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martedì 24 marzo 2015

Donne dududu: Anoressia intellettuale





di Uriel Fanelli

Questo post inizia, si , con un bel bagno di cazzi miei. In questi giorni sto ricevendo una proposta di lavoro che come sede di lavoro ha "home office", e quindi e' balenata l'idea di tornare in Italia lavorando per una telco neozelandese.(1) Di per se' la cosa e' interessante, cosi' e' partita una riflessione profonda sul se e sul perche' rimanere o tornare. E la risposta e' che rimarrei comunque: per mia figlia, per Lady Uriel, perche' la condizione della donna in Italia e' troppo miserabile intellettualmente per poterci vivere. E no, Berlusconi non c'entra.
Indirettamente , si tratta del motivo per cui sono venuto via: un lavoro, e anche bello, ce l'avevo gia', ma il problema non sta sempre nella panza. Ci sono cose che non puoi tollerare per tua figlia, e per certi versi anche per tua moglie.
Il primo punto e' che su questo punto l'Italia e' cosi' indietro che anche quelli che sono "avanti" appaiono obsoleti. Cioe', se tu hai un ritardo medio di 40 anni, ed i progressisti del tuo paese sono comunque piu' avanti degli altri di 20, nel migliore dei casi sei ancora piu' indietro di 20. Certo, meglio -20 che -40, ma pur sempre un bel segno meno.

Cosi', ogni dibattito sulla condizione femminile in Italia si ferma ad uno stadio obsoleto in cui si discute se lavorino , e non se siano libere di lavorare o meno. Si dice che con Berlusconi sono troppo nude, senza discutere se una sia libera di essere come gli pare (nuda o meno) o no. Si dice che il corpo delle donne sia usato male sulla stampa, senza chiedersi se una donna sia libera o meno di apparire nuda su un giornale o no. Tutto quello che ci si chiede e' se sia meglio un obbligo od un divieto.
Ma questa discussione stessa e' obsoleta, perche' nel momento in cui qualcuno si riunisce a decidere come debbano e come non debbano essere le donne, domanda alla quale la risposta moderna (l'unica possibile) e' "un pochino come cazzo piace a loro" , siamo ancora nella condizione in cui qualcuno dice alle donne come dovrebbero essere.


Il che da solo testimonia che qualcuno si sente ancora nel diritto di decidere cosa sia giusto e cosa no per una donna.
Se qualcuno pretende di decidere se le donne debbano o meno seguire il modello berlusconiano, il problema non e' il modello berlusconiano, e' che qualcuno pretende di decidere se le donne debbano seguirlo o meno. E si sente nel diritto di farlo.
Il semplice fatto che esista una discussione di pochi su come dovrebbero essere tante donne mostra come ci sia ancora una sorta di patria potesta', ovvero come qualcuno si ritenga ancora nel diritto di dibattere sulla vita altrui. Se una donna , o tutte le donne, decidono domani da adulte di diventare uno stereotipo berlusconiano, il problema non sta nello stereotipo berlusconiano, ma sulla loro liberta': se hanno scelto liberamente , possono farlo.
Questa cosa che le donne possano scegliere liberamente qualcosa (mettere il chador o meno, per dire. I francesi si sono accorti di aver fatto una legge che decide come si devono vestire le donne francesi?) su cui non si e' d'accordo da' molto fastidio anche nei paesi che si credono avanzati, ove magari non obbligano la gente a portare il chador, ma lo proibiscono, e non si rendono conto che l'obbligo ed il divieto violano la stessa liberta'.
Ma neanche questo e' il vero problema. Il problema della miserabile condizione femminile in Italia e' semplicemente legato al fatto che le donne in Italia iniziano a pensare dopo i 50-60 anni. Tranne rarissime eccezioni, che non si sposano perche' per i maschi poi diventano una specie di aliene.

La donna italiana attraversa tre fasi, forse tre e mezza.

Nella gioventu', il suo unico scopo e' essere bella e superare il confronto con le 
altre ragazze. Fine. Alla voce "interessi & hobby" in un CV scriverebbero "tutto quel che serve per essere piu' figa". Niente di piu'
Bambanano di essere piu' "mature" dei loro coetanei maschi, ma se le osservo ci vedo delle inutili bambole di carne che si sforzano di imitare la Barbie e passano il tempo a linciarsi a parole a vicenda. Oppure, nel caso di quelle che cercano di essere "intelligenti", alla Barbie si sostituisce un qualche altro stereotipo altrettanto noioso e deforme, che va dalla fricchettona alla brava ragazza di chiesa, e il risultato e' un essere che solo l'eccesso di ormoni dell'adolescenza puo' considerare attraente.
Tutto questo dura sino al matrimonio, ovvero al primo figlio.

Li' una specie di ebete che sa tutto sul fard e su qualche gruppo musicale passa da Donna (condizione miserabilissima di totale piattezza intellettuale) a Donna+, ovvero per la prima volta la donna italiana prova l'ebbrezza di essere una persona. Questa sensazione di ebbrezza e' cosi' forte da causare la sindrome di Superman: aprono negozi, si danno al rafting, solo il cielo e' il limite di una Mamma. L'effetto "Pacman che mangia la fragolina" dura 5-6 anni, quando l'autostima torna a zero e si va col secondo figlio o con la piattezza totale.

Finalmente arriva la menopausa, i figli sono fuori dalle palle, e le donne diventano persone. Verso i 50/60 la donna italiana diventa interessante, ovvero una persona con cui puoi parlare dieci minuti senza sognare di discutere con un armadio a muro per avere risposte logiche, e inizia a sviluppare degli interessi. In quel momento, scoprono che gli piace l'Opera.O il tennis. O i viaggi. O la fotografia. E leggono. E quando ci parli di un argomento ti tornano indietro delle risposte che hanno, incredibile a dirsi, dei contenuti. Sullo stesso argomento! Incredibile. Se vuoi parlare con un essere umano e non con un bidone di stereotipi e risposte degne di Siri(2), devi parlare con donne che abbiano piu' di 50-60 anni.

Si, esiste una minoranza che non segue queste regole. In generale, passano la prima parte della loro esistenza a schivare idioti, perche' i maschi non sono messi tanto meglio , nella seconda fase i maschi sono messi meglio perche' il tasso di testosterone e' calato, ma loro sono incapaci di concepire niente come "sono una mamma, non una stupida donna" (col risultato che molti uomini scappano a cercare una sbarbina che almeno vi parlera' del loro cantante preferito e non solo di scarpine) e solo ad una certa eta' le donne intelligenti iniziano a trovare qualcuno di intelligente con cui parlare.

Ora, a me non frega molto delle colpe. Adesso forse nascera' una diatriba sul fatto che e' colpa di Berlusconi o no. Ma personalmente me ne fotto: se nei CV delle donne ci scrivo "interessi & hobby" , il 75% dei CV di donne riporta si e no "musica e uscire con gli amici". Qualche volta. Di solito la voce nei CV femminili non figura nemmeno, e solo di rado figura in quelli italiani.

La verita' e' che in Italia c'e' una vera e propria morte intellettuale. Non una morte culturale, o una morte civile. Una morte intellettuale. La stragrande maggioranza degli italiani non fa niente che non sia lavorare e mangiare. Interessi? Hobbies? Qualsiasi stracazzo di cosa cui pensare dopo il lavoro? No, niente.

Oltre al lavoro e alla casa, uomini e donne pensano a quanto ascoltano in TV. L'italiano svolge la propria vita fra tre mondi: ufficio, casa, telegiornale. Le donne, che lavorano molto meno, hanno "casa, telegiornale". Se almeno al lavoro l'uomo riesce a scambiare qualche -dico qualche - contenuto esogeno perche' magari ha il collega vegano che gli parla di dieta, o il collega complottista che gli parla di scie chimiche, la donna ha tre fasi: "scuola + TV", "casa + TV", 'finalmente qualche interesse + TV". L'uomo ha tre fasi: "scuola + sport/figa + TV". "casa + ufficio + TV", "malinconia + casa + TV".

La morte di qualsiasi cosa stia tra le orecchie.

Polli da batteria

In italia non sta morendo l'economia , o la cultura, o il senso nazionale, o il senso civico, o qualsiasi altra cosa. Sta morendo l'intelletto. E' piu' divertente parlare con Siri: si impara molto di piu'. E se considerate che NON possiedo un iPhone, e' tutto dire.

E se questo fenomeno e' gia' fortissimo per gli uomini, che sono dei mongospastici per il 60% dei casi, la donna passa un'adolescenza intellettualmente cosi' miserabile e priva di stimoli che quando finalmente rimane gravida si sente promossa antropologicamente, quasi al ruolo di persona. "Sgravo ergo sum".

Parlavo con la nuova giovane segretaria della mia azienda. In Italia sarebbe immediatamente nella categoria "sono cosi' gnocca che non mi serve essere nient'altro". Ha come hobby la modellistica in legno (3) e i Lego Technik. Un'altra collega frequenta un club di cultura greca, e sta studiando i balli tradizionali greci.

Ricordo la mia segretaria in Italia. Quella meno bella era sposata e quindi era sposata. Che altro c'e' da dire? Forse che una donna sposata con figli puo' essere qualcosa d'altro? La figa aveva un solo hobby. Aperitivo e locali, shopping per ballare. Una barbie che meritava solo di saltare in aria su un campo minato afgano.

Se almeno il lavoro salva il maschio italiano dandogli un paio di argomenti in piu' di cui parlare, la donna spesso non lavora e muore ancora peggio.

La situazione sta migliorando? Si, qualcosa sta migliorando. Con mia grande sorpresa, lo sport e' approdato tra gli hobby femminili. Oddio, non e' che uno desideri per forza la falegnameria, ma almeno vedere il rugby che si diffonde fa piacere. Ma e' ancora pochissimo.

L'emancipazione femminile non e' credibile, in Italia.

Non so se avete presente un gruppo di pulcini in una scatola. Immaginate di chiudere un gruppo di pulcini in una scatola di cartone rovesciata. Staranno dentro , e sono nella condizione delle tanto compiante donne oppresse. Ma se poi togliete la scatola, i pulcini iniziano a correre in tutte le direzioni. Questa e' la liberta'.

Adesso immaginate di togliere la scatola e che i pulcini rimangano chiusi nello stesso quadrato di prima. Fermi. Immobili. A fare le stesse cose di prima. Nello stesso spazio compresso di prima. Non essendoci VOGLIA di liberta', essa non viene usata. La scatola e' DENTRO i pulcini.

Cosa sta succedendo? Sta succedendo che la scatola di cartone e' DENTRO di loro. Avete dato loro tutta la liberta' togliendo il cartone. Ma questa liberta' e' impossibile da godere se non c'e' appetito per la liberta'.

Non so per quale motivo, ma l'Italia e' entrata in uno stato che definirei "anoressia intellettuale", una specie di malattia per cui la persona non ha piu' fame di stimoli intellettuali. Non legge, non fa altro che guardare i telegiornali, non ha hobbies, non fa niente che non sia lavorare , mangiare, dormire, e per le ferie partecipare al gigantesco barbecue di chiappe collettivo su qualche spiaggia.

Tutto quello che fanno le donne "intelligenti" in Italia e' semplicemente recitare la parte delle donne intelligenti, con risposte programmate e prevedibili, tipo Siri sotto LSD, con una militanza politica cosi' vuota di idee che una conversazione e' uno spreco di tempo, e intellettualmente si tratta solo di un'altra scatola.

Le donne italiane si sentono superiori a quelle che portano il chador, ma almeno la donna che porta il chador puo' scegliere quale indossare tra quelli che ha nell' armadio: la donna italiana non sa nemmeno di indossare un chador sul cervello, sotto la pelle, e in una discussione ha cosi' pochi argomenti che no, non vale la pena. Non imparerete niente che non abbiate mai sentito dire prima.

Noia. Noia. Noia. Noia. La piu' mostruosa noia da morte intellettuale della storia. L'italia e' un paese noioso di gente noiosa, specialmente le donne, almeno sotto i 50/60.

Cosi' si ripropone lo schema: sono venuto via per "salvare" dalla morte celebrale due donne, di cui una ancora bambina, e no, nella scelta non tornerei.

Qualcuno deve uscire prima dall'anoressia intellettuale. Qualcuno deve iniziare ad avere di nuovo fame di novita'. Fame di cose mai viste, mai fatte, mai provate, mai dette.

Un tempo gli italiani erano famosi per la loro curiosita', l'intraprendenza, la vitalita': oggi sembra di parlare con una segreteria telefonica. Dov'e' la voglia di vivere? Oh, certo: discoteca e uscire e ubriacarsi. Questo e' trasgredire, e se non trasgredisci cosi' non vivi, perche' vivere e' trasgredire e trasgredire e' vivere e avere hobby e' da uomini e comunque e' da ricchi e comunque non ho tempo.

E comunque sei fottutamente MORTA, questo e' il punto. Il tempo, se non te lo riservi non lo troverai mai.

Cosi' si, se non esce da questo coma vegetativo, la popolazione italiana e' intellettualmente interessante quanto un campo di cavoli: per avere 50-60 partecipanti dal QI umano su questo blog ho dovuto raggiungere i 220.000 visitatori. Con percentuali simili, vivere in un posto simile e' interessante e stimolante quanto giocare a Bowling nel ruolo del birillo.

"SI tira avanti", e' la locuzione per indicare questo stato di noia cronica priva di stimoli intellettuali. Un modo elegante per dire che si aspetta la morte, e se almeno alcuni uomini fanno lavori che li portano ad incontrare qualche novita' o qualche stimolo interessante, le donne iniziano a togliersi il chador dal cervello attorno ai 50-60 anni.

Far crescere una figlia cosi' significa condannarla ad una condizione intellettualmente subumana per i primi 50-60 anni, per poi - forse - vederla sbocciare a 50-60.

No, mi spiace.

Se anche ho la possibilita', rimango qui.

Con rabbia, si. Mi infastidisce. Non mi piace. Mi fa INCAZZARE vedere una nazione ridotta ad un cumulo di piagnucolanti fantocci che aspettano la morte a tavola accusando qualche straniero (USA, CIna ed ora Germania) di approfittare della loro rancorosa sonnolenza.

Ma purtroppo, quei diecimila facinorosi coi quali vorrei tornare non li trovo.

Forse non ne sono ancora emigrati abbastanza, di incazzati. O forse anche loro si chiedono quale sia il contenuto epico di una carica di cavalleria , quando la fai in un campo di cavolfiori. Per salvare i cavolfiori.

Io ancora ci spero, anche se non ci credo.

E no, non mi tirate fuori la solita "statistica che dimostra che". So scrivere numeri anche meglio di cosi', fregarmi non e' cosi' semplice.

Uriel


NOTA DI DIREZIONE:



(1) No, pagavano troppo poco. Mi perdoni Barnard che da Casalecchio sa tutto della Germania, ma qui guadagno molto di piu'. Oops.

(2) Il software di risposte automatiche montato sui cellulari Apple. Conversa meglio del 75% delle donne italiane.

(3) Ok, mi sfugge la bellezza di riunirsi in un club del Dremel per discutere sul modo migliore di usare la betulla per fare una statuetta di legno, e il motivo di comprare giornali come http://www.hallo-frau.de/heimwerken/kreative-dekoideen/do-it-yourself-selbstgebasteltes-liegt-im-trend.html ma la tendenza sembra in crescita. E un articolo fisso sulla falegnameria su un giornale femminile non te lo aspetti.

lunedì 29 aprile 2013

Dal Matriarcato alla Guerra dei Sessi

articolo originale su: www.anticorpi.info 

Una delle fissazioni dell'uomo contemporaneo è quella delle modifiche. Consentigli di
modificare qualche cosa, e lo fai felice. Si modificano gli alimenti, il clima, gli attributi sessuali; le fattezze fisiche, gli stati psichici e la stessa macchina biologica umana, in predicato di essere trattata come un hardware upgradabile. E ancora, si riformano istituti come il matrimonio e lo stato sociale, si cambiano le regole a partita in corso, sottraendo ai popoli i diritti e le libertà su cui secoli fa si fece leva per vendere il concetto di democrazia. Si modificano i culti, le ideologie, le costituzioni, le istituzioni.

Ci è stato insegnato che il cambiamento sia intrinsecamente una cosa positiva, che non possa che condurre a conseguenze positive. Un messaggio molto moderno e disinvolto, ma che di questi tempi affascina così tante menti solo perché la cultura dominante ha interesse a presentare ogni cambiamento esaltandone le luci ed occultandone le ombre. Troppo spesso oggi si cambia in funzione degli interessi dei pochi, per officiare riti all'umanesimo bullesco, col sedicente ingegno umano che fa bella mostra di se schiacciando la natura e le tradizioni.

La realtà dei fatti è che non esiste opera di manomissione genetica, fisica, climatica, politica, sociale su larga scala, che non comporti un elevato rischio di peggiorare gli elementi che si propone di migliorare. Quanto più si artefa, quanto più ci si allontana dall'ordine naturale ed esperienziale delle cose, tanto più elevato è il rischio che la natura si metta di traverso fino a provocare un effetto di rimbalzo che riporta tutto al punto di partenza. Ciclicità. Sembra che qualcosa di simile sia già accaduto ad ogni civiltà che ci ha preceduti. Chi detiene il potere conosce il meccanismo, ma non sembra preoccuparsene molto, forse perché è troppo preso dalla idea romantica dicambiare il mondo sulla pelle del mondo; o perché ha fatto i propri calcoli, e la involuzione ad un lontano passato è proprio ciò che si è prefissato di realizzare.

E' sulla base di tali premesse che provo a inoltrarmi nel campo minato del tema della'violenza sulle donne' ed esporre il mio punto di vista sui rapporti tipici intercorrenti tra i sessi all'inizio del 21° secolo.

Cui prodest?

Per inquadrare correttamente un fenomeno bisogna contestualizzarlo. E' necessario perciò premettere che i mass media non supportano coralmente campagne come quella contro la violenza sulle donne, se la cosa non frutti un beneficio per qualcuno dei loro padroni. Questo va capito, per evitare di lasciarsi manovrare come burattini. Proprio ora nel mondo stanno consumandosi molti altri delitti gravi quanto la violenza sulle donne. In milioni si ammalano a causa di ciò che ha tutta l'aria di essere una campagna di sterminio globale; parassiti finanziari si insinuano nelle nazioni e le vampirizzano con la connivenza - più o meno consapevole - della politica, della magistratura e della cultura accademica; strane irrorazioni aeree sono effettuate sulle nostre teste e spacciate per casuali scie di vapore rilasciate dagli aerei di linea; chi non è comprabile o ricattabile è messo a tacere simulandone il suicidio o la morte accidentale... e via dicendo. Eppure non si può dire che i mass media si facciano carico di allestire epiche campagne di sensibilizzazione al riguardo. Tutto ciò significa forse che i mass media sono simpaticamente sbadati? Evidentemente no. E' solo che i loro padroni non nutrono interesse nel sensibilizzare la opinione pubblica in merito a quelle altre casistiche.

Contestualizzazione. 

Nel caso specifico che genere di interesse particolare potrebbe perseguire una tale enorme campagna mediatica contro la violenza sulle donne? Personalmente una idea me la sono fatta. Da oltre mezzo secolo - infatti - i burattinai sono impegnati a innalzare un muro di incomunicabilità tra i generi sessuali, tramite una lunga ed articolata campagna culturale finalizzata alla omogeneizzazione dei ruoli sociali e culturali dei sessi, condizione del tutto inedita che ha finito per generare una gran confusione, competizione e divisione.

Il bug dei bug.

Di questi tempi è grottesco assistere ad eventi mondani in cui i maschietti sono tornati a esibirsi nel baciamano ottocentesco, mentre le femminucce la buttano sul materialismo spinto. Situazioni che esprimono un trend molto ben riconoscibile. Per secoli il genere umano è vissuto appoggiandosi su determinati equilibri. Poi, in una manciata di decenni, ed in particolare dal momento in cui i modelli diffusi dai mass media colonizzarono l'immaginario collettivo, in occidente tali equilibri andarono incrinandosi fino a saltare del tutto. Le ragioni furono apparentemente diverse, ma a ben vedere discesero sempre da 'urgenti esigenze di cambiamento' sollevate dalla comunicazione di massa all'interno di specifiche tipologie umane. 

E' il caso del genere femminile, strumentalizzato in funzione del sabotaggio di quegli equilibri quando si lasciò persuadere che il suo ruolo millenario nella famiglia e nella società fosse qualcosa di degradante e limitante. Non esiste altra realtà al di fuori di quella sistemica. Se non ti misuri nell'arena sei una nullità, fu il messaggio, al quale prontamente seguì la coniazione del termine: casalinga. Così come da millenni i maschi abboccano al retaggio culturale che li induce a considerare le donne cometrofei ed oggetti da collezione (v. correlati), alla donna fu inculcata la convinzione che per realizzarsi avesse dovuto ridisegnare il proprio ruolo sociale, ridimensionando gli aspetti genitoriali e muliebri per misurarsi in ambiti che per secoli furono prerogativa della sua controparte maschile. Per una questione di uguaglianza, ovviamente. Non è vero che tutto ciò che è uguale, uniforme, omogeneo è automaticamente giusto? Se lo dice la tele deve essere vero.

Piccolo inciso: una cosa è la sacrosanta parità dei diritti in qualità di esseri umani e cittadini aventi pari dignità, altra cosa è la equiparazione dei ruoli culturali e sociali. E' anche su tale equivoco che quei furbacchioni dei burattinai hanno saputo fare leva per scardinare il rapporto tra i sessi, passo essenziale dell'iter verso la soppressione della società familiare e dei legami di sangue (v. correlati).

L'abdicazione della matriarca.

Non ho idea se i ruoli consolidatisi attraverso secoli di tradizione (uomini in prima linea, donne nelle retrovie) discendessero a loro volta da campagne di persuasione religiosa o fossero espressione della 'prepotenza' maschile. Né in questa sede mi interessa discutere la loro giustezza ed efficacia, per quanto a mio modesto parere dal punto di vista biologico erano i più 'razionali' e da quello pratico dovrebbe far fede la difficoltà di adattamento delle donne nei ruoli usualmente maschili, e viceversa. Mi preme invece notare come il ruolo ricoperto dalle donne costituiva una condicio sine qua non per il buon funzionamento della intera macchina sociale. E' solo alla luce dei valori inculcati con la cultura della competizione e dell'egocentrismo, che di quel ruolo oggi vengono evidenziati solo gli aspetti costrittivi. Perché quel ruolo lo era, costrittivo, ma era anche molto altro e molto di più. Ciò che sfugge è che in un mondo normale, è logico che le posizioni di elevata responsabilità siano allo stesso tempo costrittive. Fu dal profondo rispetto nutrito dai maschi verso il ruolo femminile nella società familiare (matriarcale per definizione), che scaturirono i modi cosiddetti 'cavallereschi'. Perché le donne oltre che creatrici di vita, erano custodi di coscienze e supreme reggenti delle società familiari, ampie aggregazioni fondate sul legame di sangue, dette anche casati o clan. Le famiglie in definitiva erano come stati nello stato; un firmamento di microcosmi non contaminati dal sistema; tante piccole navi Nabucodonosor, per chi ha dimestichezza con l'immaginario del film Matrix.Gli atteggiamenti cosiddetti 'galanti' in origine non assolvevano scopi seduttivi, ma esprimevano rispetto e ammirazione nei confronti del genere femminile nella sua interezza. In un secondo momento, con l'aiuto dei mass media si è perso il senso, e il tutto è stato ridotto al dongiovannismo.

Inoltre la famiglia tradizionale matriarcale, era il solo 'schema' sperimentato mediante cui donne e uomini 'comuni' potevano mettersi 'in squadra' e sfruttare le rispettive attitudini naturali per tutelarsi reciprocamente dalle trappole sistemiche; compensarsi a vicenda ed in questa veste mettere al mondo ed educare dei figli che una volta cresciuti non fregassero la collettività in cambio di un tornaconto personale. Nuove leve che fossero impermeabili alle squallide lusinghe del Potere. Nel mondo reale, infatti, il Potere esiste, è squallido e ghiotto di coscienze. Il mondo reale non è rosa come un episodio di Desperate Housewifes o Sex and the City.

La posizione della donna era tutt'altro che marginale. Era un ruolo meno 'visibile', ma cruciale. In una intervista pubblicata qualche mese fa su Anticorpi, Martin Pretchel - sciamano maya - narra dei rapporti vigenti nella propria comunità rurale venezuelana, e gli sono sufficienti poche parole per rendere il senso di una società matriarcale:
I cittadini si riuniscono almeno una volta l'anno per lavorare sulle capanne da rinnovare. In quelle occasioni, i bambini piccoli corrono in giro ostacolando il lavoro della gente. Le giovani donne portano l'acqua. I giovani uomini portato le pietre. Gli uomini più anziani impartiscono disposizioni su cosa fare, e le donne più anziane fanno notare agli uomini anziani dove stanno sbagliando. I maschi agiscono, le femmine assistono e supervisionano. La sinergia produce il risultato.

Ciò detto, chi occupa da secoli il vertice di qualcosa che tende a funzionare, non dovrebbe lasciare sguarnita la propria posizione senza prima soffermarsi a riflettere sulle conseguenze che ciò comporterà sulla intera baracca. Ma nel secolo scorso la ingegneria sociale come sempre prevalse, e le donne si lasciarono convincere di meritare 'qualcosa di più'; sto parlando del frutto proibito di cui per secoli si erano cibati solo i maschi, ossia il denaro, che il sistema ci ha costretti ad associare alla idea di libertà. Discorso maschilista? Misogino? Non credo. So che in epoche e contesti diversi entrambe i sessi hanno concorso alla realizzazione della situazione di degrado e scacco politico in cui annaspa l'odierna società occidentale. (v. correlati). Ci siamo fidati troppo, di troppe persone sbagliate. Ci siamo spinti troppo oltre e abbiamo lasciato scoperte le retrovie. Pessima mossa.

Sinergia.

Avete presente l'espressione 'la mia metà', quando ci si riferisce al rispettivo partner? O il proverbio secondo cui dietro qualsiasi grande uomo vi sia sempre una grande donna? Ebbene, quelli che suonano come luoghi comuni, in realtà esprimono una verità. Il film sul regista Alfred Hitchcock, uscito in questi giorni nelle sale, è il più fresco tributo a questa verità, ma esistono decine di altri esempi illustri. In assenza di una controparte femminile avulsa dal sistema, estranea alle logiche sistemiche, e che lo ami e lo educhi come madre e poi lo ispiri ed affianchi come compagna, nessun uomo sarà mai in grado di sviluppare quel grado di completezza intellettuale e spirituale, autonomia e autostima che lo rendano capace di ascoltare la coscienza, dunque di agire per migliorare il mondo. Con ciò intendo dire che soltanto i maschi possiederebbero i numeri per rendersi utili alla causa? Niente affatto: sto dicendo che la natura ha organizzato le cose in modo tale che ad ognuno spetti un compito ai fini dello equilibrio generale; dico che se separati, in competizione o in conflitto, tanto gli uomini quanto le donne finiscono per sposare le logiche sistemiche e diventarenocivi per il bene comune. Altra cosa ben nota a chi detiene il potere.



Vogliamo davvero dare retta a chi afferma che la storica preponderanza di eccellenze maschili in ogni campo dipenda da una inferiorità delle donne rispetto agli uomini, o che il sesso femminile sia stato boicottato da un complotto maschilista? La verità è che l'unica cosa oscurata è il concetto di sinergia tra i sessi; connotati complementari che integrandosi generano un'alchimia benigna per l'intera collettività. Ben pochi dei grandi uomini che contribuirono ad elevare la condizione umana sarebbe stato tale senza l'apporto culturale e spirituale, l'amore ed il supporto di una madre prima ed una compagna poi. Insomma, un tempo il maschio si prendeva gli onori, ma la realtà dei fatti, ben nota a chiunque avesse un briciolo di sale in zucca, era che il 'grande uomo' sotto i riflettori era solo la punta di un iceberg. Che le cause della grandezza di quel tale uomo fossero da ricercare oltre la sua persona, in quell'impianto umano che lo aveva formato e poi guidato e sostenuto fino al traguardo. Quell'impianto era la famiglia, 'regno' governato non da un uomo ma da una donna, la mater familias. Oggi invece non ci sono onori da tributare perché i massimi esponenti di ogni ambito occidentale sono mezze figure cresciute senza il supporto di una guida credibile che fungesse da filtro per le balle con cui sono stati bersagliati fin dall'infanzia.

La cultura dominante oggi narra che prima del movimento di emancipazione le donne fossero molto infelici, violentate e schiavizzate dai compagni e mariti. Ma è possibile che ci abbiano messo migliaia di anni a reagire a questo stato di cose? Non è forse più razionale ritenere che un tempo il fenomeno delle vessazioni sulle donne fosse molto più contenuto, in quanto il genere maschile era molto più equilibrato? E perché il genere maschile era più equilibrato? Forse perché non era stato cresciuto a pane e sistema.

Causa ed effetto.

Purtroppo gli episodi di violenza che sempre più spesso vedono coinvolte le donne, hanno origini lontane, e - detto senza intenti polemici - rappresentano una delle più eclatanti dimostrazioni della legge di causa ed effetto, altrimenti detta karma. Non ho mai udito una donna anziana 'normale' - cioè non appartenente ai surrogati di esseri umani che hanno soffocato le loro coscienze in cambio di soldi e potere - lamentarsi della condizione femminile negli anni '30. Però mi è successo più di una volta di udire donne anziane 'normali' lamentarsi della condizione delle donne odierne. E' un caso che chi ha esperienza si esprima in questi termini? E' per via della sua mentalità arretrata? Già. Ma chi ci dice che la nostra sedicente mentalità evoluta sia frutto di uno spontaneo processo evolutivo, e non di una serie di campagne culturali e mediatiche allestite da chi ha poco a cuore il nostro interesse e molto l'esigenza di manovrarci per marcarci sempre più stretti? Ricordiamo che ciò che definiamo 'mentalità arretrata', per il solo fatto di non essersi sviluppata sotto il martellamento mediatico, è da ritenersi ragionevolmente più affidabile di una mentalità 'formatasi' in mezzo ad ogni sorta di campagna di ingegneria sociale e culturale.


Oggi il mondo è sempre più popolato da adulti immaturi, puri concentrati di ego e false convinzioni, che sono stati bambini cresciuti da genitori poco presenti. Bambini che - mentre i genitori sono impegnati a rincorrere le loro illusioni o a struggersi per le loro 'inadeguatezze' - si formano assorbendo il puro concentrato di escrementi culturali prodotto ogni giorno dai mass media. Questi ultimi alimentano la pretesa di una esistenza da cui si possa trarre un romanzo d'appendice, e la depressione, il cinismo, il disprezzo diventano i mesti punti d'arrivo il giorno in cui si prende atto che quel modello filmico per noi (e chiunque altro, se è per questo) non si avvererà. Ed ecco che sempre più spesso l'assenza di una sana struttura morale trasforma la frustrazione in violenza, ogni tipo di violenza, non esclusa quella su se stessi.


Chi usa violenza su una donna è anch'esso figlio di una donna. Fintanto che simili episodi erano sporadici, ci si poteva illudere che il fenomeno fosse ascrivibile alla patologia psichica di un singolo individuo. Ma oggi il problema è troppo ampio per non imputarlo ad un profondo scompenso antropologico. In qualsiasi modo la si metta, a me sembra che sia andato sviluppandosi di pari passo alla presa in consegna delle menti giovani da parte della comunicazione di massa, avvenuta in gran parte per via della assenza del supporto di una famiglia degna di questo nome.

La collettività ha bisogno che la famiglia torni ad essere ciò che fu. Perché laddove la famiglia non fortifica, il sistema corrompe. Nel mondo moderno la sana ignoranza è bandita. La scarsa attenzione dedicata ai giovani nelle famiglie odierne - unita alla caduta in desuetudine dei precetti religiosi (che per quanto male se ne possa dire, avevano un senso in questo mondo) - si rispecchia nella brutalità denotata da molta umanità odierna.

Fintanto che uomini e donne occidentali proseguiranno a sguazzare entrambi nelle logiche sistemiche, a non collaborare seriamente, prioritariamente nella formazione dei giovani, a sottrarre energie ai rapporti umani e alla esistenza reale per sacrificarli sull'altare del sistema, la società non tornerà a produrre generazioni capaci di fare realmente gli interessi della collettività. E dato che al momento le possibilità che ciò accada sono quasi nulle ... fate vobis.

Concludendo.

La 'violenza sulle donne' credo sia solo una chiave di lettura, limitata, capziosa, di un male sociale di più ampia portata. E' ciò su cui i fidi mass media sono stati incaricati di puntare i riflettori con lo scopo di portare avanti l'edificazione della incomunicabilità tra i sessi. Ma la violenza può scatenarsi anche all'interno di coppie gay (link). Può essere perpetrata da una donna nei confronti del proprio uomo (link) o del proprio bambino. Per non parlare di quella tra maschi adulti. Questo perché il problema non è il sessismo; la vera ragione di tale esplosione di ottusità va ricercata altrove, e più precisamente in una cultura dominante votata a inoculare i virus dell'egoismo, della intolleranza, del disprezzo e della superficialità in ogni relazione umana, compresa quella tra i sessi, e perfino quella che dovremmo intrattenere con ... i nostri stessi avi.


Coi loro metodi striscianti ci sussurrano che i nostri antenati, dato che non avevano la televisione, internet e le automobili, fossero dei grezzi senza cervello. Che le loro tradizioni fossero solo il frutto di vacue superstizioni. Ci ripetono che il cambiamento sia per definizione una cosa positiva, e che qualsiasi cosa sia modificabile, debba essere modificata. Ma siamo sicuri che sia lecito modificare i geni, oppure il clima, o gli stati d'animo? Demolire usi e consuetudini dettati dalla natura, consolidati da secoli di esperienza e poi tramandati dai nostri antenati? I tiranti sono prossimi alla massima trazione; non udite lo scricchiolio? Non è più così lontano il giorno in cui in nome del cosiddetto 'progresso', saremo sbalzati al punto di partenza, con buona pace dei burattinai e del loro idealismo spacciato per illuminazione.

Questo post è dedicato a Cinzia e Francesco. Forza ragazzi, insieme ne uscirete.

martedì 8 gennaio 2013

da "GLI UOMINI DEVONO FARLA SEDUTI" alla TASSA SUL PENE, ovvero il tramonto del delirio FEMMINISTA

Lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 4 Maggio 2001:

Svezia, toilette discriminanti 


Gentile Severgnini, mi capita molto spesso, dal mio punto di osservazione privilegiato di "esiliato", di sentire esaltare, talora con toni quasi estasiati, la capacità dei paesi nordici di sovvertire il costume con riforme ardite, che, contrariamente a quanto avverrebbe nel nostro disgraziato paese, sarebbero accolte con entusiasmo e disciplina dalle popolazioni a cui sono rivolte. 
Un esempio recente. Gruppi femministi dell'Università di Stoccolma hanno stabilito che sarebbe opportuno rimuovere dalle toilettes dell'Università tutti gli urinatoi "per uomini" in quanto intrinsecamente discriminatori. Compiere ...gli atti per i quali tali apparati sono concepiti da una "posizione eretta" costituirebbe un'espressione di arroganza intollerabile da parte del sesso maschile.

In termini più banali, il fatto che un sesso possa fare pipì in un modo diverso da un altro costituisce una violazione dell'eguaglianza tra gli esseri umani, un obbrobrio che, puritanamente, bisogna cercare di rendere invisibile, ad esempio tramite interventi architettonici (già da ora i bagni dell'università di Stoccolma hanno tutti le dimensioni di un salotto per renderli agibili agli handicappati, peraltro rarissimi).

Dopo aver commentato con un certo sgomento questa notizia con un collega svedese, ho appreso che, con gli stessi argomenti, negli asili viene insegnato ai maschietti a fare pipì seduti. Sarebbe (a detta degli esperti) "più igienico", dunque più rispettoso, nei confronti delle femminuccie. 

Metto i piedi nel piatto e chiedo (retoricamente): tra questo tipo di interventi (come quello che consiste ad imporre ai bambini dell'asilo di trastullarsi con bamboli e giocattoli "rosa", per renderli meno 'macho'), e la legge svedese sulla parità, che stabilisce che, per non so quale esigenza metafisica, assicurare che al Parlamento, come in ogni assemblea eletta, i due sessi siano rappresentati nella stessa misura, sarebbe una necessità vitale per la democrazia, vi è una differenza di merito, o solo di misura?

 
-Piero Colla, pcolla@europarl.eu.int


La richiesta [1] di rimuovere gli urinali dalle toilette degli uomini è stata avanzata non solo dalle femministe svedesi ma anche dalle loro "sorelle" americane e australiane. E simili richieste si sono avute anche in Germania, dove è stato commercializzato un congegno chiamato "WC Ghost", che si installa nella tavoletta del gabinetto ed emette degli "allarmi vocali" ogni qual volta qualcuno alza la tavoletta per cercare di urinare in piedi. Questi "allarmi vocali" sono sotto forma di rimprovero (come si fa con ibambini, i maschietti...).

Nella versione tedesca uno dei rimproveri è il seguente: "Hey, urinare in piedi non è permesso qui, e verrà adeguatamente punito, quindi se non vuoi guai è meglio che ti sieda...". In Germania son stati venduti oltre 2 milioni di WC Ghost nel 2004, e la compagnia che li produce, la Patentwert, ha esportato tale "gadget" anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Il giornalista Jasper Gerard, del Guardian, ha riferito che le femministe svedesi hanno chiesto la rimozione degli urinali dai bagni degli uomini perchè "un uomo che urina in piedi viene considerato cometrionfante nella propria maschilità, e quindi, per estensione, degradante per le donne"
Infatti, a quanto pare (a quanto dicono le femministe), un uomo fiero della propria maschilità è "degradante per le donne". Per usare le stesse parole di una donna:
"Ho raggiunto un punto in cui non sono più spaventata o irritata da quegli uomini che sono fieri della loro maschilità" --Trille Nielsen

Quindi c'è stato un periodo (durato 30 o 40 anni) in cui la Nielsen era irritata e spaventata dagli uomini fieri della loro maschilità. Il perchè di questa attitudine mentale resta un mistero (anche se Sigmund Freud probabilmente svelò buona parte di quel mistero). Resta il fatto che le femministe sono "irritate" dalla maschilità e dalla virilità quando un uomo non solo non rigetta queste sue caratteristiche peculiari, ma addirittura le abbraccia con fierezza. 


E' esattamente per questo motivo che negli USA hanno tanto successo le magliettine della David&Goliath, dove si dice che i "bambini maschi sono stupidi". Identico discorso vale per l'imponente massa di telefilm e spot televisivi dove gli uomini vengono rappresentati come degli esseri inetti e stupidi, dei bamboccioni scemi in cui non s'intravede il benché minimo segno di una maschilità fiera o di una virilità sana ed orgogliosa. Al contrario ai maschi di oggi è stato insegnato di prendersi in giro oltre misura ed a comportarsi come delle parodie di sè stessi. Maschietti plastificati che sono per prima cosa falsi con sé stessi, e poi falsi con le altre persone (donne in primis). 

Non sorprende quindi che uomini occidentali (come sono gli Svedesi) subiscano senza reagire umiliazioni come quella di urinare da seduti perchè altrimenti "offenderebbero le donne".

Il motivo di simili assurdità è che secondo le argute femministe un uomo che urina in "posizione eretta" sta in realtà facendo sfoggio di una virilità "maschilista-misogina-patriarcale" che offenderebbe "le donne". Quindi, dato che in Occidente vige la "parità" tra uomo e donna, ciò che non può fare una femmina (cioè urinare in piedi) non può farlo nemmeno un maschio, perché ogni manifestazione di diversità esistente tra maschi e femmine deve subito venir coperta per far si che nelle menti del popolino credulone non s'insinui l'idea che forse, in fondo in fondo, maschi e femmine sono irrimediabilmente diversi. Una volta insinuata questa idea nel popolino, allora forse altre storture femministe come le Quote Rosa, o la Discriminazione Favorevole, non verrebbero più accettate di buon grado come invece avviene adesso. Così come non verrebbe più accettato di buon grado il fatto che le femmine per entrare nell'esercito debbano affrontare prove fisiche a standard ribassato (inferiori rispetto a quelle che devono affrontare i maschi).

Sulla questione delle femministe svedesi, e le loro assurde richieste, scrisse un articolo anche il professore Walter E. Williams, della George Mason University. Vale la pena leggere alcuni significativi estratti dell'articolo:
"Molto onestamente, il comportamento di certe donne è sfuggito di mano ed è diventato incontrollabile, e questo perchè noi uomini siamo diventati dei codardi e delle mammolette. Più noi uomini siamo disposti a subire questi doppi-standard, queste ridicole richieste e queste assurdità totali, e più queste donne continueranno ad avanzare assurde pretese."

"Al Today Show [ndr. un programma televisivo] dello scorso Novembre, Katie Couric ha per un istante deviato dalla sua usuale vivacità ed ha chiesto ad una sposina abbandonata, riferendosi all'uomo che l'aveva lasciata, 'Hai mai preso in considerazione di castrarlo ?'. Non c'è stata nessuna bufera di proteste, e la vivace Katie continua a rimanere nel libro paga della NBC.[2] Fred Hayward, un attivista per i diritti degli uomini, ha dichiarato'Immaginate quale sarebbe stata la reazione se Matt Lauer [ndr. un presentatore televisivo americano] avesse chiesto ad uno sposo abbandonato la seguente domanda, 'Hai mai preso in considerazione di mutilarle l'utero ?'. Matt Lauer sarebbe stato licenziato in tronco."

"...Fino a poco tempo fa la compagnia 3M commercializzava dei blocchetti post-it con stampata la frase: 'Gli uomini hanno solo due colpe: tutto quello che dicono e tutto quello che fanno'. Hallmark si spinse pure oltre commercializzando delle cartoline d'auguri con scritto 'Gli uomini sono feccia... Scusatemi. Per un secondo mi son sentita generosa'. Poi c'è la cartolina della American Greeting Cards, che dice: 'Gli uomini si stanno sempre lamentando perchè li soffochiamo,' e all'interno si legge,'Personalmente, penso che se ancora li senti lamentarsi, significa che non stai premendo il cuscino abbastanza forte'. Cosa sarebbe successo se una compagnia avesse lanciato una campagna pubblicitaria dove si scherza sull'omicidio delle donne ?".

"Persino i bambini maschi non vengono risparmiati dall'aggressione femminista. In una scuola elementare di Boston nessuno protestò quando le bambine indossavano magliette con scritto "Le Bambine Comandano" o quando molestavano i bambini con un canto che fa "I bambini maschi vanno a Giove e diventano più stupidi; le bambine vanno al college e diventano più erudite" [ndr. in inglese: Boys go to Jupiter to get more Stupider - Girls go to college to get more knowledge]. Ma quando un bambino maschio indossò una maglietta con su scritto "Boys Are Good" [ndr. "i bambini maschi sono bravi"] , ci furono delle proteste. Una delle insegnanti che protestava indossò una spilla con su scritto, "Così tanti uomini, così poca intelligenza".
"Le donne possono dire qualsiasi cosa di degradante, umiliante e cattiva agli uomini e la passano liscia, invece gli uomini finiscono nei guai anche quando fanno il più innocente dei complimenti. Questo è successo a Seth Shaw, un consulente di una scuola elementare di Forth Worth, nel Texas. Seth disse "Ciao, bellezza" ad una nuova impiegata, e fu accusato di molestie sessuali e venne sospeso per 20 giorni senza paga."[3] 
Il professor Walter E. Williams concluse il suo articolo con la seguente frase: 
"Non so cosa ne pensiate voi, ma se io non dico alle donne che devono urinare in piedi, loro non devono permettersi di dire a me di urinare da seduto."
Nel frattempo, sempre in Svezia, Gudrun Schyman (una delle femministe fondatrici del partito Feminist Initiative) ha proposto una "tassa sul pene"(http://www.womanjournal.it/2011/02/13/la-svezia-femminista-che-scricchiola ), ovvero una tassa speciale aggiuntiva che solo i maschi dovrebbero pagare. 
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Nota di Prometeo:
La tassa sul pene è parte integrante di un disegno di legge più ampio,suddiviso in 10 punti e proposto al parlamento Svedese (parlamento composto per il 50% da donne, nel paese considerato il più femminista al mondo) dal partito Ultra-Femminista Feministiskt Initiativ, guidato da Gudrun Schyman. I dieci punti proposti sono i seguenti:

1) Tassare alla nascita tutti i bambini maschi. “Tassarli i quanto maschi perché siccome gli uomini a parità di incarico guadagnano il 25% in più delle donne è giusto che rifondano la somma che usurperanno fin dal momento in cui vengono la mondo”; 2) “Risarcire (le donne) del 25% di salario sottratto e ristabilire immediatamente la norma: “equal pay for equal work”;
3) “Eliminare i nomi sessuati, dare ai bambini nomi neutri in modo che possano decidere loro, da grandi, se si sentono maschi o femmine”;
4) “Obbligare gli uomini a stare a casa otto dei sedici mesi concessi dallo Stato per la maternità/paternità”;
5) “Abolire il matrimonio e sostituirlo con un “codice di convivenza civile” che non faccia riferimento al genere e al numero delle persone coinvolte”. Un momento di perplessità solo per la poligamia;
6) “Limitare la presenza degli uomini nei gruppi direttivi al 25%;
7) “Stabilire per legge che nessuna donna deve percorrere più di 15 minuti di strada a piedi per raggiungere un servizio essenziale”;
8) “La donna, anche nell’ambito domestico, non deve fornire un silenzio assenso all’atto sessuale ma deve esplicitamente richiederlo”;
9) “Aprire un’inchiesta sul perché le ambulanze arrivino più tardi quando a patire un infarto è una donna” (forse perché molto più rari nelle donne, ma non si sa);
10) “Abolire la monarchia”. 
E le femministe americane già parlano e teorizzano leggi sullo "stupro emotivo", sullo "stupro visivo" e altre assurdità simili.

Il tutto senza che gli uomini (o forse sarebbe meglio dire "i maschietti") proferiscano una sola parola di disappunto.
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Note
[1] Richiesta immediatamente accolta, gli urinali son stati rimossi dai bagni maschili dell'Università di Stoccolma e da altre scuole e istituti.
[2] Qualche mese fa fece il giro del mondo la notizia di un'altra giornalista americana, Kyra Phillips, che per un errore tecnico venne mandata in onda, a sua insaputa, durante un discorso di G.W.Bush alla nazione. La Phillips stava discutendo con la sua collega, e disse che "all men are assholes" (Traduzione: "tutti gli uomini sono dei coglioni"). In seguito la CNN, la Phillips e tutti i responsabili si scusarono per il "piccolo" incidente tecnico. Nessuna scusa però venne dalla Phillips riguardo le sue parole sessiste e offensive nei confronti degli uomini. Cosa sarebbe accaduto se un giornalista maschio, mandato in onda a sua insaputa, avesse detto "tutte le donne sono delle stronze" ? Sarebbe stato licenziato immediatamente.
[3] In quel "meraviglioso" [...] paese che sono gli Stati Uniti d'America il concetto di "molestie sessuali" è stato allargato a tal punto che adesso anche un'occhiata non desiderata da parte di un uomo ad una donna può costituire la base per un'accusa di molestie sessuali. D'altronde, in un paese dove le poliziotte più avvenenti si travestono da prostitute per cercare di adescare clienti maschi e poi arrestarli, c'è da aspettarsi questo ed altro.

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Vi lascio con un paio di video,corti ma esplicativi:

Perle di saggezza direttamente dal programma "DONNE" di rai2

Erin Pizzey, fondatrice dei centri anti-violenza, intervistata da Sky News. Erin dovette fuggire quando le femministe la minacciarono e le ammazzarono il cane per impadronirsi dei centri-antiviolenza ed usarli come strumento di odio e di calunnie contro gli uomini e per privare i bambini dei loro papà.

Quando Sgarbi si arrabbia parla in modo forte ma dice cose giuste. La calunnia di genere delle femministe è pericolosa e va combattuta. Proteggiamo i bambini istituendo il reato di associazione a delinquere di stampo femminista. ----- 16 maggio 2010 - Violenza sulle donne... 5 milioni di donne violentate.... dato allarmistico e fasullo. Si vuole creare un allarme sociale. - Barbara D'Urso, la Santanchè, i centri antiviolenza donne,stanno creando un falso allarme sociale molto pericoloso.- La violenza è anche una responabilità di programmi televisivi che invece di informare, fanno "formazione"



Prometeo

giovedì 12 gennaio 2012

CAPITALISMO E SOLITUDINE, PERCHE' LA PORNOGRAFIA E' UN'INDUSTRIA MULTIMILIARDARIA


Enormi cambiamenti sociali della forza lavoro statunitense e del commercio hanno trasformato l'economia, nonché influito potentemente sulle relazioni personali. A partire dal 1970, siamo passati dall’essere una società di persone connesse in gruppi di ogni genere a di persone che sono troppo spesso sconnesse, distaccate e alienate l'una dall'altra.


Il numero uno è il numero più solitario e nelle loro vite personali gli Americani sono sempre più soli.


Che cosa è successo?


Negli anni '70 il sogno americano che durava da 150 anni si è bruscamente fermato. Dal 1820 al 1970 ogni generazione americana ha avuto più successo di quella che l’aveva preceduta. Negli anni '70 i computer hanno iniziato a rimpiazzare milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti. I sistemi di comunicazione internazionale sono diventati così sofisticati che si sono potute spostare all'estero le fabbriche, permettendo che i mezzi di sostentamento di altri milioni di americani fossero subappaltati. I progressi dei movimenti per i diritti civili e femministi avevano dato alle donne e alle minoranze accesso a un impoverito mercato del lavoro. I movimenti sindacalisti della sinistra militante e i partiti politici non erano lì a protestare. Gli stipendi si sono appiattiti. I profitti sono aumentati con la produttività, mentre le quote distribuite ai vertici sono cresciute, piuttosto che essere distribuite negli stipendi. Le ricche banche hanno emesso carte di credito con alti tassi di interesse, che hanno loro consentito di arricchirsi ancora di più con fondi precedentemente pagati come stipendi.


Agli uomini non venivano più dati stipendi adeguati a una famiglia. Le famiglie hanno iniziato a soffrirne. Le donne si sono riversate nella forza lavoro per compensare i salari persi degli uomini. Fino a questo punto la gran parte del lavoro femminile era stato primariamente il lavoro all'interno della casa: creare ordine e pulizia domestici, dedicarsi alla cura dei figli e fornire servizi sociali ed emotivi alla famiglia. Dopo gli anni '70 la maggior parte delle donne lavorava fuori e anche dentro casa. Ora, praticamente tutte le donne lavorano fuori casa, costituendo quasi la metà della forza lavoro.


Prima dei movimenti per la parità di razza e di genere, i migliori lavori erano riservati agli uomini bianchi, che erano la schiacciante maggioranza. All'interno della nostra forza lavoro razzista e sessista, gli uomini bianchi avevano ciò che in pratica costituiva due bonus lavorativi: uno per il fatto di essere bianchi e un altro in quanto uomini. Dall'inizio degli anni '70 non è stato più necessario dare bonus finanziari agli uomini bianchi. Infatti non era più necessario pagare stipendi più elevati ad alcun lavoratore della forza lavoro statunitense. Gli stipendi dei lavoratori si sono appiattiti anche a fronte di un aumento della produttività. Ciò voleva dire che si aveva un profitto sempre maggiore da accumulare al vertice.


Gli americani bianchi hanno perso una buona parte dell'egemonia maschile che era associata a lavori e stipendi stabili che potessero sostenere una famiglia. Quando milioni di lavori nell'industria manifatturiera sono stati spostati all'estero, la nostra economia è diventata un'economia di servizi. Né la maggiore prestanza fisica, né i maggiori livelli di aggressività associati agli uomini sono particolarmente richiesti in un'economia di servizi. Le relazioni personali eterosessuali che si erano sviluppate sulla base di un reddito fornito dall'uomo non potevano reggere. Quei ruoli di genere erano sessisti e limitanti. Tuttavia, avrebbero potuto essere trasformati politicamente senza traumatizzare economicamente e psicologicamente il popolo americano.


Nuovi ruoli
Le donne americane si sono adattate ai nuovi ruoli nel mercato del lavoro. Sfortunatamente, gli uomini non hanno fatto cambiamenti equiparabili. Sono rimasti ancorati ai privilegi che erano associati ai ruoli dell'uomo lavoratore e del servizio delle donne a tempo pieno all'interno della casa. L'uomo disoccupato medio svolge attualmente meno lavori domestici della sua moglie impiegata a tempo pieno. Molti uomini ora vogliono servizi extra-domestici, sessuali ed emotivi per compensare l'evirazione che subiscono quando perdono il lavoro e lo stipendio da capofamiglia. C'è conflitto nella famiglia a un livello del tutto nuovo. Il nostro tasso di divorzi è diventato il più elevato del mondo. Sfortunatamente, gli uomini e le donne non si sono mobilizzati per costringere il governo a fornire servizi, gratuiti o sovvenzionati per l'infanzia o per gli anziani, né altri servizi sociali assolutamente necessari per compensare il secondo "turno di lavoro" delle donne in casa.


Nel 2008 la recessione ha colpito duro, facendo sprofondare milioni di americani nel precariato e nella miseria. I posti di lavoro degli uomini sono stati i più colpiti. La maggioranza dei lavori persi erano in campi marcatamente associati a stereotipi maschili, come quelli nell’edilizia, nell’industria pesante, nella finanza e nella vendita aggressiva di beni costosi. Il 75% degli oltre cinque milioni di posti di lavoro persi nella nostra recessione sono stati lavori tradizionalmente maschili.


Gli uomini sono rimasti indietro. I guadagni delle donne sono aumentati del 44% dal 1970 al 2007 in raffronto al 6% di crescita per quelli degli uomini . Le donne occupano ora quasi la metà dei posti di lavoro della nazione, più della metà dei posti manageriali e la maggior parte delle cattedre nell'istruzione superiore.


I ruoli tradizionali maschili, sia sul mercato del lavoro che all'interno della famiglia stanno diventando obsoleti. Solo due dei quindici lavori con maggior crescita negli USA sono solitamente lavori maschili: quelli di guardiano e di ingegnere informatico. Tutte le restanti aree di crescita lavorativa sono per lavori tradizionalmente femminili nei servizi sociali di ogni genere. I lavori di servizio sociale non possono essere subappaltati. Le qualità tradizionalmente associate alle donne, quali l'abilità di prendersi cura dell'altro, di cooperare e di connettersi socialmente, sono quelle più spesso richieste nella nuova economia di servizi dell'America.


Le donne hanno risposto all'incapacità finanziaria degli uomini e al loro rifiuto di partecipare ugualmente alle mansioni domestiche e alla cura dei figli. Le donne non possono più sopportare il lavoro extra di prendersi cura di uomini che non sanno né sostenerle [economicamente], né compensare i turni di lavoro quadrupli delle donne nel lavoro domestico, nel lavoro [di supporto] emotivo, nella cura dei figli e nei lavori fuori dalle mura domestiche. Le donne statunitensi si rifiutano sempre più di sposare uomini che non possono fornire un sostegno economico e che tuttavia vogliono ancora essere serviti in tutto e per tutto. Attualmente sono le donne a chiedere la maggior parte dei divorzi e che, sempre più spesso, si rifiutano di sposarsi in primis. Le donne oggi possono permettersi di vivere in casa da sole, e così fanno. La maggioranza delle persone nel pieno dell'età per il matrimonio e la maternità/paternità (18-34 anni) rimangono non sposate e vivono sole.


Questi cambiamenti hanno alterato drasticamente lo schema delle relazioni intime. I mutamenti nei ruoli di genere e nel lavoro hanno chiesto alle donne di adattarsi, assumendosi la responsabilità di carriera e lavoro e vivendo sole, oppure sole con i figli. La maggioranza degli uomini non si è adattata. I loro vecchi ruoli di genere e nella forza lavoro hanno permesso agli uomini di abituarsi a dipendere dalle donne per le loro necessità emotive e di mantenimento della vita, donne che sono ora sempre meno disponibili.


Le donne americane hanno avuto un movimento femminista vitale per il loro sostegno. Gli uomini americani non hanno avuto e non hanno alcun movimento sociale, politico o sindacale per esplorare quello che si sono persi evitando i compiti di tutti i giorni e un’intimità nelle relazioni personali che vada al di fuori del sesso. Le donne single continuano a mantenere strette relazioni emotive con le loro amiche e i loro figli. Gli uomini sono diventati sempre più emozionalmente sconnessi e soli. Rispondono agli annunci pubblicitari capitalistici che vendono soluzioni basate sul mercato per la loro sentita perdita di virilità. Comprano creme al testosterone per aumentare il senso di virilità che le mutate condizioni sociali erodono. I prodotti al testosterone sono una delle maggiori aree di crescita dell'industria farmaceutica. Gli uomini eterosessuali ora sono spaventati dalle relazioni amorose in cui le regole sono cambiate. Spesso, queste relazioni eterosessuali erano l'unica intimità emotiva che avevano gli uomini. Non sanno come funzionare come partner alla pari e spesso temono di imparare. Anche le donne eterosessuali potrebbero essere spaventate, perché neppure loro hanno una guida nel mantenere una relazione intima tra pari. Temono di perdere la propria autonomia.


La posizione degli uomini
Gli uomini persi e solitari potrebbero impegnarsi a trasformare la propria vita attraverso programmi in dodici fasi o con le terapie. Tuttavia, l'avere bisogno di aiuto e il chiederlo è stato tradizionalmente associato alla femminilità, non alla virilità. Ci sono rimasti quattro rifugi per gli uomini che rimangono attaccati all'egemonia maschile e agli stereotipi di virilità. Sono: la National Rifle Association (NRA, l'associazione dei produttori di armi) e la cultura del fucile; l'esercito; la destra cristiana e la pornografia. Di questi quattro rifugi misogini, la pornografia è il più prevalente, vantaggioso e in espansione. L'industria pornografica eterosessuale su Internet ha sfruttato la solitudine degli uomini eterosessuali e ha contribuito a cambiare l'aspetto delle relazioni più intime.


Le possibilità di esistenza di relazioni personali eterosessuali serie e paritarie ora sembrano scarse. La delusione femminile per gli uomini e la sempre maggiore ritirata degli uomini dalla comunicazione e dalle relazioni autentiche sono ora riflesse nella cultura popolare. Film di tendenza come "Knocked Up" hanno dato alla luce un nuovo genere. Nel film "Knocked Up", la protagonista femminile ha un buon lavoro. È attraente e con un look professionale, mentre il protagonista vive con un gruppetto di coinquilini sciatti e disoccupati che passano la maggior parte del tempo giocando con i videogame, fumandosi canne e guardando pornografia in un appartamento sporco coperto da scatole vuote di pizza e nell'inerzia generale. La loro più grande aspirazione, che deve ancora essere realizzata, è quella di lanciare un sito pornografico.


Un articolo del New York Times che descrive due moderne sitcom è intitolato "Downsized and Downtrodden, Men are the New Women on TV" ("Rimpiccioliti e calpestati, gli uomini sono le nuove donne della TV").


Immagini di donne molto competenti e di uomini adolescenti e demotivati sono emerse anche in uno studio condotto da uno dei co-autori di questo articolo, Tess Fraad Wolff. Fraad-Wolff ha intervistato 48 donne eterosessuali di quattro diverse razze e gruppi socioeconomici, di età compresa tra i 22 e i 44 anni. Sono state rivolte domande che riguardavano le esperienze sessuali ed emotive delle donne durante la fase di corteggiamento. Una maggioranza schiacciante, 46 delle 48 donne intervistate, ha descritto i problemi riportati qui sotto:


1. Gli uomini si rifiutano spesso di pianificare il futuro e accettano solo impegni a breve.


2. Gli uomini mostrano la paura dell'impegno dopo il primo appuntamento non fissandone un secondo o non presentandosi a un secondo appuntamento. Spostano gli appuntamenti e li cancellano frequentemente.


3. Troppi uomini non portano abbastanza soldi per almeno condividere il costo di possibili attività durante le uscite.


4. Gli uomini introducono istantaneamente il sesso e materiale inerente al sesso nelle conversazioni, ma molti non riescono a metterlo in pratica.


L'ultimo problema lamentato, circa l'inserimento di materiale sessuale nelle conversazioni più iniziali, potrebbe riferirsi a una questione che ha un potente impatto sulle relazioni e illustra una connessione profonda tra il capitalismo e la solitudine. È la diffusione della pornografia eterosessuale.


L'impatto della pornografia
La pornografia è antecedente al capitalismo. Tuttavia, i capitalisti hanno ora sfruttato la pornografia a un livello del tutto nuovo. La pornografia adesso è diventata un passatempo per miliardi di uomini e una dipendenza per milioni di essi. Quaranta milioni di adulti negli Stati Uniti visita regolarmente i siti pornografici. Di questi 40 milioni, l'87 per cento sono uomini.


Il capitalismo e la pornografia
L'esplosione della pornografia eterosessuale su Internet all'inizio degli anni '90 ha dato enormi profitti. La pornografia è una macchina da sogno capitalista. Questo settore ha redditi superiori a quelli della Microsoft, Google, Amazon, eBay, Yahoo, Apple e Netflix messi insieme. Nel 2006, i redditi della pornografia in tutto il mondo sono aumentati fino a 97,06 miliardi di dollari.


Data l'estrema redditività della pornografia, i produttori competono per catturare una maggiore quota del mercato. Producono pornografia più violenta con donne sempre più giovani e atti più degradanti e aggressivi. Per il capitalismo il profitto viene prima di tutto il resto, quindi viene data minore priorità a fattori quali l’uguaglianza dei diritti, la moralità o il danno per le relazioni personali.


Come influiscono la diffusione della pornografia e il crescente numero di utenti e dei dipendenti sulle relazioni?


La connessione sessuale può motivare gli individui a cercare e mantenere le relazioni.


La pornografia eterosessuale su Internet ha drammaticamente alterato le immagini della sessualità. Gli uomini eterosessuali americani stanno incontrando sempre maggiori difficoltà a compiere l'atto sessuale, dal mantenimento dell'erezione al focalizzare l'attenzione sulla partner durante il sesso, fino al mancato raggiungimento dell'orgasmo. Molti uomini sono così abituati al ritmo a rotta di collo con cui la pornografia offre centinaia di immagini che non riescono più a mantenere l'eccitazione o la concentrazione durante il processo interattivo comparativamente lento del sesso reale. In aggiunta, molti utenti hanno inconsciamente associato l'anonimità con l'eccitazione, e come risultato non riescono a raggiungere o ad apprezzare l'intimità che spesso accompagna il sesso reale. Numeri da record di uomini riferiscono di non essere in grado di completare atti sessuali che coinvolgono un'altra persona in carne e ossa. Un recente studio della Università del Kansas ha riportato che il 25 per cento di giovani uomini ha detto che fingeva di avere orgasmi con le donne perché non riusciva ad avere orgasmi senza pornografia.


Perché la pornografia provoca dipendenza?
L'atto di guardare la pornografia implica un legame tra cervello, immagini e la pornografia mostrata. Questo processo di legame neurale induce l'immediata imitazione mentale che ha luogo quando le persone guardano rappresentazioni di qualsiasi comportamento, particolarmente un comportamento che ha qualità eccitanti. Le sostanze chimiche prodotte dall'azione dei neurotrasmettitori creano sensazioni piacevoli. Chi guarda vuole avere una sensazione sempre maggiore. Tutte le persone che guardano [la pornografia] sono potenzialmente dipendenti, perché non solo riescono a raggiungere l'orgasmo grazie alla pornografia, ma possono potenzialmente sviluppare un attaccamento neurologico ad essa. Spesso non si rendono conto dei modi in cui le loro relazioni con la pornografia hanno iniziato a rimpiazzare quelle con altre persone.


Molti uomini rifiutano il sesso reale, preferendone la versione sintetica persino quando hanno delle partner con cui sono presenti opportunità per il sesso. Spengono la connessione e l'intimità che il sesso reale può offrire. Si ritirano nella pornografia per sfuggire alla sfida di relazioni mutate e più impegnative con le donne. Molti evitano persino di instaurare una relazione in favore di un legame apparentemente sicuro, isolato e anonimo con immagini artificiali sullo schermo del computer. Sebbene la frazione di donne che guardano la pornografia e sono dipendenti da essa non esprimano in genere la diminuzione del desiderio di avere un reale rapporto sessuale con un partner, condividono [con gli uomini] l'inabilità di masturbarsi o di raggiungere l'orgasmo senza la pornografia o immagini pornografiche. Inizialmente, maggiori numeri di donne hanno riferito di sentirsi perpetuamente turbate e sessualmente rifiutate dai loro partner maschili. Anche gli uomini sono ora disturbati dalla loro crescente disfunzione sessuale e dipendenza dalla pornografia.


L'immersione nella pornografia è sia la causa che il risultato della cupa solitudine nel tentativo di relazionarsi con gli altri in un'America guidata dal profitto con una alterata prospettiva di genere. La pornografia fornisce un mercato lucrativo che vende i suoi prodotti per mascherare la paura degli uomini eterosessuali delle mutate aspettative di genere. Il modo in cui il capitalismo e la solitudine si alimentano l'un l'altro è una realtà, mentre crescenti numeri di uomini e donne rinunciano innumerevoli opportunità di intimità in favore dell'esperienza di stare da soli di fronte a immagini prefabbricate e guidate dal profitto, che spesso contengono messaggi polarizzanti e divisivi circa le relazioni di genere e la sessualità. Scelgono esperienze solitarie, acquisite, piuttosto che quelle reciproche - persino negli atti sessuali che sono, per loro stessa natura e descrizione, atti di unione, fisicamente, psicologicamente, simbolicamente e forse spiritualmente.


La posizione egemonica degli uomini eterosessuali è stata distrutta mentre l'incessante ricerca capitalista del profitto ha eliminato e spostato all'estero i lavori e abbassato gli stipendi. Uomini e donne potrebbero aver raggiunto l'uguaglianza e il desiderato reciproco senza la distruzione capitalista, guidata dal profitto, delle nostre vite economiche e personali. Ci sono modi non capitalistici, come unirsi insieme per costringere il governo degli Stati Uniti a fornire servizi che consentano alle donne e agli uomini di lavorare insieme come pari fuori e dentro le mura domestiche. La distruzione dell'economia degli Stati Uniti ha lasciato le donne con il fardello di fare tutto da sé e ha reso gli uomini apatici, spodestati, disfunzionali e solitari. Il mercato della pornografia ha offerto un rifugio dal relitto che il capitalismo ha contribuito a creare.


Adesso dobbiamo affrontare lo strano trionfo del profitto sull'esperienza condivisa. Il capitalismo ha inquinato l'esperienza della connessione reciproca nei nostri stessi letti e nel nostro stesso corpo. Il fallimento del capitalismo nel fornire sufficienti posti di lavoro, possibilità di prosperità, stipendi decenti e servizi sociali ha portato le masse ad aggrapparsi a pseudosoluzioni solitarie che peggiorano infine la qualità di vita. La pornografia è una di queste.


Emergere dal capitalismo e dalla solitudine
Come possiamo emergere da questa epidemia di isolamento personale e di solitudine? Come possiamo metterci in relazione da pari per cambiare queste cose? La speranza di raggiungerci a vicenda sta iniziando a mobilizzare il 99 per cento degli americani spodestati e precedentemente isolati nell'America capitalista. Uomini e donne lesbiche, gay, bisessuali, trans ed eterosessuali di tutte le razze ed etnicità stanno iniziando ad affermare che apparteniamo al 99 per cento e che possiamo incominciare a costruire un movimento insieme come pari. Sta succedendo. Movimenti di occupazione si stanno diffondendo in tutta l'America e stanno prosperando nonostante la brutalità e la repressione della polizia.


Il movimento del 99 per cento è caratterizzato da decisioni prese democraticamente, dal rispetto, dalla trasparenza e dall'uguaglianza di razza e genere. Insieme, le persone si sforzano di porre fine alla dominanza dell'1 per cento dei profittatori che per loro interesse hanno trascinato l'America nella povertà economica e affettiva. I movimenti di occupazione forniscono possibilità di vita migliore con opportunità e connessione per tutti. Sono la nostra speranza.


DI HARRIET FRAAD E TESS FRAAD WOLFF
Truthout

domenica 19 settembre 2010

POLITICA E SOCIETA' - In breve su Sakineh

Il mio quartiere e la mia città sono invasi da cartelloni raffiguranti un volto di donna con la scritta "Salvate sakineh" sovrimpressa.


Quindi ho deciso di fornire alcune note di disambiguazione su Sakineh:

1-La donna non è ancora stata condannata, è solo indagata.

Il ministro degli esteri Mehmanparast ha spiegato che vi sono due procedimenti pendenti su Sakineh. Il primo - che riguarda l'adulterio, «consumato con diversi uomini» - è attualmente sotto il riesame della Corte suprema, mentre il secondo, che riguarda la presunta complicità nell'omicidio del marito, è ancora in attesa di una sentenza.

La sentenza è attualmente all’esame della Corte di Cassazione, che verifica la correttezza di ogni dettaglio della procedura. Se non è stata scrupolosamente rispettata, la decisione sarà annullata. Questa procedura d’esame è sospensiva. Il processo non è ancora definitivo, l’imputato gode ancora della presunzione d’innocenza e non è mai stata questione d’essere eseguita alla fine del Ramadan.



2-Le indagini in corso NON la sospettano di ADULTERIO, bensì di CONCORSO NELL'OMICIDIO DEL MARITO, in qualità di mandante.(ucciso per mano dell'amante di lei).

Mohammadi-Ashtiani ha drogato il marito e lo ha fatto uccidere nel sonno dal suo amante, Issa Taheri.
L'Ambasciatore Iran ad Adnkronos: Sakineh Mohammadi Ashtiani ''e' stata condannata per aver partecipato all'efferato omicidio del marito in concorso con altre persone'' e se si fanno pressioni sull'Iran affinche' annulli la pena di morte comminata a Sakineh, ''allora tutti i Paesi'' responsabili di queste pressioni ''dovrebbero liberare i propri detenuti'

3-L'Iran ha abbandonato UFFICIALMENTE la lapidazione con una moratoria nel 2002(anche se oramai erano parecchi decenni che già non la praticava).


4-La pena prevista nel codice penale iraniano in caso di CONCORSO ESTERNO IN OMICIDIO(e non per l'adulterio come detto nei telegiornali) è di IMPICCAGIONE, e non di lapidazione.Cosa molto difficile da attuarsi vista la riforma del codice penale iraniano del 2009.
Ps: La Repubblica islamica non riconosce la Sharia, al contrario di quanto si dica, ma solo il diritto civile emanato dai rappresentanti del popolo in Parlamento.


5-Javid Houstan Kian, che si presenta come l’avvocato della Signora Mohammadi-Ashtiani, è un impostore. E’ legato al figlio dell’imputata, ma non aveva un mandato da questa donna e non ha mai avuto alcun contatto con lei. E’ un membro dei Mujahidin  del Popolo un’organizzazione terroristica protetta da Israele e dai neconservatori.

6-Negli Stati Uniti a giorni dovrà essere giustiziata Teresa Lewis,sempre per concorso esterno nell'omicidio del marito.Ma contro gli Stati uniti nessuno mi sembra si sia mobilitato come per l'Iran!

Contro l'Iran ed Ahmadinejad si sono scatenate molte bufere,la quasi totalità montate su notizie false.
Questa è semplicemente l'ennesima notizia montata dai media, amplificata dal senso di colpa collettivo nei confronti della donna, e dai vari SocialMerdWork quali Facemerd e TwittMerd.
Mi chiedo a volte se non sia più facile dichiarare guerra all'Iran, invece di andare avanti con queste trovate meschine.

Big S

Nella foto: Teresa Lewis "con velo"

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