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lunedì 29 aprile 2013

Dal Matriarcato alla Guerra dei Sessi

articolo originale su: www.anticorpi.info 

Una delle fissazioni dell'uomo contemporaneo è quella delle modifiche. Consentigli di
modificare qualche cosa, e lo fai felice. Si modificano gli alimenti, il clima, gli attributi sessuali; le fattezze fisiche, gli stati psichici e la stessa macchina biologica umana, in predicato di essere trattata come un hardware upgradabile. E ancora, si riformano istituti come il matrimonio e lo stato sociale, si cambiano le regole a partita in corso, sottraendo ai popoli i diritti e le libertà su cui secoli fa si fece leva per vendere il concetto di democrazia. Si modificano i culti, le ideologie, le costituzioni, le istituzioni.

Ci è stato insegnato che il cambiamento sia intrinsecamente una cosa positiva, che non possa che condurre a conseguenze positive. Un messaggio molto moderno e disinvolto, ma che di questi tempi affascina così tante menti solo perché la cultura dominante ha interesse a presentare ogni cambiamento esaltandone le luci ed occultandone le ombre. Troppo spesso oggi si cambia in funzione degli interessi dei pochi, per officiare riti all'umanesimo bullesco, col sedicente ingegno umano che fa bella mostra di se schiacciando la natura e le tradizioni.

La realtà dei fatti è che non esiste opera di manomissione genetica, fisica, climatica, politica, sociale su larga scala, che non comporti un elevato rischio di peggiorare gli elementi che si propone di migliorare. Quanto più si artefa, quanto più ci si allontana dall'ordine naturale ed esperienziale delle cose, tanto più elevato è il rischio che la natura si metta di traverso fino a provocare un effetto di rimbalzo che riporta tutto al punto di partenza. Ciclicità. Sembra che qualcosa di simile sia già accaduto ad ogni civiltà che ci ha preceduti. Chi detiene il potere conosce il meccanismo, ma non sembra preoccuparsene molto, forse perché è troppo preso dalla idea romantica dicambiare il mondo sulla pelle del mondo; o perché ha fatto i propri calcoli, e la involuzione ad un lontano passato è proprio ciò che si è prefissato di realizzare.

E' sulla base di tali premesse che provo a inoltrarmi nel campo minato del tema della'violenza sulle donne' ed esporre il mio punto di vista sui rapporti tipici intercorrenti tra i sessi all'inizio del 21° secolo.

Cui prodest?

Per inquadrare correttamente un fenomeno bisogna contestualizzarlo. E' necessario perciò premettere che i mass media non supportano coralmente campagne come quella contro la violenza sulle donne, se la cosa non frutti un beneficio per qualcuno dei loro padroni. Questo va capito, per evitare di lasciarsi manovrare come burattini. Proprio ora nel mondo stanno consumandosi molti altri delitti gravi quanto la violenza sulle donne. In milioni si ammalano a causa di ciò che ha tutta l'aria di essere una campagna di sterminio globale; parassiti finanziari si insinuano nelle nazioni e le vampirizzano con la connivenza - più o meno consapevole - della politica, della magistratura e della cultura accademica; strane irrorazioni aeree sono effettuate sulle nostre teste e spacciate per casuali scie di vapore rilasciate dagli aerei di linea; chi non è comprabile o ricattabile è messo a tacere simulandone il suicidio o la morte accidentale... e via dicendo. Eppure non si può dire che i mass media si facciano carico di allestire epiche campagne di sensibilizzazione al riguardo. Tutto ciò significa forse che i mass media sono simpaticamente sbadati? Evidentemente no. E' solo che i loro padroni non nutrono interesse nel sensibilizzare la opinione pubblica in merito a quelle altre casistiche.

Contestualizzazione. 

Nel caso specifico che genere di interesse particolare potrebbe perseguire una tale enorme campagna mediatica contro la violenza sulle donne? Personalmente una idea me la sono fatta. Da oltre mezzo secolo - infatti - i burattinai sono impegnati a innalzare un muro di incomunicabilità tra i generi sessuali, tramite una lunga ed articolata campagna culturale finalizzata alla omogeneizzazione dei ruoli sociali e culturali dei sessi, condizione del tutto inedita che ha finito per generare una gran confusione, competizione e divisione.

Il bug dei bug.

Di questi tempi è grottesco assistere ad eventi mondani in cui i maschietti sono tornati a esibirsi nel baciamano ottocentesco, mentre le femminucce la buttano sul materialismo spinto. Situazioni che esprimono un trend molto ben riconoscibile. Per secoli il genere umano è vissuto appoggiandosi su determinati equilibri. Poi, in una manciata di decenni, ed in particolare dal momento in cui i modelli diffusi dai mass media colonizzarono l'immaginario collettivo, in occidente tali equilibri andarono incrinandosi fino a saltare del tutto. Le ragioni furono apparentemente diverse, ma a ben vedere discesero sempre da 'urgenti esigenze di cambiamento' sollevate dalla comunicazione di massa all'interno di specifiche tipologie umane. 

E' il caso del genere femminile, strumentalizzato in funzione del sabotaggio di quegli equilibri quando si lasciò persuadere che il suo ruolo millenario nella famiglia e nella società fosse qualcosa di degradante e limitante. Non esiste altra realtà al di fuori di quella sistemica. Se non ti misuri nell'arena sei una nullità, fu il messaggio, al quale prontamente seguì la coniazione del termine: casalinga. Così come da millenni i maschi abboccano al retaggio culturale che li induce a considerare le donne cometrofei ed oggetti da collezione (v. correlati), alla donna fu inculcata la convinzione che per realizzarsi avesse dovuto ridisegnare il proprio ruolo sociale, ridimensionando gli aspetti genitoriali e muliebri per misurarsi in ambiti che per secoli furono prerogativa della sua controparte maschile. Per una questione di uguaglianza, ovviamente. Non è vero che tutto ciò che è uguale, uniforme, omogeneo è automaticamente giusto? Se lo dice la tele deve essere vero.

Piccolo inciso: una cosa è la sacrosanta parità dei diritti in qualità di esseri umani e cittadini aventi pari dignità, altra cosa è la equiparazione dei ruoli culturali e sociali. E' anche su tale equivoco che quei furbacchioni dei burattinai hanno saputo fare leva per scardinare il rapporto tra i sessi, passo essenziale dell'iter verso la soppressione della società familiare e dei legami di sangue (v. correlati).

L'abdicazione della matriarca.

Non ho idea se i ruoli consolidatisi attraverso secoli di tradizione (uomini in prima linea, donne nelle retrovie) discendessero a loro volta da campagne di persuasione religiosa o fossero espressione della 'prepotenza' maschile. Né in questa sede mi interessa discutere la loro giustezza ed efficacia, per quanto a mio modesto parere dal punto di vista biologico erano i più 'razionali' e da quello pratico dovrebbe far fede la difficoltà di adattamento delle donne nei ruoli usualmente maschili, e viceversa. Mi preme invece notare come il ruolo ricoperto dalle donne costituiva una condicio sine qua non per il buon funzionamento della intera macchina sociale. E' solo alla luce dei valori inculcati con la cultura della competizione e dell'egocentrismo, che di quel ruolo oggi vengono evidenziati solo gli aspetti costrittivi. Perché quel ruolo lo era, costrittivo, ma era anche molto altro e molto di più. Ciò che sfugge è che in un mondo normale, è logico che le posizioni di elevata responsabilità siano allo stesso tempo costrittive. Fu dal profondo rispetto nutrito dai maschi verso il ruolo femminile nella società familiare (matriarcale per definizione), che scaturirono i modi cosiddetti 'cavallereschi'. Perché le donne oltre che creatrici di vita, erano custodi di coscienze e supreme reggenti delle società familiari, ampie aggregazioni fondate sul legame di sangue, dette anche casati o clan. Le famiglie in definitiva erano come stati nello stato; un firmamento di microcosmi non contaminati dal sistema; tante piccole navi Nabucodonosor, per chi ha dimestichezza con l'immaginario del film Matrix.Gli atteggiamenti cosiddetti 'galanti' in origine non assolvevano scopi seduttivi, ma esprimevano rispetto e ammirazione nei confronti del genere femminile nella sua interezza. In un secondo momento, con l'aiuto dei mass media si è perso il senso, e il tutto è stato ridotto al dongiovannismo.

Inoltre la famiglia tradizionale matriarcale, era il solo 'schema' sperimentato mediante cui donne e uomini 'comuni' potevano mettersi 'in squadra' e sfruttare le rispettive attitudini naturali per tutelarsi reciprocamente dalle trappole sistemiche; compensarsi a vicenda ed in questa veste mettere al mondo ed educare dei figli che una volta cresciuti non fregassero la collettività in cambio di un tornaconto personale. Nuove leve che fossero impermeabili alle squallide lusinghe del Potere. Nel mondo reale, infatti, il Potere esiste, è squallido e ghiotto di coscienze. Il mondo reale non è rosa come un episodio di Desperate Housewifes o Sex and the City.

La posizione della donna era tutt'altro che marginale. Era un ruolo meno 'visibile', ma cruciale. In una intervista pubblicata qualche mese fa su Anticorpi, Martin Pretchel - sciamano maya - narra dei rapporti vigenti nella propria comunità rurale venezuelana, e gli sono sufficienti poche parole per rendere il senso di una società matriarcale:
I cittadini si riuniscono almeno una volta l'anno per lavorare sulle capanne da rinnovare. In quelle occasioni, i bambini piccoli corrono in giro ostacolando il lavoro della gente. Le giovani donne portano l'acqua. I giovani uomini portato le pietre. Gli uomini più anziani impartiscono disposizioni su cosa fare, e le donne più anziane fanno notare agli uomini anziani dove stanno sbagliando. I maschi agiscono, le femmine assistono e supervisionano. La sinergia produce il risultato.

Ciò detto, chi occupa da secoli il vertice di qualcosa che tende a funzionare, non dovrebbe lasciare sguarnita la propria posizione senza prima soffermarsi a riflettere sulle conseguenze che ciò comporterà sulla intera baracca. Ma nel secolo scorso la ingegneria sociale come sempre prevalse, e le donne si lasciarono convincere di meritare 'qualcosa di più'; sto parlando del frutto proibito di cui per secoli si erano cibati solo i maschi, ossia il denaro, che il sistema ci ha costretti ad associare alla idea di libertà. Discorso maschilista? Misogino? Non credo. So che in epoche e contesti diversi entrambe i sessi hanno concorso alla realizzazione della situazione di degrado e scacco politico in cui annaspa l'odierna società occidentale. (v. correlati). Ci siamo fidati troppo, di troppe persone sbagliate. Ci siamo spinti troppo oltre e abbiamo lasciato scoperte le retrovie. Pessima mossa.

Sinergia.

Avete presente l'espressione 'la mia metà', quando ci si riferisce al rispettivo partner? O il proverbio secondo cui dietro qualsiasi grande uomo vi sia sempre una grande donna? Ebbene, quelli che suonano come luoghi comuni, in realtà esprimono una verità. Il film sul regista Alfred Hitchcock, uscito in questi giorni nelle sale, è il più fresco tributo a questa verità, ma esistono decine di altri esempi illustri. In assenza di una controparte femminile avulsa dal sistema, estranea alle logiche sistemiche, e che lo ami e lo educhi come madre e poi lo ispiri ed affianchi come compagna, nessun uomo sarà mai in grado di sviluppare quel grado di completezza intellettuale e spirituale, autonomia e autostima che lo rendano capace di ascoltare la coscienza, dunque di agire per migliorare il mondo. Con ciò intendo dire che soltanto i maschi possiederebbero i numeri per rendersi utili alla causa? Niente affatto: sto dicendo che la natura ha organizzato le cose in modo tale che ad ognuno spetti un compito ai fini dello equilibrio generale; dico che se separati, in competizione o in conflitto, tanto gli uomini quanto le donne finiscono per sposare le logiche sistemiche e diventarenocivi per il bene comune. Altra cosa ben nota a chi detiene il potere.



Vogliamo davvero dare retta a chi afferma che la storica preponderanza di eccellenze maschili in ogni campo dipenda da una inferiorità delle donne rispetto agli uomini, o che il sesso femminile sia stato boicottato da un complotto maschilista? La verità è che l'unica cosa oscurata è il concetto di sinergia tra i sessi; connotati complementari che integrandosi generano un'alchimia benigna per l'intera collettività. Ben pochi dei grandi uomini che contribuirono ad elevare la condizione umana sarebbe stato tale senza l'apporto culturale e spirituale, l'amore ed il supporto di una madre prima ed una compagna poi. Insomma, un tempo il maschio si prendeva gli onori, ma la realtà dei fatti, ben nota a chiunque avesse un briciolo di sale in zucca, era che il 'grande uomo' sotto i riflettori era solo la punta di un iceberg. Che le cause della grandezza di quel tale uomo fossero da ricercare oltre la sua persona, in quell'impianto umano che lo aveva formato e poi guidato e sostenuto fino al traguardo. Quell'impianto era la famiglia, 'regno' governato non da un uomo ma da una donna, la mater familias. Oggi invece non ci sono onori da tributare perché i massimi esponenti di ogni ambito occidentale sono mezze figure cresciute senza il supporto di una guida credibile che fungesse da filtro per le balle con cui sono stati bersagliati fin dall'infanzia.

La cultura dominante oggi narra che prima del movimento di emancipazione le donne fossero molto infelici, violentate e schiavizzate dai compagni e mariti. Ma è possibile che ci abbiano messo migliaia di anni a reagire a questo stato di cose? Non è forse più razionale ritenere che un tempo il fenomeno delle vessazioni sulle donne fosse molto più contenuto, in quanto il genere maschile era molto più equilibrato? E perché il genere maschile era più equilibrato? Forse perché non era stato cresciuto a pane e sistema.

Causa ed effetto.

Purtroppo gli episodi di violenza che sempre più spesso vedono coinvolte le donne, hanno origini lontane, e - detto senza intenti polemici - rappresentano una delle più eclatanti dimostrazioni della legge di causa ed effetto, altrimenti detta karma. Non ho mai udito una donna anziana 'normale' - cioè non appartenente ai surrogati di esseri umani che hanno soffocato le loro coscienze in cambio di soldi e potere - lamentarsi della condizione femminile negli anni '30. Però mi è successo più di una volta di udire donne anziane 'normali' lamentarsi della condizione delle donne odierne. E' un caso che chi ha esperienza si esprima in questi termini? E' per via della sua mentalità arretrata? Già. Ma chi ci dice che la nostra sedicente mentalità evoluta sia frutto di uno spontaneo processo evolutivo, e non di una serie di campagne culturali e mediatiche allestite da chi ha poco a cuore il nostro interesse e molto l'esigenza di manovrarci per marcarci sempre più stretti? Ricordiamo che ciò che definiamo 'mentalità arretrata', per il solo fatto di non essersi sviluppata sotto il martellamento mediatico, è da ritenersi ragionevolmente più affidabile di una mentalità 'formatasi' in mezzo ad ogni sorta di campagna di ingegneria sociale e culturale.


Oggi il mondo è sempre più popolato da adulti immaturi, puri concentrati di ego e false convinzioni, che sono stati bambini cresciuti da genitori poco presenti. Bambini che - mentre i genitori sono impegnati a rincorrere le loro illusioni o a struggersi per le loro 'inadeguatezze' - si formano assorbendo il puro concentrato di escrementi culturali prodotto ogni giorno dai mass media. Questi ultimi alimentano la pretesa di una esistenza da cui si possa trarre un romanzo d'appendice, e la depressione, il cinismo, il disprezzo diventano i mesti punti d'arrivo il giorno in cui si prende atto che quel modello filmico per noi (e chiunque altro, se è per questo) non si avvererà. Ed ecco che sempre più spesso l'assenza di una sana struttura morale trasforma la frustrazione in violenza, ogni tipo di violenza, non esclusa quella su se stessi.


Chi usa violenza su una donna è anch'esso figlio di una donna. Fintanto che simili episodi erano sporadici, ci si poteva illudere che il fenomeno fosse ascrivibile alla patologia psichica di un singolo individuo. Ma oggi il problema è troppo ampio per non imputarlo ad un profondo scompenso antropologico. In qualsiasi modo la si metta, a me sembra che sia andato sviluppandosi di pari passo alla presa in consegna delle menti giovani da parte della comunicazione di massa, avvenuta in gran parte per via della assenza del supporto di una famiglia degna di questo nome.

La collettività ha bisogno che la famiglia torni ad essere ciò che fu. Perché laddove la famiglia non fortifica, il sistema corrompe. Nel mondo moderno la sana ignoranza è bandita. La scarsa attenzione dedicata ai giovani nelle famiglie odierne - unita alla caduta in desuetudine dei precetti religiosi (che per quanto male se ne possa dire, avevano un senso in questo mondo) - si rispecchia nella brutalità denotata da molta umanità odierna.

Fintanto che uomini e donne occidentali proseguiranno a sguazzare entrambi nelle logiche sistemiche, a non collaborare seriamente, prioritariamente nella formazione dei giovani, a sottrarre energie ai rapporti umani e alla esistenza reale per sacrificarli sull'altare del sistema, la società non tornerà a produrre generazioni capaci di fare realmente gli interessi della collettività. E dato che al momento le possibilità che ciò accada sono quasi nulle ... fate vobis.

Concludendo.

La 'violenza sulle donne' credo sia solo una chiave di lettura, limitata, capziosa, di un male sociale di più ampia portata. E' ciò su cui i fidi mass media sono stati incaricati di puntare i riflettori con lo scopo di portare avanti l'edificazione della incomunicabilità tra i sessi. Ma la violenza può scatenarsi anche all'interno di coppie gay (link). Può essere perpetrata da una donna nei confronti del proprio uomo (link) o del proprio bambino. Per non parlare di quella tra maschi adulti. Questo perché il problema non è il sessismo; la vera ragione di tale esplosione di ottusità va ricercata altrove, e più precisamente in una cultura dominante votata a inoculare i virus dell'egoismo, della intolleranza, del disprezzo e della superficialità in ogni relazione umana, compresa quella tra i sessi, e perfino quella che dovremmo intrattenere con ... i nostri stessi avi.


Coi loro metodi striscianti ci sussurrano che i nostri antenati, dato che non avevano la televisione, internet e le automobili, fossero dei grezzi senza cervello. Che le loro tradizioni fossero solo il frutto di vacue superstizioni. Ci ripetono che il cambiamento sia per definizione una cosa positiva, e che qualsiasi cosa sia modificabile, debba essere modificata. Ma siamo sicuri che sia lecito modificare i geni, oppure il clima, o gli stati d'animo? Demolire usi e consuetudini dettati dalla natura, consolidati da secoli di esperienza e poi tramandati dai nostri antenati? I tiranti sono prossimi alla massima trazione; non udite lo scricchiolio? Non è più così lontano il giorno in cui in nome del cosiddetto 'progresso', saremo sbalzati al punto di partenza, con buona pace dei burattinai e del loro idealismo spacciato per illuminazione.

Questo post è dedicato a Cinzia e Francesco. Forza ragazzi, insieme ne uscirete.

martedì 8 gennaio 2013

da "GLI UOMINI DEVONO FARLA SEDUTI" alla TASSA SUL PENE, ovvero il tramonto del delirio FEMMINISTA

Lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 4 Maggio 2001:

Svezia, toilette discriminanti 


Gentile Severgnini, mi capita molto spesso, dal mio punto di osservazione privilegiato di "esiliato", di sentire esaltare, talora con toni quasi estasiati, la capacità dei paesi nordici di sovvertire il costume con riforme ardite, che, contrariamente a quanto avverrebbe nel nostro disgraziato paese, sarebbero accolte con entusiasmo e disciplina dalle popolazioni a cui sono rivolte. 
Un esempio recente. Gruppi femministi dell'Università di Stoccolma hanno stabilito che sarebbe opportuno rimuovere dalle toilettes dell'Università tutti gli urinatoi "per uomini" in quanto intrinsecamente discriminatori. Compiere ...gli atti per i quali tali apparati sono concepiti da una "posizione eretta" costituirebbe un'espressione di arroganza intollerabile da parte del sesso maschile.

In termini più banali, il fatto che un sesso possa fare pipì in un modo diverso da un altro costituisce una violazione dell'eguaglianza tra gli esseri umani, un obbrobrio che, puritanamente, bisogna cercare di rendere invisibile, ad esempio tramite interventi architettonici (già da ora i bagni dell'università di Stoccolma hanno tutti le dimensioni di un salotto per renderli agibili agli handicappati, peraltro rarissimi).

Dopo aver commentato con un certo sgomento questa notizia con un collega svedese, ho appreso che, con gli stessi argomenti, negli asili viene insegnato ai maschietti a fare pipì seduti. Sarebbe (a detta degli esperti) "più igienico", dunque più rispettoso, nei confronti delle femminuccie. 

Metto i piedi nel piatto e chiedo (retoricamente): tra questo tipo di interventi (come quello che consiste ad imporre ai bambini dell'asilo di trastullarsi con bamboli e giocattoli "rosa", per renderli meno 'macho'), e la legge svedese sulla parità, che stabilisce che, per non so quale esigenza metafisica, assicurare che al Parlamento, come in ogni assemblea eletta, i due sessi siano rappresentati nella stessa misura, sarebbe una necessità vitale per la democrazia, vi è una differenza di merito, o solo di misura?

 
-Piero Colla, pcolla@europarl.eu.int


La richiesta [1] di rimuovere gli urinali dalle toilette degli uomini è stata avanzata non solo dalle femministe svedesi ma anche dalle loro "sorelle" americane e australiane. E simili richieste si sono avute anche in Germania, dove è stato commercializzato un congegno chiamato "WC Ghost", che si installa nella tavoletta del gabinetto ed emette degli "allarmi vocali" ogni qual volta qualcuno alza la tavoletta per cercare di urinare in piedi. Questi "allarmi vocali" sono sotto forma di rimprovero (come si fa con ibambini, i maschietti...).

Nella versione tedesca uno dei rimproveri è il seguente: "Hey, urinare in piedi non è permesso qui, e verrà adeguatamente punito, quindi se non vuoi guai è meglio che ti sieda...". In Germania son stati venduti oltre 2 milioni di WC Ghost nel 2004, e la compagnia che li produce, la Patentwert, ha esportato tale "gadget" anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Il giornalista Jasper Gerard, del Guardian, ha riferito che le femministe svedesi hanno chiesto la rimozione degli urinali dai bagni degli uomini perchè "un uomo che urina in piedi viene considerato cometrionfante nella propria maschilità, e quindi, per estensione, degradante per le donne". 
Infatti, a quanto pare (a quanto dicono le femministe), un uomo fiero della propria maschilità è "degradante per le donne". Per usare le stesse parole di una donna:
"Ho raggiunto un punto in cui non sono più spaventata o irritata da quegli uomini che sono fieri della loro maschilità" --Trille Nielsen

Quindi c'è stato un periodo (durato 30 o 40 anni) in cui la Nielsen era irritata e spaventata dagli uomini fieri della loro maschilità. Il perchè di questa attitudine mentale resta un mistero (anche se Sigmund Freud probabilmente svelò buona parte di quel mistero). Resta il fatto che le femministe sono "irritate" dalla maschilità e dalla virilità quando un uomo non solo non rigetta queste sue caratteristiche peculiari, ma addirittura le abbraccia con fierezza. 


E' esattamente per questo motivo che negli USA hanno tanto successo le magliettine della David&Goliath, dove si dice che i "bambini maschi sono stupidi". Identico discorso vale per l'imponente massa di telefilm e spot televisivi dove gli uomini vengono rappresentati come degli esseri inetti e stupidi, dei bamboccioni scemi in cui non s'intravede il benché minimo segno di una maschilità fiera o di una virilità sana ed orgogliosa. Al contrario ai maschi di oggi è stato insegnato di prendersi in giro oltre misura ed a comportarsi come delle parodie di sè stessi. Maschietti plastificati che sono per prima cosa falsi con sé stessi, e poi falsi con le altre persone (donne in primis). 

Non sorprende quindi che uomini occidentali (come sono gli Svedesi) subiscano senza reagire umiliazioni come quella di urinare da seduti perchè altrimenti "offenderebbero le donne".

Il motivo di simili assurdità è che secondo le argute femministe un uomo che urina in "posizione eretta" sta in realtà facendo sfoggio di una virilità "maschilista-misogina-patriarcale" che offenderebbe "le donne". Quindi, dato che in Occidente vige la "parità" tra uomo e donna, ciò che non può fare una femmina (cioè urinare in piedi) non può farlo nemmeno un maschio, perché ogni manifestazione di diversità esistente tra maschi e femmine deve subito venir coperta per far si che nelle menti del popolino credulone non s'insinui l'idea che forse, in fondo in fondo, maschi e femmine sono irrimediabilmente diversi. Una volta insinuata questa idea nel popolino, allora forse altre storture femministe come le Quote Rosa, o la Discriminazione Favorevole, non verrebbero più accettate di buon grado come invece avviene adesso. Così come non verrebbe più accettato di buon grado il fatto che le femmine per entrare nell'esercito debbano affrontare prove fisiche a standard ribassato (inferiori rispetto a quelle che devono affrontare i maschi).

Sulla questione delle femministe svedesi, e le loro assurde richieste, scrisse un articolo anche il professore Walter E. Williams, della George Mason University. Vale la pena leggere alcuni significativi estratti dell'articolo:
"Molto onestamente, il comportamento di certe donne è sfuggito di mano ed è diventato incontrollabile, e questo perchè noi uomini siamo diventati dei codardi e delle mammolette. Più noi uomini siamo disposti a subire questi doppi-standard, queste ridicole richieste e queste assurdità totali, e più queste donne continueranno ad avanzare assurde pretese."

"Al Today Show [ndr. un programma televisivo] dello scorso Novembre, Katie Couric ha per un istante deviato dalla sua usuale vivacità ed ha chiesto ad una sposina abbandonata, riferendosi all'uomo che l'aveva lasciata, 'Hai mai preso in considerazione di castrarlo ?'. Non c'è stata nessuna bufera di proteste, e la vivace Katie continua a rimanere nel libro paga della NBC.[2] Fred Hayward, un attivista per i diritti degli uomini, ha dichiarato'Immaginate quale sarebbe stata la reazione se Matt Lauer [ndr. un presentatore televisivo americano] avesse chiesto ad uno sposo abbandonato la seguente domanda, 'Hai mai preso in considerazione di mutilarle l'utero ?'. Matt Lauer sarebbe stato licenziato in tronco."

"...Fino a poco tempo fa la compagnia 3M commercializzava dei blocchetti post-it con stampata la frase: 'Gli uomini hanno solo due colpe: tutto quello che dicono e tutto quello che fanno'. Hallmark si spinse pure oltre commercializzando delle cartoline d'auguri con scritto 'Gli uomini sono feccia... Scusatemi. Per un secondo mi son sentita generosa'. Poi c'è la cartolina della American Greeting Cards, che dice: 'Gli uomini si stanno sempre lamentando perchè li soffochiamo,' e all'interno si legge,'Personalmente, penso che se ancora li senti lamentarsi, significa che non stai premendo il cuscino abbastanza forte'. Cosa sarebbe successo se una compagnia avesse lanciato una campagna pubblicitaria dove si scherza sull'omicidio delle donne ?".

"Persino i bambini maschi non vengono risparmiati dall'aggressione femminista. In una scuola elementare di Boston nessuno protestò quando le bambine indossavano magliette con scritto "Le Bambine Comandano" o quando molestavano i bambini con un canto che fa "I bambini maschi vanno a Giove e diventano più stupidi; le bambine vanno al college e diventano più erudite" [ndr. in inglese: Boys go to Jupiter to get more Stupider - Girls go to college to get more knowledge]. Ma quando un bambino maschio indossò una maglietta con su scritto "Boys Are Good" [ndr. "i bambini maschi sono bravi"] , ci furono delle proteste. Una delle insegnanti che protestava indossò una spilla con su scritto, "Così tanti uomini, così poca intelligenza".
"Le donne possono dire qualsiasi cosa di degradante, umiliante e cattiva agli uomini e la passano liscia, invece gli uomini finiscono nei guai anche quando fanno il più innocente dei complimenti. Questo è successo a Seth Shaw, un consulente di una scuola elementare di Forth Worth, nel Texas. Seth disse "Ciao, bellezza" ad una nuova impiegata, e fu accusato di molestie sessuali e venne sospeso per 20 giorni senza paga."[3] 
Il professor Walter E. Williams concluse il suo articolo con la seguente frase: 
"Non so cosa ne pensiate voi, ma se io non dico alle donne che devono urinare in piedi, loro non devono permettersi di dire a me di urinare da seduto."
Nel frattempo, sempre in Svezia, Gudrun Schyman (una delle femministe fondatrici del partito Feminist Initiative) ha proposto una "tassa sul pene"(http://www.womanjournal.it/2011/02/13/la-svezia-femminista-che-scricchiola ), ovvero una tassa speciale aggiuntiva che solo i maschi dovrebbero pagare. 
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Nota di Prometeo:
La tassa sul pene è parte integrante di un disegno di legge più ampio,suddiviso in 10 punti e proposto al parlamento Svedese (parlamento composto per il 50% da donne, nel paese considerato il più femminista al mondo) dal partito Ultra-Femminista Feministiskt Initiativ, guidato da Gudrun Schyman. I dieci punti proposti sono i seguenti:

1) Tassare alla nascita tutti i bambini maschi. “Tassarli i quanto maschi perché siccome gli uomini a parità di incarico guadagnano il 25% in più delle donne è giusto che rifondano la somma che usurperanno fin dal momento in cui vengono la mondo”; 2) “Risarcire (le donne) del 25% di salario sottratto e ristabilire immediatamente la norma: “equal pay for equal work”;
3) “Eliminare i nomi sessuati, dare ai bambini nomi neutri in modo che possano decidere loro, da grandi, se si sentono maschi o femmine”;
4) “Obbligare gli uomini a stare a casa otto dei sedici mesi concessi dallo Stato per la maternità/paternità”;
5) “Abolire il matrimonio e sostituirlo con un “codice di convivenza civile” che non faccia riferimento al genere e al numero delle persone coinvolte”. Un momento di perplessità solo per la poligamia;
6) “Limitare la presenza degli uomini nei gruppi direttivi al 25%;
7) “Stabilire per legge che nessuna donna deve percorrere più di 15 minuti di strada a piedi per raggiungere un servizio essenziale”;
8) “La donna, anche nell’ambito domestico, non deve fornire un silenzio assenso all’atto sessuale ma deve esplicitamente richiederlo”;
9) “Aprire un’inchiesta sul perché le ambulanze arrivino più tardi quando a patire un infarto è una donna” (forse perché molto più rari nelle donne, ma non si sa);
10) “Abolire la monarchia”. 
E le femministe americane già parlano e teorizzano leggi sullo "stupro emotivo", sullo "stupro visivo" e altre assurdità simili.

Il tutto senza che gli uomini (o forse sarebbe meglio dire "i maschietti") proferiscano una sola parola di disappunto.
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Note
[1] Richiesta immediatamente accolta, gli urinali son stati rimossi dai bagni maschili dell'Università di Stoccolma e da altre scuole e istituti.
[2] Qualche mese fa fece il giro del mondo la notizia di un'altra giornalista americana, Kyra Phillips, che per un errore tecnico venne mandata in onda, a sua insaputa, durante un discorso di G.W.Bush alla nazione. La Phillips stava discutendo con la sua collega, e disse che "all men are assholes" (Traduzione: "tutti gli uomini sono dei coglioni"). In seguito la CNN, la Phillips e tutti i responsabili si scusarono per il "piccolo" incidente tecnico. Nessuna scusa però venne dalla Phillips riguardo le sue parole sessiste e offensive nei confronti degli uomini. Cosa sarebbe accaduto se un giornalista maschio, mandato in onda a sua insaputa, avesse detto "tutte le donne sono delle stronze" ? Sarebbe stato licenziato immediatamente.
[3] In quel "meraviglioso" [...] paese che sono gli Stati Uniti d'America il concetto di "molestie sessuali" è stato allargato a tal punto che adesso anche un'occhiata non desiderata da parte di un uomo ad una donna può costituire la base per un'accusa di molestie sessuali. D'altronde, in un paese dove le poliziotte più avvenenti si travestono da prostitute per cercare di adescare clienti maschi e poi arrestarli, c'è da aspettarsi questo ed altro.

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Vi lascio con un paio di video,corti ma esplicativi:

Perle di saggezza direttamente dal programma "DONNE" di rai2

Erin Pizzey, fondatrice dei centri anti-violenza, intervistata da Sky News. Erin dovette fuggire quando le femministe la minacciarono e le ammazzarono il cane per impadronirsi dei centri-antiviolenza ed usarli come strumento di odio e di calunnie contro gli uomini e per privare i bambini dei loro papà.

Quando Sgarbi si arrabbia parla in modo forte ma dice cose giuste. La calunnia di genere delle femministe è pericolosa e va combattuta. Proteggiamo i bambini istituendo il reato di associazione a delinquere di stampo femminista. ----- 16 maggio 2010 - Violenza sulle donne... 5 milioni di donne violentate.... dato allarmistico e fasullo. Si vuole creare un allarme sociale. - Barbara D'Urso, la Santanchè, i centri antiviolenza donne,stanno creando un falso allarme sociale molto pericoloso.- La violenza è anche una responabilità di programmi televisivi che invece di informare, fanno "formazione"



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mercoledì 19 agosto 2009

POLITICA E SOCIETA' - Il Burkini.Ovvero,ordinario razzismo da piscina


Riporto un articolo apparso qualche giorno fa sul sito de IL GAZZETTINO.IT:

VERONA (18 agosto) - L'hanno battezzato "burkini", ma il costume da bagno indossato da una donna musulmana in una piscina di Verona non ha molto della sensualità del "due pezzi". È una tuta-abito composta infatti da pantalone fino alla caviglia, tunica lunga e cappuccio a coprire testa collo e spalle.

La scena ha sollevato curiosità, perplessità e anche qualche protesta tanto da spingere il direttore dell'impianto a chiedere alla donna la composizione del tessuto del burkini per verificare se fosse a norma per poter essere usato in una piscina pubblica. «Certo, anche Federica Pellegrini si tuffa in vasca fasciata e pure gli istruttori di subacquea sono completamente avvolti dalla tuta - spiega Christian Panzarini, il responsabile dell'impianto - ma in questo caso alcune mamme si sono lamentate perché i loro bambini si erano impauriti».

La giovane musulmana non è stata allontanata ma il direttore le ha chiesto di fargli conoscere, anche via mail, le specifiche dell'etichetta: un gesto che a Parigi invece non hanno rivolto a una musulmana di 35 anni, che è stata fatta uscire dalla piscina.

questo è invece l'articolo apparso Oggi su REPUBBLICA TORINO.IT(19 agosto 2009):

Burkini vietato nelle piscine e lungo i fiumi e i torrenti di Varallo Sesia (Vercelli). Lo stabilisce un'ordinanza del sindaco Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega Nord. Chi contravverrà al divieto di indossare il costume intero unito a un copricapo pagherà una multa di 500 euro. "La vista di una 'donna mascherata' - spiega Buonanno - potrebbe cerare turbamento, soprattutto tra i più piccoli, senza parlare poi di eventuali problemi igienici". "Non ci inchiniamo rispettosi verso usanze e atteggiamenti che non sono proprie della nostra civiltà - aggiunge il sindaco di Varallo - non dobbiamo per forza essere sempre tolleranti! Proviamo a immaginare il bagno di una donna occidentale in bikini in un paese musulmano: la conseguenza potrebbe essere la decapitazione, il carcere, l'espulsione. Noi ci limitiamo a vietarne l'uso e se questa decisione creerà qualche malumore, potranno scegliere di immergersi con il burkini nella loro vasca da bagno".
Che dire?
Che proprio quando penso che il popolo italiano abbia oramai superato tutti i limiti della decenza arriva sempre qualcuno a farmi ricredere e a sorprendermi.
Delle Donne che si lamentano perchè un'altra Donna(con al seguito i figli tral'altro) non sente nessuna necessità di mostrare agli altri clienti il proprio corpo.
Ognuno con il proprio corpo può fare quello che vuole,sia chiaro, ma la logica vuole che sia la nudità (al massimo)a creare imbarazzo negli altri, non l'essere vestiti.
Ma oramai siamo al paradosso: le persone si lamentano perchè ritengono offensivo il fatto che una donna non mostri tette e culo quando va a farsi il bagno in piscina...Se fossero stati dei MASCHI a lamentarsi la cosa mi avrebbe fatto addirittura ridere.L'uomo occidentale è talmente abituato a considerare la donna prima di tutto come oggetto fisico in relazione a se stesso, che la questione avrebbe preso un aspetto tra il comico ed il ridicolo(un po' come i film degli anni '70 con Lino Banfi o Massimo Boldi); ma il fatto che siano delle FEMMINE a lamentarsi,le stesse femmine che sono l'oggetto accessorio al maschio nella società occidentale, le stesse femmine che rivendicano una parità cieca tra i sessi senza rendersi conto di aver barattato il loro essere donna per un paio di capricci in più, le stesse FEMMINE che pretendono di essere chiamate DONNE,beh...quando sono queste femmine a lamentarsi la cosa prende una piega molto più che raccapricciante...a tratti schifosa.
E' come quando negli anni '30 i negri d'America più colti,quelli che abitavano in casa con i bianchi,quelli che il grande Malcolm X chiamava NEGRI DA SALOTTO erano i primi a fare la spia se gli altri schiavi volevano ribellarsi o tentavano di scappare.
E poi delle mamme che non riescono neanche a mettere a tacere le cazzate che i loro figli,sangue del loro sangue,ignoranza della loro ignoranza, sparano in continuazione.Che mamme sono?Che madre è una madre che non riesce a spiegare al proprio figlio che esistono modi diversi di vivere ed al mondo esiste una quantità variegata di gente e culture. E se fosse entrato un nero in piscina e un bambino avesse avuto paura(non storcete il naso,vi assicuro che succede molto più spesso di quanto la brava gente pensi)??La mamma lo avrebbe assecondato?
Cosa vuol dire secondo voi essere MADRE??
Per me essere MADRE non può prescindere dall'essere DONNA, ed io ad una madre che non riesce a spiegare le basi della convivenza al proprio figlio,o che peggio asseconda ogni suo capriccio(razzista) leverei il bambino dalle mani.
Che uomo o donna diventerà mai quel bambino una volta cresciuto??

E poi quell'idiota ipocrita di quel Christian Panzarin,il proprietario della piscina, che ha addirittura la faccia da culo tipica del Padano Leghista di presentarsi dalla Sig.ra mussulmana e chiedere di vedere l'etichetta...come se il problema fosse quello del materiale di cui è fatto il costume.
Questo è il tipico comportamento italiano,ed in particolare Padano, uando non ci si può aggrappare alla legge o al buon senso si scieglie di aggrapparsi ai cavilli burocratici per raggiungere i propri scopi.
Il rispetto delle regole convenienti: ecco il tipico atteggiamento che nell'italiano medio sta emergendo negli ultimi anni.

E che dire dell'articolo di oggi su Repubblica Torinese??
Il sindaco Tosi pensi a multare gli Italiani e la gente che insozza le spiagge,i laghi e i fiumi con i mozziconi di sigarette,buste e resti di barbeques, invece di rompere i coglioni per una donna che non vuole farsi il bagno nuda.
Nelle spiaggie e nei mari del litorale romano si trovano addirittura preservativi e vibratori.

Gli ultimi appunti:
- Il nome BURKINI è un incrocio tra la parola Burka e la parola Bikini e dato che i costumi islamici non sono nessuna delle due cose è chiaro che questa è un'altra parola offensiva inventata dai leghisti per rendere ridicole le usanze del popolo mussulmano.Potete vedere su questo sito altri modelli di SwimWears molto carini: Muslim Swimwear.

- Vietare alle donne Musulmane di indossare il loro vestito in spiaggia vuol dire vietare loro di fare il bagno ed allontanarle a priori dalle spiagge che qui in occidente rappresentano un grande agglomerato di integrazione culturale.

Big S!!

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