fisica, della instabilità mentale, della tendenza alla malattia, che già esistono nella specie umana, si dimostreranno essere un fardello troppo pesante perché si possa ottenere un vero progresso. Così, sebbene sia piuttosto vero che per molti anni sarà impossibile politicamente e psicologicamente qualsiasi politica eugenetica radicale, è importante che l’UNESCO veda che il problema eugenetico sia esaminato con massima attenzione e che la mente pubblica sia informata delle problematiche che sono in ballo, cosicché molto di ciò che ora è impensabile possa almeno divenire pensabile…[17]
Fine prima parte

DEVI ASSOLUTAMENTE VISITARE QUESTO BLOG: